Guida referendum 12 e 13 giugno, il secondo quesito sull’acqua

Guida al secondo quesito sull’acqua pubblica.

Ai referendum per i quali gli italiani saranno chiamati a votare domenica 12 e lunedì 13 giugno, abbiamo già dedicato ampio spazio, in questo post li si riassumono tutti e quattro. Oggi ci occupiamo del secondo quesito sull’acqua – ieri vi avevo esposto il primo – per il quale saremo chiamati a esprimerci.

Ricordiamo: per votare ai quattro referendum abrogativi di domenica e lunedì prossimo è necessario avere compiuto diciotto anni e presentarsi al seggio con un documento di identità valido e con la tessera elettorale. In caso di problemi per documenti o tessera elettorale, contattate la vostra anagrafe locale.

Vediamo dopo il salto di che cosa si parliamo quando parliamo del secondo quesito sull’acqua. La scheda sarà di colore giallo e il testo è esposto in sintesi così sul sito del Ministero degli Interni:

Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito: Abrogazione parziale di norme. Il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore

Vediamo nel dettaglio dopo il salto.

Il Sole24Ore spiega le finalità del quesito:

Finalità del quesito
La norma sottoposta a referendum è inserita nel codice dell’Ambiente e riguarda la tariffa del servizio idrico integrato. Tale tariffa, prevede la disposizione in esame, costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto tra l’altro dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Secondo i referendari questa parte della norma consentirebbe al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

Votando sì, abrogate la norma che regola le tariffe del servizio idrico permettendo al gestore di caricare un 7% di remunerazione del capitale investito sulla bolletta.

Votando no, resta tutto come prima.

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