Ministeri a Milano, al nord, la Lega e Berlusconi: cosa c’è di vero nelle promesse del Cav

Berlusconi tiene buono l’alleato nordista: basterà?

Ma qualche ministero finirà davvero al nord, magari a Milano come vuole la Lega per garantire la fedeltà a Silvio Berlusconi, anche dopo il tracollo delle amministrative? Non ci sarebbe nulla di strano: già ora a Milano ci sono sedi decentrate di alcuni ministeri. È questa quindi la sorpresa – a scoppio ritardato… – di cui parlava Calderoli prima delle elezioni milanesi che hanno poi visto trionfare Giuliano Pisapia?

Al nord – ma quel nord è Milano, principalmente – si vorrebbero creare “uffici di rappresentanza «altamente operativi» di alcuni ministeri”. Non sarebbe nulla di nuovo, almeno in Lombardia, per questo penso che sia tutto sommato anche realistica come ipotesi. È da vedere quanto tempo avranno per metterla in pratica, quella è la questione.

Questo è quanto è emerso ieri dal vertice di Arcore, insieme alle solite promesse di riforme – fiscali – e una generale sensazione e voglia di rilancio che Silvio Berlusconi propina agli italiani esattamente dal 1994. Perché vi dico questo? Perché ieri – vi assicuro: per caso e per altri motivi – ho ripescato il leggendario discorso di Silvio Berlusconi al Palafiera di Roma, al congresso di Forza Italia del 6 febbraio 1994…

È un po’ lungo – volendo potete scaricarlo in pdf dal sito del Popolo della Libertà – ma leggetelo, perché avrete come una sensazione di déjà vu. Come dire: di sentire esattamente le stesse cose, con le stesse identiche parole da ormai diciassette anni.

E di “ministeri a Milano”, si parlava anche proprio nel 1994: ve lo racconta con un po’ di sfortunata ironia su quella forza appena arrivata al governo – la Lega dell’epoca – questo pezzo dell’archivio di Repubblica. Diciassette anni di chiacchiere, prima o poi usciremo da questa bolla.

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