Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Leggi e commenta la Top News.Crollo delle retribuzioni. Il potere d’acquisto in sei anni è diminuito di un quinto rispetto alla media europea. Lo certifica il rapporto Istat (fermo al 2006). Attacca il Pd: “Da Berlusconi neanche un euro per salari e pensioni”. Replica del Premier: “Ci portiamo dietro il fardello del governo precedente. Il

Leggi e commenta la Top News.

Crollo delle retribuzioni. Il potere d’acquisto in sei anni è diminuito di un quinto rispetto alla media europea. Lo certifica il rapporto Istat (fermo al 2006). Attacca il Pd: “Da Berlusconi neanche un euro per salari e pensioni”. Replica del Premier: “Ci portiamo dietro il fardello del governo precedente. Il Pd ringrazi Prodi. L’attuazione del nostro programma permetterà di risalire la china. Però ci vorrà tempo e molta decisione”.

Il nostro commento. L’Italia è ferma. Gli italiani si stanno impoverendo. Redditi sempre più bassi e diseguaglianze sempre più profonde. Chi ha più figli peggio sta. Chi sta al Sud peggio sta. Chi è donna peggio sta. Chi è troppo giovane o troppo anziano peggio sta. Non c’era bisogno il rapporto (sempre in ritardo) dell’Istat per capire ciò che è a tutti evidente. In sei anni il reddito per abitante degli italiani è crollato del 13% rispetto alla media europea. Nel 2006 il 50% delle famiglie ha guadagnato meno di 1900 euro al mese. Il reddito medio (2005) è stato di 2300 euro/mese. Il Centro-nord riesce ancora a tirare avanti ma il Mezzogiorno somiglia sempre più a Lettonia, Portogallo, Lituania e Grecia. Le imprese non fanno formazione: soltanto la Bulgaria e la Grecia hanno un tasso inferiore a quello italiano di imprese “formatrici”. La situazione si sta aggravando. Riprende la migrazione da Sud a Nord. Oltre un italiano su tre non gliela fa ad arrivare alla fine del mese. Il 4,2% delle famiglie non ha soldi per comperare il cibo, il 10,4% per pagare medicine, il 7% per i trasporti, l’11,7% per le tasse, il 16,8% per i vestiti. Mancano soldi per pagare le bollette. Crescono le disparità e le disuguaglianze. Non ci sono “solo” le emergenze della monnezza e della sicurezza ma anche quelle di salari e pensioni. L’Italia rischia anche quest’anno la “crescita zero”. Che non vuol dire stare fermi, ma arretrare. Da 15 anni l’Italia arretra. Domanda: ma non si stava “meglio” quando si stava “peggio”?

Walter Veltroni: “L’Istat svela un Paese impoverito, sempre più diviso tra Nord e Sud, persone disperate che non cercano più lavoro, un Paese di lavori poveri. Il governo invece di aumentare salari e pensioni tende ad aumentare le divisioni con la detassazione degli straordinari: i lavoratori privati divisi da quelli del settore pubblico, le donne dagli uomini, il Nord dal Sud”.

Fabrizio Cicchitto: “Il Pd mente sapendo di mentire. Hanno governato l’Italia e l’hanno ridotta a brandelli. Adesso tocca a noi recuperare. Aiuteremo subito le famiglie e i più deboli. Ma i fannulloni vanno puniti. L’Italia tornerà a crescere. Ma non c’è la bacchetta magica. Lavoreremo tutti per fare uscire il paese dalla crisi”.

Ciriaco De Mita: “Ancora un po’ e siamo alla canna del gas. Da 15 anni c’è l’alternanza dei governi di centro destra e di centro sinistra. Adesso siamo al Berlusconi quater. La seconda Repubblica e il bipolarismo all’italiana hanno reso l’Italia più povera, più ingiusta, più divisa, meno sicura. Il bipartitismo e il leaderismo di Berlusconi e Veltroni darà il colpo di grazia allo Stato e agli italiani”.

Claudio Scajola: “Bollette fortemente scontate per i cittadini delle comunità che ospiteranno le nuove centrali nucleari. Quindi energia a minor costo per il paese e bollette più leggere per i cittadini. Bisogna agire concretamente, non ideologicamente, per far riprendere l’economia e il potere d’acquisto degli italiani”.

Pierluigi Bersani: “Nella manovra del governo non c’è nemmeno un euro per alleviare la caduta drammatica del potere d’acquisto certificato dall’Istat. Così si impoverisce ancor di più la gente che già sta peggio e non si rianimano i consumi interni”.

Enrico Letta: “Bisogna spostare il peso dell’intervento dagli straordinari alla produttività, attraverso la contrattazione di secondo livello, più coerente ad ottenere risultati. Il governo criminalizza e sottovaluta il lavoro dipendente pubblico. Non si può rinviare l’intervento sulla meritocrazia”.

Tiziano Treu: “La vera questione sono i premi di produttività, perché così si premia effettivamente il merito”.

I Video di Blogo