Cina: manifattura ai minimi dal 2009. Borse Asia ed Europa in calo

L’indice Pmi della manifattura cinese fa segnare il peggior risultato da marzo 2009.

di remar

Il manifatturiero cinese conferma di essere in profonda crisi. Crolla ai minimi degli ultimi sei anni e mezzo l’indice Pmi di agosto, a certificare una volta di più la frenata dell’economia del gigante asiatico.

L’indicatore Pmi/Caixin, che calcola la fiducia dei manager delle imprese industriali, questo mese è sceso a 47,1 punti, sotto le attese degli analisti che lo davano a 47,7, da 47,8 registrato a luglio.

Comunque ben al di sotto dei 50 punti, soglia spartiacque tra crescita e contrazione del settore. L’indice Pmi della manifattura cinese fa segnare dunque il peggior risultato da marzo 2009, quando la crisi finanziaria mondiale era in pieno dispiegamento.

Il crollo è dovuto a un deterioramento generalizzato dell’attività manifatturiera in scia alla decisa contrazione degli ordini esteri e domestici, per una produzione che tocca il livello più basso da quattro anni a questa parte con conseguente incremento dei licenziamenti.

Sui timori del rallentamento dell’economia cinese scivolano le principali borse dell’area asiatica: Tokyo ha archiviato la seduta di oggi con un -2,98%, Shanghai ha perso fino al 4% per poi risalire fino a -1,2%. Anche le maggiori borse europee aprono in calo, anche se dopo un avvio più pesante stanno risalendo: l’Euro Stoxx cede lo 0,78%, Piazza Affari perde poco dopo l’apertura lo 0,30%, Parigi lo 0,82%, e Francoforte l’1%.

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