Immigrati, quando Berlusconi prometteva “Casa e lavoro” …

Sugli immigrati il governo annaspa e non trova la quadra, con Bossi, da una parte, che grida “Fora d’i ball” e Berlusconi, dall’altra, che teme lo “tsunami umano” e dice che “la soluzione sono i rimpatri”. Se non altro, il Senatur ha una sua… “coerenza”, impegnato a spremere ogni emergenza come un limone, in funzione

Sugli immigrati il governo annaspa e non trova la quadra, con Bossi, da una parte, che grida “Fora d’i ball” e Berlusconi, dall’altra, che teme lo “tsunami umano” e dice che “la soluzione sono i rimpatri”.

Se non altro, il Senatur ha una sua… “coerenza”, impegnato a spremere ogni emergenza come un limone, in funzione elettorale. Ma il Premier?

Era il 27 agosto 2009, quando Berlusconi concedeva alla televisione magrebina Nessma TV una intervista in cui affrontava il nodo immigrazione in tutt’altro modo e in tutt’altro tono.

“A chi viene in Italia – annunciava il Cavaliere caritatevole e quasi con le lacrime – daremo casa e lavoro”.

Chi ricorda i comizi del dopoguerra, quando certi oratori di destra (e di sinistra) promettevano “pane e lavoro” e la piazza rispondeva: “Ci basta il pane!”. Cambiano i tempi, cambiano i personaggi. Ma la politica Made in Italy è sempre (più o meno) la stessa.