Parla Gaetano Vassallo: ecco come le aziende del nord si accordavano con il clan dei Casalesi

Se n’era parlato in passato, e l’aveva fatto anche il Presidente della Repubblica. Le aziende del Nord avrebbero pagato profumatamente i clan camorristi – uno su tutti quello dei Casalesi – per smaltire rifiuti illegali, tossici, o contaminanti. Ora arriva qualche conferma anche giudiziaria: l’inchiesta “Terra Promessa 2” getta una nuova luce sul Nord virtuoso

Se n’era parlato in passato, e l’aveva fatto anche il Presidente della Repubblica. Le aziende del Nord avrebbero pagato profumatamente i clan camorristi – uno su tutti quello dei Casalesi – per smaltire rifiuti illegali, tossici, o contaminanti. Ora arriva qualche conferma anche giudiziaria: l’inchiesta “Terra Promessa 2” getta una nuova luce sul Nord virtuoso e il Sud presunto incivile. Ecco cosa ha affermato Giandomenico Lepore, Procuratore della Repubblica:

Esiste già un elenco delle ditte del Nord colluse con la camorra, prevalentemente in Toscana, Lombardia e Trentino. «Dove si fanno maestri e poi… – e il procuratore della Repubblica Giandomenico Lepore lascia in sospeso la frase – C´è da mettersi le mani nei capelli»

In tutto l’operazione ha portato al sequestro di otto siti:

Schiavi in Santa Maria a Cubito di Giugliano, Schiavi Masseria del Pozzo, Schiavi (la discarica oggi gestita dal consorzio Napoli 1 e prima dell´imprenditore Vassallo), due a San Giuseppiello, Trentola-Ischitella, due a Torre di Pacifico a Lusciano. Decreto di sequestro nell´indagine per associazione mafiosa e disastro ambientale

Sui giornali locali si leggono pezzi come questo che vi riportiamo in parte ma che rendono bene l’idea di come possa essere cambiato lo scenario,

Masseria del pozzo era una delle contrade più fertili dell’area di confine tra Parete e Giugliano. Come Schiavi, d’altronde. Terra buona, che nutriva i pescheti e le serre di fragole, gli orti e i vigneti di asprinio. Masseria del pozzo era terra di nessuno, di Gaetano Vassallo e della camorra casalese che proprio lì andò a seppellire Raffaele Roselli e Salvatore Riccardi, ammazzati dalla lupara bianca. Vassallo, con i suoi nove fratelli, invece vi andava a nascondere rifiuti: urbani, nocivi, tossici, scorie urbane e veleni industriali, gli ottomila quintali di fanghi dell’Acna di Cengio e scarti di lavorazione del poliestere.

Se volete rileggere qualcosa riguardo a Bidognetti, Vassallo, e gli altri protagonisti di questa vicenda, basta cliccare sui nomi. Già in passato ci eravamo occupati di loro.

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