Cesare Battisti è libero: uno spot per il terrorismo di ogni colore

La Corte del Brasile vota per Cesare Battisti libero

di luca17



Cesare Battisti è stato liberato dal carcere di Brasilia, in cui ha soggiornato negli ultimi quattro anni. Questo lo sconcertante verdetto della corte brasiliana, che avrebbe dovuto decidere sulla sua estradizione in Italia.

Dunque non solo il Brasile si è pronunciato contro la consegna dell’assassino al nostro paese, ma è andato oltre, facendone un uomo libero. Uno “scrittore”, per descrivere la professione che il nostro simpatico terrorista (o ex-tale, vedete voi) intraprenderà. Che libri scriverà, ci chiediamo? Come ammazzare un innocente in nome di ideologie distorte? Certo, su questo sarebbe un’autorità e di sicuro ne uscirebbe un best-seller.

Nove a sei
l’esito finale del voto, che per motivazioni potremmo così sintetizzare: “L’Italia è un paese che perseguita dei poveri ragazzi che tanti anni fa ammazzarono chi capitava in nome delle proprie idee. Dunque legittimamente”.

Già, tanti anni fa. Infatti il nostro Cesare oggi ha quasi sessant’anni. Insomma, un vecchietto con un piede nella fossa, secondo le parole dell’avvocato di Battisti, che ha riassunto la logica della decisione, accusando l’Italia di porre in atto «una vendetta assurda e tardiva» nei confronti di un uomo di quasi 60 anni.

Pierluigi Torregiani invece oggi ne avrebbe 73. Se fosse vivo. Come ben sa il figlio rimasto paraplegico in seguito alle “gentilezze” a mano armata del nostro “scrittore” e aspirante intellettuale do Brasil.