Esclusivo: Edoardo Montolli e tutta la verità sulla Strage di Erba – prima parte –

Ci eravamo già occupati di lui in passato, proprio nei giorni in cui il processo per la Strage di Erba era nel vivo. Ora il dibattimento è stato rimandato a novembre. E ci sono ancora tanti, troppi dubbi, nonostante le confessioni, nonostante tutto sembri andare in una sola direzione. Quella della condanna ai vicini diabolici,


Ci eravamo già occupati di lui in passato, proprio nei giorni in cui il processo per la Strage di Erba era nel vivo. Ora il dibattimento è stato rimandato a novembre. E ci sono ancora tanti, troppi dubbi, nonostante le confessioni, nonostante tutto sembri andare in una sola direzione. Quella della condanna ai vicini diabolici, all’isterichina e all’Olindo. Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta – ha collaborato con L’Europeo, Maxim, News Settimanale – e Felice Manti – in forza a “Il Giornale” hanno ricostruito il processo, carte alla mano. E hanno scoperto che molte cose non tornano.

Quali sono gli ultimi sviluppi sulla Strage di Erba? E soprattutto hai beccato cause, querele, denunce per diffamazione a mezzo stampa per quanto hai sostenuto ne “Il grande abbaglio”? Per farla breve: dovremo portarti le arance e i sigari al due di via Filangieri?

No, nessuna causa. A dire il vero il libro non è stato smentito di una sola virgola. Abbiamo scritto che le due prove che “inchiodavano” Olindo Romano e Rosa Bazzi erano assai discutibili, leggendo le carte, e che le loro confessioni non ricalcavano in nulla quanto trovato dai Ris…

In effetti così è, per quante polemiche ne siano nate, senza peraltro che chi ci ha accusato si sia preso la briga di leggere il libro. Uno dei nodi cruciali è, ad esempio, la macchia di sangue di Valeria Cherubini, una delle vittime, rinvenute sull’auto dei Romano. Agli atti risulta che quell’auto era stata perquisita dallo stesso carabiniere che era salito sul luogo della strage e che quindi avrebbe potuto contaminare la vettura col sangue calpestato, o sfiorato.

C’era un verbale firmato proprio da quel carabiniere. E’ successo che il comandante di Erba sia andato in aula sostenendo che è vero che quel carabiniere è salito nel luogo della strage, ed è pure vero che quel carabiniere ha firmato il verbale di perquisizione: tuttavia la perquisizione sarebbe stata fatta non da quello, che pure ha firmato, e che (sic!) nemmeno ci sarebbe salito sull’auto, ma da un altro carabiniere, il cui nome nel verbale però non c’è.

E’ come se io firmassi i documenti di un altro, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Con la non trascurabile differenza, che io non sono un pubblico ufficiale e che non firmo atti pubblici. Non resta che prenderne atto. C’è tuttavia da chiedersi se i verbali dei carabinieri debbano ancora essere considerati atti pubblici. Fermo restando che non si tratta di un verbale di una multa, ma di un verbale su una prova decisiva per un’accusa di strage.

La storia della macchia sull’auto è poi curiosa, dato che è emerso dal consulente del pm, non della difesa che trattavasi di “macchia originale”, quindi che ha subito ben pochi passaggi. E resta dunque il mistero su come ci sia arrivata, dato che non esistono altre macchie con dna riconoscibile sulla macchina e che, se fosse arrivata dalle scarpe, altre macchie sarebbero state rinvenute nella lavanderia dei Romano o nel percorso che portava lì.

Invece non ci sono. Nemmeno, la macchia, poteva arrivare dalle mani, o dai vestiti di ricambio (quelli che si sarebbero messi i Romano in lavanderia), dato che non ci sono macchie sul volante nè addirittura sui vestiti – tutti i vestiti, tutti analizzati, compresi quelli in lavatrice e quelli di cui non potevano essersi sbarazzati perchè la notte stessa della strage la coppia finisce in caserma – dei Romano.

Tantomeno poteva gocciolare dai capelli di Olindo, così come lui confessò, sia perchè coi capelli corti che ha, dopo essersi denudato e rimessosi una maglietta, aveva ben poco da far gocciolare, sia perchè, dal momento del delitto di Valeria Cherubini, alla discesa dalle scale, alla corsa in lavanderia, alla denudazione, al cambio totale, alla corsa in macchina, almeno due minuti doveva metterceli.

E dopo due minuti il sangue di un altro, dai capelli, non solo non ti gocciola, ma non te lo togli nemmeno col sapone…

– Fine prima parte –

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