Gianfranco Fini e l’assemblea costituente

«Berlusconi ha capito benissimo che si governa assumendosi la responsabilità delle decisioni. Anche dolorose. E da questo nuovo clima ritengo che possa scaturire veramente una legislatura costituente, capace di dare un nuovo volto all’assetto del nostro Stato». Così Gianfranco Fini nella sua prima intervista da Presidente della Camera rilasciata al Corsera.Come hanno fatto notare in

di dario10

«Berlusconi ha capito benissimo che si governa assumendosi la responsabilità delle decisioni. Anche dolorose. E da questo nuovo clima ritengo che possa scaturire veramente una legislatura costituente, capace di dare un nuovo volto all’assetto del nostro Stato». Così Gianfranco Fini nella sua prima intervista da Presidente della Camera rilasciata al Corsera.

Come hanno fatto notare in molti, per il diritto costituzionale “legislatura costituente” è una contraddizione in termini. La legislatura intesa come mandato parlamentare è infatti espressione del potere costituito, ed è quindi vincolata alla Costituzione.

Il potere costituente, invece, è un potere rivoluzionario e assoluto per definizione, che fonda lo Stato da zero su basi e valori nuovi e – di norma – diversi da quelli precedenti. Non è quindi logicamente possibile creare una vera e propria assemblea costituente senza commettere attentato alla Costituzione vigente. Ovvero, un colpo di Stato.

Fatta questa premessa, il Presidente Fini è poi entrato indirettamente nel merito della polemica sui dipendenti statali fannulloni, dichiarando che i parlamentari – in qualche modo anche loro “dipendenti” pubblici – «devono essere presenti e lavorare dal lunedì al venerdì, non tre giorni alla settimana».

Sarà questo uno dei principali argomenti di discussione tra i poli con riguardo alla riforma dei regolamenti parlamentari, primo importante terreno di collaborazione tra il Pdl di Berlusconi e il Pd di Veltroni.

I Video di Blogo