Ordinanza anti-alcool: si va avanti tra venditori abusivi, decreto incostituzionale e controlli ‘a macchia di leopardo’

E’ una sorta di braccio di ferro quello che si sta consumando tra esercenti e Comune di Roma in merito alla discussa ordinanza ‘anti-alcol’ entrata in vigore solo poco più di due settimane fa e già bocciata dalla Corte Costituzionale. In pratica, il decreto puniva chiunque consumasse bevande alcoliche in strada dopo le ore 23


E’ una sorta di braccio di ferro quello che si sta consumando tra esercenti e Comune di Roma in merito alla discussa ordinanza ‘anti-alcol’ entrata in vigore solo poco più di due settimane fa e già bocciata dalla Corte Costituzionale. In pratica, il decreto puniva chiunque consumasse bevande alcoliche in strada dopo le ore 23 e fino alle 6 del mattino, inclusi i proprietari dei locali che avevano venduto la bevanda.

Parliamo al passato perché – appunto – l’ordinanza in questione è stata giudicata illegittima e proprio in queste ore, Alemanno e la sua Giunta stanno cercando di ridefinirla per farla rientrare nella categoria di quelle consentite. Le proteste erano state immediate, con ricorsi al Codacons da parte degli esercenti e dei multati.

I controlli erano stati abbastanza severi, soprattutto nelle zone ‘calde’ della Movida capitolina, con Municipale e Carabinieri che pattugliavano i marciapiedi. Pochi o nulli (almeno a giudicare dai commenti letti in giro) negli altri quartieri. Scampati alle retate, i venditori abusivi che, busta di plastica al seguito, vendono di soppiatto gli alcolici nelle aree meno presidiate.

Ulteriore fonte di caos, l’altra ordinanza giudicata incostituzionale: quella ‘anti-prostituzione’ (parte del ‘pacchetto’ delle sei anti-degrado prolungate di un anno). Anche qui, proteste, ricorsi in vista e una gran confusione a cui – pare – seguiranno una serie di provvedimenti ‘tampone’ finché non sarà riformulata. Che la città abbia bisogno di leggi e provvedimenti per tutelare il decoro e la tranquillità dei cittadini è evidente. Ci chiediamo (e vi chiediamo) se sia utile lanciare grandi proclami e ordinanze in fretta e furia, senza pensare invece a un piano più strutturato da rispettare a lungo termine…

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