A L’Aquila la ricostruzione non è – necessariamente – antisismica

La denuncia, ripresa oggi da La Stampa, è semplice quanto disarmante: il Governo ha autorizzato la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto de L’Aquila in deroga alle normative anti sismiche. Non si tratta di una barzelletta di quelle care al Premier, ma della scelta che riguarda le case danneggiate dal sisma, che potranno essere messe


La denuncia, ripresa oggi da La Stampa, è semplice quanto disarmante: il Governo ha autorizzato la ricostruzione degli edifici danneggiati dal terremoto de L’Aquila in deroga alle normative anti sismiche. Non si tratta di una barzelletta di quelle care al Premier, ma della scelta che riguarda le case danneggiate dal sisma, che potranno essere messe in sicurezza (diciamo così) ma senza dover rispettare al 100% i parametri anti sismici. Basterà un 60%.

Il motivo è semplice, almeno secondo la spiegazione del Commissario alla ricostruzione: l’adeguamento al 100% potrebbe diventare antieconomico per lo Stato, che è ovviamente chiamato a contribuire alla ricostruzione. Secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri con questa deroga si permette alle famiglie abruzzesi di riparare delle abitazioni senza che queste diventino resistenti ai terremoti, col rischio che una nuova scossa possa fare ancora danni agli stessi edifici ricostruiti.

Beffa nella beffa: le case che vengono demolite e poi ricostruite devono rispettare al 100% i parametri anti sismici. In pratica chi ha avuto la sfortuna di avere la casa distrutta sarà al sicuro negli anni a venire, gli altri vivranno nell’incertezza.