Il leghista Brigandì espulso dal Csm: c’è sempre una prima volta!

Matteo Brigandì, il membro laico del Csm in quota Lega, è stato cacciato dal Consiglio superiore della magistratura. La decisione, presa con 19 sì, 3 no e 2 astenuti, è stata determinata dal fatto che il leghista in questione si sarebbe “dimenticato” di dimettersi dal ruolo di amministratore della Fin Group, mentre la legge stabilisce


Matteo Brigandì, il membro laico del Csm in quota Lega, è stato cacciato dal Consiglio superiore della magistratura. La decisione, presa con 19 sì, 3 no e 2 astenuti, è stata determinata dal fatto che il leghista in questione si sarebbe “dimenticato” di dimettersi dal ruolo di amministratore della Fin Group, mentre la legge stabilisce l’incompatibilità tra l’essere componente di un consiglio di amministrazione di una società commerciale e l’incarico di consigliere del Csm.

Di Brigandì si era parlato quando Il Giornale pubblicò una penosa accusa contro Ilda Bocassini, relativa a fatti secretati e risalenti di 30 anni fa: l‘indiziato principale della fuga di notizie fu proprio lui, che chiese il fascicolo in questione e ne fece fare pure delle copie.

L’onorevole, diciamo così, leghista ora avrà più tempo libero per giocare con la fotocopiatrice…

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