Passa il processo breve: l’ennesimo schiaffo ad personam al Paese

È passato il processo breve: la votazione alla Camera si è conclusa con 314 voti a favore, 18 di scarto. Ha vinto Berlusconi, hanno vinto le leggi ad personam, il personalismo, il peggio dell’Italia. Vi aspettavate qualcosa di diverso? Scrive il CorriereL’articolo 3, modificato da un emendamento del relatore Maurizio Paniz, riduce i tempi della

È passato il processo breve: la votazione alla Camera si è conclusa con 314 voti a favore, 18 di scarto. Ha vinto Berlusconi, hanno vinto le leggi ad personam, il personalismo, il peggio dell’Italia. Vi aspettavate qualcosa di diverso?

Scrive il Corriere

L’articolo 3, modificato da un emendamento del relatore Maurizio Paniz, riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena edittale. Si applica ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado. Non riguarda i reati di grave allarme sociale: terrorismo e mafia, ad esempio. Contro questa norma hanno tuonato le opposizioni, sostenendo che è l’ennesima legge ad personam applicabile al processo Mills, in cui è imputato il premier Silvio Berlusconi.

Prima è passato l’articolo 3 con 18 voti di scarto a favore della maggioranza. Conteneva la norma che salvava gli incensurati – quella che interessava a Silvio Berlusconi, chiaro – già lì era fatta.

Bene. Ora abbiamo ufficialmente la diciannovesima o ventesima legge ad personam. Dice bene Casini: era su un binario morto il processo breve, quando il cavaliere ha capito che gli tornava utile, l’hanno tirato fuori dal cassetto e ci hanno bloccato il Parlamento per un mese. Avessero la stessa energia e la stessa attenzione a tirar su un paese alla deriva: quell’energia ce l’hanno solo per il loro ricchissimo e inconcludente – malgrado al governo non da ieri – padrone.

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