Sentenza Lady Diana: morti per i paparazzi e la negligenza dell’autista

Forse, ma solo forse, si è riusciti dopo 11 anni di inchieste a scrivere la parola "fine" sul caso della morte di Lady Diana e Dodi Al Fayed. Come ben ricorderete finirono la loro corsa contro un pilastro del tunnel dell'Almà a Parigi e persero la vita Il verdetto dei giurati ha stabilito che la

Forse, ma solo forse, si è riusciti dopo 11 anni di inchieste a scrivere la parola "fine" sul caso della morte di Lady Diana e Dodi Al Fayed. Come ben ricorderete finirono la loro corsa contro un pilastro del tunnel dell'Almà a Parigi e persero la vita

Il verdetto dei giurati ha stabilito che la causa della morte va attribuita alla guida spericolata (sotto effetto dell'alcool) dell'autista, che venne intralciato impedito nei movimenti dai tanti paparazzi che seguivano l'auto; senza dimenticare che a differenza dell'unico sopravvissuto, Trevor Rees-Jones, tutti gli altri non indossavano la cintura di sicurezza.

Per cui questo giudizio sconfessa nuovamente l'ipotesi del complotto, da sempre sostenuta dal padre di Dodi, Mohamed Al Fayed, che più volte ha lanciato accuse contro la casa reale britannica e ovviamente rigetta questo verdetto. Se ne farà una ragione?

Dal canto loro i due figli, William e Henry, si dicono soddisfatti del risultato:

"Siamo d'accordo con il loro verdetto e siamo entrambi enormemente grati a ciascuno di loro per la pazienza dimostrata nell'aver accettato, negli scorsi sei mesi, un tale scompiglio nelle loro vite"

DIANA.png

Questa sentenza comunque è destinata a far discutere: infatti i paparazzi, prima assolti, vengono prepotentemente ritirati in ballo. Forse avrà giocato a loro sfavore il fatto che nessuno (tranne uno) si è fatto interrogare.

La cosa che comunque lascia perplessi è il costo complessivo dell'inchiesta: più di 13 milioni di euro, pagati dai contribuenti inglesi. Ne è valsa la pena? E' veramente la verità quella che abbiamo sotto gli occhi quest'oggi?