Berlusconi, dopo i ballottaggi in arrivo la “botta” del referendum. Ultimo avviso prima dello “sfratto”?

Pare proprio che oggi, con i referendum, stia per succedere quello che pochi giorni addietro è successo con le amministrative e i ballottaggi. C’è, fra i due fatti ben distinti, un comune denominatore politico: il distacco degli italiani da Silvio Berlusconi, premier oramai in “brache di tela”. Il capo del governo chiede di trasformare le

Pare proprio che oggi, con i referendum, stia per succedere quello che pochi giorni addietro è successo con le amministrative e i ballottaggi. C’è, fra i due fatti ben distinti, un comune denominatore politico: il distacco degli italiani da Silvio Berlusconi, premier oramai in “brache di tela”.

Il capo del governo chiede di trasformare le amministrative in un referendum su se stesso ed è subito boomerang, con una sonora batosta personale e per la sua maggioranza. Il capo del governo dice di andare al mare e chiede di disertare le urne e gli italiani vanno invece a votare raggiungendo (oramai è certo) quel quorum che pareva impossibile. Che succede?

E’ vero, come dice Umberto Bossi, che il Cavaliere non sa più comunicare? Forse. Quel che è certo è ben più importante politicamente: gli italiani fanno il contrario di ciò che dice e vuole Berlusconi.

Che significa? Che il “ghe pensi mi” è giunto al capolinea. Oggi pomeriggio, a quorum raggiunto, Berlusconi farà come sempre: dietrofront, (dicendo che è stato frainteso) e spallucce (dicendo che tanto non cambia niente).

Ma, facendo quel che Craxi fece vent’anni addietro (“italiani andate al mare e non alle urne”) farà la stessa fine politica. C’è, però, una differenza sostanziale. Bettino, fra limiti e nefandezze ma anche fra intuizioni e prove d’orgoglio, una traccia importante sul piano politico e istituzionale l’ha lasciata. Cosa lascia l’Unto del Signore?

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