La strage nel mare di Lampedusa, “Maroni assassino” e l’incoerenza leghista

Il pezzo migliore sulla strage di migranti a poche miglia, appena 39, da Lampedusa l’ha scritto Ferdinando Camon ed è uscito oggi su La StampaPer loro sono una sfida al destino, una lotta tra la vita e la morte. Se uno ce la fa, salva se stesso e coloro che da lui verranno. Abbiamo visto

Il pezzo migliore sulla strage di migranti a poche miglia, appena 39, da Lampedusa l’ha scritto Ferdinando Camon ed è uscito oggi su La Stampa

Per loro sono una sfida al destino, una lotta tra la vita e la morte. Se uno ce la fa, salva se stesso e coloro che da lui verranno. Abbiamo visto in passato barconi sfracellarsi sugli scogli, otto-dieci fortunati scendevano, e raccontavano dei compagni morti nella traversata: ma quelli che scendevano alzavano due dita in segno di vittoria. L’Italia e l’Europa ci mettono tutta la forza delle leggi e dei trattati per impedirgli di venire qui. Ma loro ci mettono la forza della disperazione per venire. Lo scontro è fra queste due forze. Ora lo sappiamo

Chiunque abbia un minimo di buonsenso dovrebbe capire che non è questo il momento di lisciare il pelo al proprio elettorato, a quella pancia del paese sciaguratamente finita in Parlamento. Ovviamente parlo della Lega Nord: e la Lega Nord non ha capito.

Si appellano alle radici cristiane e celebrano matrimoni celtici, fanno territorial pissing col celodurismo e la certezza della pena, poi votano compatti per l’impunità del premier. Giusto per conservarsi un posto in quella Roma ladrona che se li è da anni fagocitati, rendendoli una forza come le altre.

Impazziscono se qualcuno osa toccargli il crocifisso in classe: poi mostrano palesemente che di quegli insegnamenti non hanno capito nulla, che dovrebbero ripartire dal catechismo.

L’incoerenza è la vera summa della Lega: le parole, non i fatti. A tener tutto insieme con la chimera federalismo, quella carota messa davanti all’elettorato come vi scrivevo ormai quasi un anno fa. Le chiacchiere da bar: come quelle che ricordava ieri Metilparaben, ricordando le parole di Luca Zaia, non di un signore alticcio in un bar. Di Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, un ex Ministro non uno che avete incontrato in ascensore per caso

Quelli che arrivano con le scarpe da ginnastica firmate, il giubbottino all’occidentale e il telefonino in mano non è gente che chiede l’asilo politico. Lampedusa non è invasa da rifugiati politici o disperati, ma da tunisini che fuggono da un territorio nel quale è ripresa la vita normale e sono state riaperte le aziende. Oggi sbarcano soltanto ragazzi di 25-35 anni senza famiglia che appaiono in carne, ben messi, non così sprovveduti.

Ma certo, sbarchi griffati, proprio come quelli che ricordavo scrivendo del Sen. Piergiorgio Stiffoni e del suo intervento a Radio24.

E intanto, giusto per invertire le parti, per cercare di tenere un basso profilo cosa è successo stamattina?

L’intervento del Ministro dell’Interno Roberto Maroni alla Camera finisce e si scatena la bagarre. Tutto parte da Pierfelice Zazzera, deputato dell’Idv che espone un cartello con la scritta «Maroni assassino». Il cartello gli viene stato strappato dalle mani da Giancarlo Giorgetti della Lega. Poi grida e polemiche.

L’unico punto interessante della mattinata era la relazione di Maroni, Ministro dell’Interno con i numeri dei migranti sbarcati finora.

«Dall’inizio dell’anno, sono stati 390 gli sbarchi (…) 27.867 le persone sbarcate in Italia, di cui 23.352 nelle isole Pelagie e soprattutto a Lampedusa. Degli immigrati clandestini, 21.519 si sono dichiarati tunisini (…) Dalla Libia sono giunti 10 natanti con a bordo circa 2.300 immigrati, per lo più somali ed eritrei e dunque da considerare come rifugiati (…) Ci sono segnali di ripresa che ci fanno pensare che possa intensificarsi il flusso di persone provenienti da paesi subsahariani, che fuggono da guerre e terribili condizioni umane e possono esser ricomprese nella categoria dei profughi»