Referendum 2011, quorum certo: soffia il vento di sinistra

Quale futuro per la destra dopo la sconfitta nei referendum?

di luca17

Inutile stare tanto a baloccarsi sulle 8 ore di voto di oggi; il 41% di affluenza con cui la consultazione refendaria ha chiuso la domenica dice che il quorum è assolutamente sicuro. Basti confrontarlo con le precedenti occasioni, in cui un 35 si è poi trasformato in un 52 e mezzo per capire come andrà a finire (probabilmente anche vicino al 60%).

Il fatto che si sia vicini attirerà infatti molta più gente del normale, e persino qualche fautore del no potrebbe decidere di recarsi ai seggi visto che l’astensione a questo punto è svuotata di ogni valore. Oddio, non che andare a votare contra la marea dei sì possa servire a qualcosa, ma qualcuno lo farà.

Come interpretare dunque il primo quorum raggiunto dopo 17 anni? Da una parte ha avuto sicuramente un suo ruolo l’incidente di Fukushima, senza il quale molti italiani sarebbero rimasti indifferenti a una materia come il nucleare di cui già capiscono poco. Dall’altra, inutile negarlo, c’è l’onda lunga del voto antiberlusconiano che impatta una volta di più, dopo la batosta delle amministrative.

Come dice il titolo soffia un vento di sinistra, ma forse sarebbe più corretto dire che soffia un vento anti-Cav. Gli italiani infatti del Cavaliere non ne possono più ed esercitano il loro diritto di mandare più segnali possibili per levarselo di torno. Non che l’asse del paese si sia spostata davvero a sinistra – questo è e resta un paese fondamentalmente conservatore e liberale – ma non esistendo un’alternativa valida a centrodestra, tutti tentano la carta dell’alternanza, pur sapendo bene che i vari Bersani-Vendola-Di Pietro più che disastri non possono creare.

Che fare a questo punto? La Lega farebbe bene a svincolarsi, come già un po’ sta facendo, per evitare di farsi trascinare nel baratro di una sconfitta comunque certa. Ergendosi a unico baluardo di destra può almeno fare incetta di voti e preparare una buona opposizione. Tremonti è l’uomo da coinvolgere nel progetto, data la sua vicinanza a Bossi. Quanto ad Alfano & co. lasciamoli affondare. Che imparino a liberarsi di Berlusconi e ad ideare un nuovo partito con una dirigenza meno faccendiera e compromessa a la Scajolà, per dirla alla francese.

Se ci riusciranno ne riaprleremo. Intanto che vengano le elezioni anticpate. Basta con questo teatrino dell’assurdo.

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