Basket | L’ex stella brasiliana Oscar Schmidt operato per un tumore al cervello

“O Mao Santa”, leggendario cestista brasiliano che ha militato anche a Caserta e Pavia, è stato sottoposto a un intervento chirurgico al cervello.

di antonio

C’è apprensione per Oscar Daniel Bezerra Schmidt, conosciuto semplicemente come Oscar Schmidt. L’ex stella del basket brasiliano è stato operato per un tumore al cervello. Lo scrive “Lance” nella sua edizione online. Il 55enne, si legge, è stato sottoposto ad un intervento lo scorso 30 aprile all’ospedale Albert Einstein di San Paolo e ora si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia. Il campione brasiliano aveva già subito un intervento nel 2011, sempre al cervello, ma si era ripreso tanto che lo scorso anno registrò un videomessaggio per sostenere la Juvecaserta. Il filmato fu poi pubblicato su «Jcwall», il muro virtuale creato sul web per salvare la squadra di basket di Caserta.

Schmidt giocava nel ruolo di ala e si guadagnò il soprannome di Mão Santa (“mano santa”) per la sua precisione al tiro. La sua carriera agonistica è durata ben 26 anni. Ha partecipato a cinque edizioni delle Olimpiadi, da Mosca 1980 a Atlanta 1996, recordman di presenze dei cestisti (assieme al portoricano Teo Cruz). Ai Giochi detiene diversi altri record, tra i quali: totale dei punti segnati (1093); punti segnati in un solo incontro (55 vs. Spagna a Seoul nel 1988); media punti più alta in una edizione: 42,2 ppg (Seoul 1988, 338 punti in 8 incontri). Ma il record più indimenticabile è quello mondiale dei punti segnati in carriera (49.703).

Schmidt ha giocato per undici stagioni nel campionato italiano, con Caserta dal 1982 al 1990 (dove fu portato dall’allora coach Bogdan Tanjević) per poi trasferirsi a Pavia, in Serie B. Con la maglia di Caserta vinse una Coppa Italia nel 1988 e, nel precedente biennio, disputò due finali scudetto e una memorabile finale di Coppa delle Coppe contro il Real Madrid nell’89, partita finita ai supplementari: suoi 44 punti, ma l’avversario Dražen Petrović Petrović ne segnò 62. I tifosi casertani lo soprannominarono “O rey”. Quando lasciò il club la dirigenza dei bianconeri decise di ritirare per sempre la maglia numero 18.