Governo due volte ko al Senato. Summit poco salutari. E il neo “segretario” Alfano annota …

Il vertice della maggioranza dell’altro giorno e il nuovo summit notturno di ieri non sono serviti a placare le turbolenze interne fra Pdl e Lega e dentro lo stesso partito del “predellino”. Bossi insiste a borbottare, Maroni insiste sul voto anticipato, Tremonti insiste sul non aprire i cordoni della borsa, Berlusconi insiste per una (impossibile)

Il vertice della maggioranza dell’altro giorno e il nuovo summit notturno di ieri non sono serviti a placare le turbolenze interne fra Pdl e Lega e dentro lo stesso partito del “predellino”.

Bossi insiste a borbottare, Maroni insiste sul voto anticipato, Tremonti insiste sul non aprire i cordoni della borsa, Berlusconi insiste per una (impossibile) mossa populista sulle tasse. Quasi caos.

Il risultato è che il governo è oggi battuto due volte al Senato: sull’emendamento del senatore Pdl Malan, che prevedeva un comitato presieduto dal premier. Poi di nuovo ko sulla rotazione dei funzionari.

Non bastasse, il Carroccio vota contro una proposta bipartisan che obbliga “coloro che occupano cariche pubbliche a dare la fedeltà alla Carta”. E, ciliegina sulla torta, i Responsabili “bloccano” la commissione Cultura.

Dulcis in fundo. Se qualcuno sperava nella novità del neo segretario Alfano, si deve subito ricredere. Il segretario conferma di essere solo il portaborse del Cavaliere, tant’è che si limita a fare dichiarazioni nel cortile della villa di Arcore. Il “nominato” sa bene che, oltre al fiato corto, ha la corda corta e oltre il cancello dell’abitazione dorata del capo non può spingersi.