Inchiesta Enac, spunta una lista di tangenti a politici: il Pd trema

L’indagine che ha portato all’arresto del manager Pd Franco Pronzato, consigliere dell’Enac ed ex consigliere ministeriale di Bersani, incomincia a preoccupare seriamente i Democratici. Non è più solo imbarazzo per un’inchiesta che getta inquietanti ombre sull’esponente Pd e sul lobbysta Morichini (comproprietario della barca di D’Alema) ma reale tensione per gli sviluppi che potrebbero interessare


L’indagine che ha portato all’arresto del manager Pd Franco Pronzato, consigliere dell’Enac ed ex consigliere ministeriale di Bersani, incomincia a preoccupare seriamente i Democratici. Non è più solo imbarazzo per un’inchiesta che getta inquietanti ombre sull’esponente Pd e sul lobbysta Morichini (comproprietario della barca di D’Alema) ma reale tensione per gli sviluppi che potrebbero interessare alcuni esponenti piddini.

Tra le carte, come segnala Bonini su Repubblica, figura infatti un “pizzino” con la contabilità delle tangenti pagate dalla società dell’imprenditore Paganelli a una decina di amministratori e politici. I nomi ancora non si sanno ma si hanno pochi dubbi sulla provenienza, tenuto conto dei rapporti privilegiati con i politici del Pd di Pronzato e Morichini.

Il ruolo di Pronzato, in carcere per corruzione e frode fiscale, risulta centrale nella vicenda e secondo il Gip non si tratterebbe di episodi isolati ma di una vera e propria rete che sfruttava i legami con la politica. Agli atti risultano presunte richieste agli imprenditori di finanziamenti per il Pd e per la Fondazione Italianieuropei di D’Alema.

Un’organizzazione, sullo stile della P4 di Bisignani, si muoveva tra enti pubblici, mondo dell’imprenditoria e politica e che ora mette in seria difficoltà il Pd, visti gli stretti rapporti tra i protagonisti e i principali leader del partito. Cosa succederà nelle prossime settimane? E la stampa darà risalto a questa lobby che vede coinvolto il centrosinistra?