L’Onu boicotta le Olimpiadi, Maradona e il Nobel Maathai non porteranno la fiaccola

Altra defezione importante per le contestatissime Olimpiadi di Pechino: dopo il premier britannico Gordon Brown, anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon annuncia la sua assenza alla cerimonia di apertura dei Giochi. La decisione, secondo il suo portavoce, non avrebbe una motivazione politica, ma sarebbe dettata da “problemi di calendario”. Anche l'Europarlamento ha approvato

Altra defezione importante per le contestatissime Olimpiadi di Pechino: dopo il premier britannico Gordon Brown, anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon annuncia la sua assenza alla cerimonia di apertura dei Giochi. La decisione, secondo il suo portavoce, non avrebbe una motivazione politica, ma sarebbe dettata da “problemi di calendario”.

Anche l'Europarlamento ha approvato una risoluzione a favore del boicottaggio della cerimonia di apertura se la Cina non aprirà subito il dialogo con il Dalai Lama. In forse anche la presenza del presidente francese Nicolas Sarkozy e di quello americano George W. Bush. Anche alcuni politici italiani hanno detto la loro.

Intanto prosegue il viaggio della fiaccola olimpica verso Pechino: dopo aver sfilato quasi di nascosto per le vie di San Francisco, ora si trova a Buenos Aires, custodita in un luogo segreto.

Un comitato per la difesa dei diritti umani in Cina ha annunciato una fiaccolata parallela a quella ufficiale, ma dicono di non voler ostacolare o spegnere la torcia olimpica. Non si escludono, però, iniziative a sorpresa di altre associazioni e le misure di sicurezza previste sono imponenti. 

E' giallo sulla presenza di Diego Armando Maradona, indicato come primo tedoforo: il “pibe de oro” sarebbe in Messico per ricevere un riconoscimento e forse non parteciperà alla manifestazione.

Chi sicuramente non porterà la torcia olimpica, invece, è il premio Nobel per la Pace nel 2004 Watari Maathi, che era stata scelta come tedoforo per la tappa di domenica in Tanzania.

Si riapre, quindi, la discussione sul boicottaggio: Nulla dies sine linea spiega le ragioni per le quali non è possibile un serio boicottaggio – ovviamente c'entra il “dio denaro” – mentre XXI secolo va controcorrente e sostiene che il popolo tibetano è passato repentinamente da un'oppressione all'altra e che quindi non è mai stato veramente libero.

Turn Off Pechino 2008 ha riunito alcuni blogger che hanno scritto una lettera/petizione a politici, media, organizzatori dei Giochi e semplici cittadini, in cui si domandano “Come è possibile proclamare con credibilità il motto scelto dal governo cinese come tema ufficiale delle Olimpiadi 2008: 'Un solo mondo, un solo sogno?' Come si può affermare, come ha fatto il Comitato olimpico di Pechino, che l’obiettivo è quello di ospitare “Olimpiadi aperte, verdi e umane?” e propongono di non partecipare ai Giochi spegnendo la tv.

Rush Hour ci mostra la foto di alcuni soldati cinesi che si sarebbero travestiti da monaci, ma Olistica ci segnala che probabilmente è una bufala.