Referendum: il quorum c’è! Vittoria dei “Sì”. Vince l’Italia “contro” Berlusconi

Gli instant poll non lasciano dubbi: quorum raggiunto, vicino al 55%. Vince l’impegno e il diritto al voto. Perde clamorosamente il premier che va al mare e boicotta i referendum. Passate le 15 di oggi lunedì 13 giugno, dopo due giornate appese a un filo incandescente, è l’ora di gettare la maschera e dare la

Gli instant poll non lasciano dubbi: quorum raggiunto, vicino al 55%. Vince l’impegno e il diritto al voto. Perde clamorosamente il premier che va al mare e boicotta i referendum.

Passate le 15 di oggi lunedì 13 giugno, dopo due giornate appese a un filo incandescente, è l’ora di gettare la maschera e dare la corretta interpretazione politica al quorum raggiunto nei referendum. Non che i quattro quesiti siano poca cosa. La vittoria dei “sì” incide, e come, nella vita quotidiana dei cittadini. E ben pesanti sarebbero state le conseguenze con un risultato opposto.

Ma il risultato porta con sé conseguenze politiche, non tutte oggi facilmente catalogabili e immaginabili. Acqua, nucleare, legittimo impedimento hanno coinvolto gli italiani. Ma è stata la spinta politica a portare milioni di elettori alle urne.

Una spinta trasversale e a senso unico: di protesta contro Berlusconi e contro il governo…

Sfarinato e inesistente il partito del “predellino”, latitante il governo rispetto ai nodi nazionali e internazionali, sempre più smarcati gli alleati a cominciare dalla Lega, il premier è spinto sempre più all’angolo del ring, forse in attesa del gong finale “liberatorio”.

Chi getta la spugna se il protagonista non vuole o non può farlo? Sugli spalti, c’è una tifoseria che fischia o applaude per interessi o per semplice partigianeria. Fuori c’è un Paese che, stavolta con i referendum dopo le amministrative, ha cercato di rialzare la testa per dire che vuole cambiare e tornare a decidere del proprio futuro. Per l’Italia può essere l’ultima chiamata.

Berlusconi può recitare la parte del “muoia Sansone con tutti i filistei”. Chi asseconda una commedia che dalla farsa può diventare tragedia ne diventa complice e di questo dovrà rispondere. Alle opposizioni il compito di non disperdere questo nuovo capitale politico.

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