Ore 12 – Berlusconi e governo, ogni giorno la sua pena …

Insomma, nel Pdl e dintorni, si continua a “ciurlare nel manico” per difendere l’indifendibile. Sulle intercettazioni il ministro Alfano si arrampica sugli specchi: “Gli ascolti sono irrilevanti e costosi”. Così la maggioranza, in tilt per la nuova bufera in vista, punta ad approvare una legge bavaglio. I ministri temono il ko: “Qui finiamo nel baratro”.

Insomma, nel Pdl e dintorni, si continua a “ciurlare nel manico” per difendere l’indifendibile. Sulle intercettazioni il ministro Alfano si arrampica sugli specchi: “Gli ascolti sono irrilevanti e costosi”. Così la maggioranza, in tilt per la nuova bufera in vista, punta ad approvare una legge bavaglio. I ministri temono il ko: “Qui finiamo nel baratro”.

Con tutti i distinguo, tutti i dubbi sui limiti e sugli eccessi (presunti) delle intercettazioni (peraltro esistono norme di “garanzia” per la tutela della privacy, basta applicarle), il dato vero è che il Pdl e tutto ciò che gli gira intorno è come il pesce andato a male: puzza dalla testa.

Ha ragione Gianfranco Fini nel rilevare che dall’inchiesta sulla P4: “Emerge un clima da basso impero che provoca: “Giusta indignazione da parte degli italiani”. Cresce nel Paese la spinta alla delegittimazione del premier, del Pdl e della maggioranza: un nucleo di potere che cresce a dismisura alimentando una rete perversa politico-affaristica di cui si perdono persino i confini.

Ed è per cercare di arginare questo fuoco che può diventare devastante che il governo intende procedere addirittura con un decreto: una toppa peggiore del buco. Il garantismo tanto sbandierato è una scusa bella e buona, il tentativo di coprire vicende, al di là dei risvolti penali, quantomeno sgradevoli e pericolose sul piano politico per chi comanda a Palazzo Chigi e dintorni.

E’ per questo che si vuole imbrigliare chi indaga, imbavagliare l’informazione, colpire la democrazia. Difendere a tutti i costi il “sultanato”. Tutto qui.