Veritometro: Berlusconi finito e la lezione di Capezzone

Prima di dare Berlusconi per spacciato, si dovrebbe contare fino a 1000. Nel 2005-06 infatti si respirava la stessa atmosfera di oggi. E Capezzone…

“Con la crisi di Berlusconi si apre il processo di una nuova leadership nella Casa delle Libertà”.

Daniele Capezzone, 19 aprile 2005

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Berlusconi finito“, “successione a Berlusconi“, “nuova leadership del PdL“: sembrano essere queste le nuove parole d’ordine del dibattito politico, dopo i risultati definitivi delle elezioni amministrative 2011. Anche cercare “Berlusconi Silvio” su google riserva sorprese:


Non so voi, ma io ci andrei molto più cauto nel considerare il Cavaliere finito: tutta questa atmosfera mi ricorda infatti molto il biennio 2005-2006: legislatura agli sgoccioli, Berlusconi dato per spacciato, grandi dibattiti sulla “successione”. Daniele Capezzone, ai tempi segretario dei radicali, riassumeva così la situazione durante una puntata di Markette:

“Io non so se Berlusconi riuscirà domani a rimettere insieme i cocci, i cerotti o no, ma il suo destino politico mi sembra segnato: lo stanno cucinando, è bollito, si tratta di capire quando arrivano le patatine. E, devo dire, accadono anche cose tristi, perchè poi questi sono i momenti in cui il potente in difficoltà subisce i calci dell’asino, quanti ne sta subendo.. le posso dire che c’è un fuggi fuggi generale, ecco: Bondi e Cicchitto andranno a sostituire le suore polacche, quelle che assistevano Wojtyla… (..) Con la crisi di Berlusconi si apre il processo di una nuova leadership nella Casa delle Libertà, e contemporaneamente anche nell’Ulivo..”

Qualche tempo dopo Daniele Capezzone passa al ruolo, decisamente diverso, che riveste tuttora – come leggiamo su Wikipedia:

Il 9 febbraio 2008 Daniele Capezzone annuncia la sua adesione al Popolo della Libertà, motivandola con l’opposizione alla politica fiscale del governo Prodi II. Non ricandidato alle elezioni politiche del 2008, il 12 maggio 2008 Capezzone diviene nuovo portavoce di Forza Italia e, con la confluenza di questa nel PdL, il 9 aprile 2009 viene nominato portavoce de Il Popolo della Libertà.

Se andiamo a vedere le sue più recenti dichiarazioni, scopriamo che paradossalmente il Capezzone del 2011 trova il Berlusconi del 2011 molto meno bollito di quanto il Capezzone del 2005 trovasse il Berlusconi di allora:

”Da troppe parti emerge un desiderio e un tentativo, in vista del dopo voto, di archiviare sbrigativamente l’attuale fase politica, e di dare per scontata la crisi del centrodestra, del Pdl, del Premier. Non e’ cosi’. Certo, qualunque sia il risultato del voto, sara’ giusto anche per la maggioranza compiere una riflessione profonda, comprendendo fino in fondo il messaggio degli elettori. (..) In Italia resta una speranza di riforma liberale, passa proprio da Silvio Berlusconi, dal suo essere estraneo al circuito dei poteri conservatori, delle vecchie élites e delle vecchie oligarchie, oltre che dei vecchi partiti. Dalla riforma fiscale a quella istituzionale, da quella della giustizia alle liberalizzazioni, se c’e’ qualcuno che puo’ incardinarle e guidarle e’ proprio Silvio Berlusconi”

Tutta questa vicenda ci insegna che è un po’ troppo presto per dare Berlusconi per finito: il Cavaliere infatti ha già dimostrato non soltanto di avere le risorse per tornare alla grande. Ma anche di fare sì che chi lo dà per bollito non solo cambi opinione, ma diventi anche il suo portavoce e il suo più strenuo difensore.

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