Ore 12 – Pontida, le conseguenze politiche. Bossi respira, Berlusconi pure. Bersani ha le sue … “gatte da pelare”

Nuova, ennesima delusione per la sinistra, soprattutto per Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd si era spinto in avanti, sfidando la Lega su un nuovo terreno fuori dallo schema del berlusconismo, convinto che Bossi fosse pronto per vere riforme, dire addio al Cavaliere e staccare la spina al governo. A Pontida, il Senatur ha

Nuova, ennesima delusione per la sinistra, soprattutto per Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd si era spinto in avanti, sfidando la Lega su un nuovo terreno fuori dallo schema del berlusconismo, convinto che Bossi fosse pronto per vere riforme, dire addio al Cavaliere e staccare la spina al governo.

A Pontida, il Senatur ha detto e non ha detto: di fatto, al di là delle guasconate e delle minacce, tutto resta come prima e il premier può tirare a campare.

Il limite di Bersani sta nel girare “attorno” a Berlusconi e non entrarci mai “dentro”. Cioè si pensa sempre che siano i fattori esterni (gli scandali, i fatti giudiziari, le procure, gli ex alleati come Fini, Casini o gli alleati di oggi come Bossi ecc.) a stringere nella morsa il Cavaliere e a farlo cadere. Si punta nell’aiutino altrui invece che nella propria politica.

In buona sostanza, lo abbiamo già scritto, si dice “gatto senza averlo nel sacco”. Dopo Pontida, quindi, Berlusconi è lì, a Palazzo Chigi. E lì resterà ancora. O stavolta si pensa che saranno i “responsabili” a fare lo sgambetto al premier questa settimana in Parlamento? Allora?

Bersani non è un ingenuo. Il problema vero è che il Pd non ha una sua politica in grado di presentare l’alternativa. Il premier boccheggia, il governo non c’è e la maggioranza traballa. Ma di settimana in settimana, di mese in mese, il tempo passa e logora chi il potere non ce l’ha.

Il Paese è in ginocchio e si rischia davvero di dover prendere atto che l’alternativa a Berlusconi e al governo non c’è. Non oggi: addirittura fra due anni!

La sinistra (Pd in primis) non è pronta oggi e rischia di non esserlo neppure domani. Dov’è il programma, dove sono le alleanze, dov’’è la leadership?

Se oggi Berlusconi cadesse, per la sinistra e il Pd sarebbero cavoli amari. Fa male dirlo, ma è così.