Giovani, presto deputati a 18 anni e senatori a 25 anni!

Se ne sentiva il bisogno? Forse sì, forse no. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale proposto dal ministro della gioventù, Giorgia Meloni per abbassare a 18 anni l’età minima per essere eletti a Montecitorio (oggi di 25 anni) e a 25 quella per diventare senatori (oggi di 40).

Se ne sentiva il bisogno? Forse sì, forse no. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge costituzionale proposto dal ministro della gioventù, Giorgia Meloni per abbassare a 18 anni l’età minima per essere eletti a Montecitorio (oggi di 25 anni) e a 25 quella per diventare senatori (oggi di 40).

«Vogliamo adeguarci a tutte le grandi nazioni europee – ha detto la Meloni -come la Germania, la Gran Bretagna, la Spagna, che richiedono i 18 anni per l’ingresso in Parlamento». «Solamente la Francia prevede 23 anni, ma sta lavorando perchè si arrivi a 18 anni», ha aggiunto il ministro in conferenza stampa a palazzo Chigi. «Noi vorremmo dare un segnale di attenzione nei confronti dei giovani», ha sottolineato Meloni. Il disegno di legge Costituzionale sull’elettorato giovanile «consta di tre articoli e affronta tre questioni: inserisce nella Costituzione una specifica previsione per valorizzare la partecipazione dei giovani nella vita sociale, politica, economica e culturale della Nazione e di valorizzazione del merito fra i giovani».

La nostra Carta, ha aggiunto il ministro della Gioventù, parla dei giovani all’articolo 31, «ma ne parla dicendo che la Repubblica protegge l’infanzia e la gioventù». Un passaggio, ha sottolineato nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi al termine dei lavori del Cdm, che dunque riguarda soprattutto l’adolescenza. «Quello che noi vogliamo provare a fare è un passaggio ulteriore, aggiungendo un articolo 31 bis che dice espressamente che la Repubblica valorizza secondo i criteri e le modalità previste dalla legge il merito e la partecipazione attiva dei giovani alla vita sociale, politica, culturale ed economica della Nazione».

Gli altri due articoli riguardano il tema «dell’elettorato attivo e passivo di Camera e Senato». In concreto «in Italia chi ha meno di 40anni non ha diritto di piena cittadinanza e questo indebolisce il peso specifico dei giovani: quello che vogliamo fare è introdurre piena corrispondenza fra elettorato attivo e passivo rimuovendo una barriera». Meloni, ricordando alcuni disegni di legge «bipartisan» in questo campo e sottolineando che la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro si è detta pronta a votare il testo, ha infine auspicato che sul tema vi sia il sostegno delle opposizioni.

Speriamo bene. Intanto il premeir, preoccupato per una probabile vittoria “zoppa” alle prossime elezioni (centrodestra vincente alla Camera ma sconfitto al Senato)pensa a un Porcellum più porcellum ancora.

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