Di quale manovra finanziaria si discute oggi?

Tremonti a rischio dimissioni? Scoprilo su Polisblog

Temi diversi catturano un’attenzione diversa: temi diversi necessitano di conoscenze differenti e in alcuni casi pregresse per essere capiti. Pensate, che so, al caso Ruby: li è tutto facile da capire. Meno facile da capire è la manovra di Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia di cui tanto si discute in questi giorni. Proviamo a fare un quadro di sintesi.

Perché oggi dovrebbe essere un giorno cruciale per Giulio Tremonti – tanto che nelle scorse ore erano anche girate voci delle sue dimissioni, poi rientrate? Perché ci saranno nella manovra che lui ha disegnato molti sacrifici per gli italiani, e il governo Berlusconi in carica quei sacrifici li vede come i chiodi sulla tomba dell’esperienza di governo.

La manovra giovedì sarà in Consiglio dei Ministri: intanto Tremonti tra una riunione e l’altra dovrà guardarsi anche e soprattutto dagli “amici” della Lega Nord. Anche da Umberto Bossi che a quella manovra lacrime e sangue è completamente contrario, determinato a rispondere con un “No” alle proposte di via XX Settembre.

Già, ma quali sono le proposte di Tremonti?

Scrive La Stampa:

Tessera dopo tessera comincia a comporsi il mosaico: tre aliquote Irpef – e innalzamento dell’Iva di un punto per le aliquote più alte (10 e 20%). Nel documento di riforma viene anche prevista l’abolizione dell’Irap a partire dal 2014. Se venissero confermate le indiscrezioni, «i risparmi medi di imposta per le due tipologie di famiglia più diffuse nel Paese oscilleranno tra i 435 e i 573 euro», ha calcolato la Cgia di Mestre. Verso anche la conferma per l’aliquota al 20% per le rendite (fatta eccezione per i titoli di Stato) già dal 2012. Stessa anticipazione al prossimo anno dovrebbe esserci per il bonus figli.

Sul fronte manovra, i tecnici stanno limando la lista dei possibili risparmi, dalle pensioni al pubblico impiego, dagli enti locali ai costi della politica. Nel mirino anche alcuni enti che dovrebbero essere soppressi, come l’Ice, l’Istituto per il commercio estero, o privatizzati, come la Croce Rossa Italiana. Proprio a difesa dei lavoratori della Cri domani i sindacati di base manifesteranno a Roma

Il PdL è abbastanza contrario alla manovra. Si legge su Repubblica che voteranno contro

Il malessere, dunque, serpeggia tra i deputati dell’intera coalizione e potrebbe sfociare in clamorose decisioni. “Noi – è il ‘refrain’ di molti deputati e senatori del Pdl – questa manovra così non la votiamo”. C’è chi ha intenzione di far girare documenti a Montecitorio e a palazzo Madama per esigere subito un cambiamento di rotta. Ma il presidente del Consiglio – riferiscono fonti parlamentari – pur chiedendo al ministro dialogo aperto e aggiustamenti, non mette in dubbio l’impianto della manovra e allo stesso tempo punta sulla riforma fiscale.

Tra i più critici della manovra nel PdL, il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, di cui si legge così sul Corriere della Sera

Il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, ha dato voce a chi nel Pdl ritiene che «la filosofia di Tremonti è sempre la stessa: ogni volta si taglia un po’, lasciando in piedi le cose inutili e danneggiando quelle utili». E ieri ha aggiunto: «Tremonti è un buon ministro ma non è Dio. E non è umile. Ha uno strapotere che ha fatto comodo a tutti. Ma ora serve un confronto». Sempre ieri la Lega ha riunito il suo stato maggiore nel consueto vertice del lunedì a via Bellerio e alla fine ha deciso per la linea dura: «Per il governo sarà il giorno della verità».

Ok, quindi com’è la giornata? In mattinata riunione a porte chiuse tra Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Umberto Bossi. vedremo se la manovra tremontiana ne uscirà ridimensionata. Alessandro De Angelis de Il Riformista, commenta così. Direi che è un quadro d’insieme molto realistico

«Questa volta se Giulio ci ricatta dobbiamo tenere il punto. Anche a costo di accettare le sue dimissioni». L’ossessione di Berlusconi si chiama Giulio Tremonti. Più della estenuante trattativa sui rifiuti che pure rischia di balcanizzare la maggioranza tra veti della Lega e rivolta dei parlamentari del Sud. Più dello scandalo sulla P4. Giulio è un pensiero fisso. Che nemmeno la gioia del matrimonio della bella Mara riesce a scacciare. Il premier è convinto che il titolare del Tesoro lo metterà davanti a una trappola. O meglio a un «ricatto». I suoi ambasciatori hanno riferito che «Giulio» sta preparando una forzatura. Al consiglio dei ministri di giovedì vuole portare un pacchetto chiuso: prendere o lasciare. E nel pacchetto c’è la manovra, quella che ha in mente il superministro; c’è la legge delega sul fisco (fumo o poco più); e c’è pure un colpo a sorpresa: l’indicazione di Vittorio Grilli a governatore di Bankitalia. L’ultima parola spetterebbe comunque al capo dello Stato, ma il decreto del consiglio dei ministri avrebbe il significato politico che l’intero governo si schiera con Tremonti anche su Bankitalia: «Vuole forzare su Grilli – spiega un ministro vicinissimo al Cavaliere – adesso che si discute tutto, perché sa che poi, una volta tolta di mezzo la manovra, perde potere contrattuale»