Mobile Photography

​"Un’immagine vale più di mille parole". (Confucio)

(A cura di Carla Cigognini)​


I dati sulla esplosione della fotografia nei social network sono straordinari. Si calcola che nel 2014 le foto scattate erano 880 miliardi: una ogni due minuti. Ora la cifra potrebbe essere quasi doppia. Su Facebook, Instagram, Tumblr, Pinterest sono milioni ogni giorno le immagini inserite e condivise. Il fenomeno del selfie, cui è stata dedicata una grande attenzione, è solo uno degli aspetti della rivoluzione in corso. La Mobile Photography sta modificando l’atto fotografico, il suo senso e significato. Partendo dal concetto di fotografia (letto nei suoi usi nell’arte, nella natura e nel cinema) andremo ad analizzare come, grazie ai nuovi smartphone e ai social network, sia cambiato il concetto e l’utilizzo della fotografia come strumento per raccontare film, emozioni, città, vita quotidiana.

"Ho fatto delle foto. Ho fotografato invece di parlare. Ho fotografato per non dimenticare. Per non smettere di guardare". (Daniel Pennac)​

Huawei P9 e Huawei P9 Plus

Huawei P9

Verrete conquistati dal nuovo Huawei P9, anche grazie alla doppia fotocamera Leica, che consente di catturare immagini di assoluta qualità dai colori luminosi e garantire nello stesso tempo una straordinaria resa in bianco e nero.

La doppia fotocamera da 12MP con pixel da 1,25µm ottimizza gli scatti in condizioni di scarsa illuminazione, mentre la tecnologia IMAGEsmart 5.0 di Huawei P9 garantisce la massima qualità di immagine in ogni circostanza. Scatta foto meravigliose grazie al processore dedicato dual-core e al sensore di profondità integrato: ottima nitidezza, messa a fuoro e velocità di scatto.


Huawei P9 cattura le immagini grazie ad una tecnologia di messa a fuoco ibrida che utilizza laser, misurazione della profondità e contrasto.

Gli effetti fotografici sono di livello professionale e ogni cliente ha accesso a una serie di potenti funzioni, tra cui diverse modalità colore con specifiche Leica, ampia apertura, bianco e nero e immagini in formato RAW.

Inoltre la fotocamera frontale da 8MP è ottimale per selfie straordinari anche in condizioni di scarsa illuminazione.



Huawei P9 presenta un design con linee dal forte impatto visivo, caratterizzate da spigoli tagliati a diamante e arrotondati a regola d’arte. Lo smartphone ha una struttura unibody in alluminio aerospaziale e vetro 2.5D di categoria superiore, ed è disponibile in due varianti cromatiche: Titanium Grey e Mystic Silver.

Con una resa cromatica del 96%, il sensazionale display IPS Full HD da 5,2" porta alla scoperta di un mondo ricco di colori intensi e ancora più naturali.


​La batteria di Huawei P9 ha capacità di 3000mAh, per una autonomia ancora superiore. E' il primo smartphone al mondo a integrare una tripla antenna, eliminando la preoccupazione di dover adattare la posizione della mano in funzione delle condizioni del segnale. 

Huawei P9 si connette automaticamente alla rete WiFi più affidabile tra quelle disponibili e indicizza gli hotspot WiFi dando la priorità alla migliore connessione.

E non dimentichiamo il vantaggio di una sicurezza potenziata con la praticità di un avanzato sensore di impronte digitali.

Huawei P9 Plus

Scoprite il livello superiore di Huawei P9 con la versione Huawei P9 Plus grazie al luminoso display da 5.5” e l’elegante corpo in metallo. Lo smartphone ha una struttura unibody in alluminio aerospaziale e vetro 2.5D di categoria superiore, ed è disponibile in due varianti cromatiche: Ceramic White e Quartz Grey.

Anche il modello P9 Plus, ovviamente, dispone della meravigliosa doppia fotocamera da 12MP con pixel da 1,25µm. 

Grazie alla tecnologia AMOLED, l’ampio display Full HD da 5,5" offre una maggiore saturazione del colore e un contrasto più elevato, per un’esperienza visiva più intensa.


​Huawei P9 Plus offre straordinarie prestazioni audio ad alta frequenza.

In modalità verticale, P9 Plus utilizza l’altoparlante superiore come tweeter combinandolo con i toni bassi e medi degli altoparlanti inferiori per fornire una gamma di frequenza fino a 20 KHz.

In modalità orizzontale, l’audio stereo del dispositivo garantisce un’esperienza di ascolto superiore sia nella riproduzione di musica e di video.


​Huawei P9 Plus è dotato dell’innovativa tecnologia Press Touch, basata sul riconoscimento della pressione sul display.

La nuova e ottimizzata tecnologia Press Touch rileva le più impercettibili variazioni di pressione sullo schermo garantendo la massima interattività e reattività.

Puoi visualizzare le anteprime delle immagini, ingrandire i dettagli, ed accedere rapidamente alle applicazioni con il menu di scelta rapida a comparsa.

"Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito, e le persone che hai amato". (Ansel Adams)

I grandi fotografi

Abbiamo chiesto a Google i "most famous photographer" ottenendo la classifica dei fotografi più famosi al mondo. Un elenco che purtroppo mette in evidenza i nomi internazionali, dato che arrivano più ricerche dagli Stati Uniti che dall'Italia. Quindi fa un po' di tristezza. Noi italiani conosciamo e ammiriamo i fotografi d'oltreoceano. Evidentemente non vale il contrario.

Scopri: ​Quali sono i 20 fotografi più famosi del mondo secondo Google

"Non è accidentalmente che un fotografo diventa un fotografo, come un domatore di leoni diventa domatore di leoni". (Dorothea Lange)

"Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. È come se mi fossi dimenticato di svegliarmi". (Richard Avedon)

"Come fotografo di guerra spero di rimanere disoccupato per il resto della mia vita". (Robert Capa)

"Un buon fotografo è una persona che comunica un fatto, tocca il cuore, fa diventare l’osservatore una persona diversa". (Irving Penn)

"Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento". Henri Cartier-Bresson

"Il più bello, il più semplice di tutti è il riflesso spontaneo con il quale si tenta di fermare una attimo di gioia destinato a scomparire". (Robert Doisneau)

"Ci sono fatti, pezzi di storia, che esistono solo perché c’è una fotografia che li racconta". (Mario Calabresi)

Fotografare con le App​

Instagram  (iOS e Android)

Il social network fotografico più amato del momento, lo usano tutti dalle celebrities alle grandi aziende, dai privati ai ragazzini. Permette di ritoccare le proprie foto tramite i filtri, ma anche con tanti strumenti di editing. Instagram ha anche delle app satellite molto utili e carine che sono Boomerang per fare i video-loop, Layout per creare delle composizioni fotografiche e Hyperlapse per fare dei mini time-lapse stabilizzati.  

Scopri: ​Le 5 migliori App dedicate alla fotografia
Photonomie

La fotografia si evolve a velocità incredibile e nel giro di qualche anno le foto panoramiche e quelle a 360° sono diventate quasi la normalità. Se volete sperimentare immagini a 360° Photonomie è l’app che fa per voi: fate le riprese e l’algoritmo monta tutto in un’unica immagine che potete condividere dove preferite.

Photonomie può essere scaricata gratuitamente per iOS.

Pixlr

Pixlr è un’app utile e molto semplice, un’alternativa gratuita a Photoshop; è stata sviluppata da Autodesk (la stessa software house di AutoCAD) ed è una delle app più potenti e utili, permette di sistemare le foto, applicare filtri ed effetti per un totale di due milioni di combinazioni di effetti diversi.

Pixlr può essere scaricata gratuitamente per iOS e Android.

VSCO Cam

Molto famoso anche VSCO Cam, un’app specializzata in filtri fotografici. VSCO Cam è una delle migliori che propone sempre filtri molto belli e rigorosamente a pagamento, sia per desktop che per mobile. Gli strumenti permettono una regolazione precisa; esposizione, temperatura, contrasto, ritaglio, rotazioni, dissolvenza, vignettatura e altro ti permettono di definire le immagini.

VSCO Cam può essere scaricata gratuitamente per iOS e Android.

Fotor

E per finire tra le 5 top app per smartphone mettiamo Fotor, che è un’app molto utile perché fa un po’ di tutto, aumenta la profondità di campo e la nitidezza nelle immagini, ci permette di aggiungere filtri, creare collage e di condividere tutto attraverso i social. Nella sezione Inspire si può ammirare i lavori di tanti appassionati come te, prelevare le immagini preferite e seguire i fotografi.

Fotor può essere scaricata gratuitamente per iOS e Android.

"È arte la fotografia? Quien sabe? Chi lo sa e chi se ne importa? Mi piace!". (Edward Weston)

La fotografia nel mondo del cinema

John Alcott: Quando parliamo di John Alcott il collegamento con Stanley Kubrick è immediato: con lui ha lavorato in "Arancia meccanica" (1971) e "Barry Lyndon" (1975), con cui vinse l'Oscar per la miglior fotografia. Kubrick volle girare il film solo con le luci naturali per dare "l'aspetto di un dipinto". Nel 1980 Alcott lavorò ancora con Kubrick in "Shining".

Scopri: 30 direttori della fotografia che hanno fatto la storia del cinema
Néstor Almendros: E' una figura importante della Nouvelle Vague. Durante gli anni sessanta, ha lavorato con Eric Rohmer ("La mia notte con Maud") e François Truffaut ("Adèle H., una storia d'amore"). Tra i film che ha fotografato a Hollywood ci sono "I giorni del cielo" (1978), per cui ha vinto un Oscar, "Kramer contro Kramer" (1979) e "La scelta di Sophie" (1982).  
   
​Robert Burks: era il preferito di Alfred Hitchcock e hanno lavorato insieme in 12 film:  "L'altro uomo", "Io confesso", "La finestra sul cortile", "Il delitto perfetto", "Caccia al ladro", "La congiura degli innocenti", "L'uomo che sapeva troppo", "Il ladro", "La donna che visse due volte", "Intrigo internazionale", "Gli uccelli" e "Marnie". Premio l'Oscar per "Caccia al ladro".
Jack Cardiff: è stato il primo direttore della fotografia a vincere, nel 2001, un Oscar onorario nella storia dell'Academy. Cardiff ha vinto il suo primo Oscar con "Narciso nero" (1947). Ha poi vinto di nuovo con "Guerra e pace" (1956) e per la terza volta con "Fanny" (1961). Michael Powell lo ha descritto come "un genio, un sognatore, un bambino".  
Michael Chapman: ha iniziato la sua carriera in film come "Il Padrino" (1972) e "Lo squalo" (1975). Sarebbe diventato il direttore della fotografia preferito di Martin Scorsese per un decennio, e insieme hanno realizzato film come "Taxi Driver"  (1976) e "Toro Scatenato" (1980). Ha smesso di lavorare nel 2007 dichiarando di non voler girare del materiale in digitale. 
Raoul Coutard:  è una delle figure più conosciute della Nouvelle Vague francese. Tra i suoi film: "Fino all'ultimo respiro" (1960) di Jean-Luc Godard (1960), "Jules e Jim" (1962) di François Truffaut, "Il disprezzo" (1963) di Jean-Luc Godard, "Bande à part" (1964) di Jean-Luc Godard e "La sposa in nero" (1968) di François Truffaut.
​Roger Deakins: E' stato nominato agli Oscar per 13 film ma non ha mai vinto: "Le ali della libertà", "Fargo", "Kundun", "Fratello dove sei?", "L'uomo che non c'era", "L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford", "Non è un paese per vecchi", "The Reader - A voce alta", "Il Grinta", "Skyfall", "Prisoners", "Unbroken", "Sicario".
Tonino Delli Colli: Ha fotografato il primo film colorato italiano ("Totò a colori" -  1951). Tra i suoi lavori: "Il buono, il brutto, il cattivo" (1966), "C'era una volta il West" (1968), "C'era una volta in America" (1984), "Il nome della rosa" (1986), "Luna di fiele" (1992), "Accattone" (1961), "Uccellacci e uccellini" (1966), "Ginger e Fred" (1986), "La vita è bella" (1997).
​Christopher Doyle: ha lavorato con molti registi ma la sua opera più acclamata e degna di nota è la collaborazione con Wong Kar Wai, che è durata per 15 anni: "Hong Kong Express" (1994), "In the Mood for Love" (2000), "2046" (2004). Negli ultimi anni ha fotografato "Lady in the Water" (2006), "Paranoid Park" (2007), "The Limits of Control" (2009) e "Ondine". (2009).
​Gunnar Fischer: Gunnar Fischer è noto soprattutto per la sua collaborazione con Ingmar Bergman: "Monica e il desiderio" (1953), "Il posto delle fragole" (1957), "Il settimo sigillo" (1957) e "L'occhio del diavolo" (1960). Regalò ai film di Bergman uno sguardo espressionistico e i contrasti che intensificavano il mondo psicologico all'interno delle immagini.  
Tak Fujimoto: ha collaborato con registi come Terrence Malick e M. Night Shyamalan. Tra i suoi lavori: "La rabbia giovane" (1973), "Una pazza giornata di vacanza" (1986), "Il silenzio degli innocenti" (1991), "Il Gladiatore" (1992), "Philadelphia" (1993), "Il sesto senso" (1999), "Signs" (2002), "The Manchurian Candidate" (2004), "E venne il giorno"(2008).
​Conrad L. Hall: Il suo lavoro come direttore della fotografia ha attraversato quasi mezzo secolo e ha affrontato innumerevoli cambiamenti. Ha vinto 3 premi Oscar: "Butch Cassidy" (1970), "American Beauty" (2000), "Era mio padre" (2003). Tra i suoi lavori: "Nick mano fredda" (1967), "Il giorno della locusta" (1975), "In cerca di Bobby Fischer" (1993).
​James Wong Howe: E' stato candidato 10 volte agli Oscar: Funny Lady (1975), Operazione diabolica (1966), Hud il selvaggio (1963), Il vecchio e il mare (1958), La rosa tatuata (1955), Arcipelago in fiamme (1943), Fuoco a oriente (1943), Delitti senza castigo (1942), Abramo Lincoln (1940), Un'americana nella casbah (1938). Ha vinto per "Hud" e "La rosa tatuata".
Slawomir Idziak: ha collaborato con Krzysztof Zanussi e con Krzysztof Kieslowski. Per lui ha fotografato "La doppia vita di Veronica" (1991) e "Tre colori: Film Blu"  (1993). Negli ultimi 20 anni Idziak ha fotografato molti film di Hollywood: "Gattaca" (1997), "Black Hawk Down" (2001), per cui è stato candidato all'Oscar e "Harry Potter e l'Ordine della Fenice" (2007).
​Janusz Kaminski: Janusz Kaminski è diventato famoso con "Schindler's List" (1993) che gli ha fatto vincere il suo primo Oscar (il secondo è per "Salvate il soldato Ryan" - 1999). Il film segna anche l'inizio della sua collaborazione con Steven Spielberg con cui ha lavorato in altri 15 film (l'ultimo, in ordine di tempo, è "Il GGG - Il grande gigante gentile" - 2016).  
​Robert Krasker: il suo lavoro più importante è la collaborazione con Carol Reed: ne "Il terzo uomo" (1949), il film gli ha fatto vincere un premio Oscar. Altri film importanti per la sua carriera:  "Breve incontro" di David Lean (1945), "Senso" di Luchino Visconti (1954), "Giungla di cemento" di Joseph Losey (1960), "El Cid" di Anthony Mann (1961).
​Ellen Kuras: Ha lavorato con  Michel Gondry ("Eternal Sunshine of the Spotless Mind" nel 2004, "Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm" nel 2008 e Spike Lee ("S.O.S. Summer of Sam - Panico a New York" nel 1999, "Bamboozled" nel 2000). Ha esordito alla regia nel 2008 con "The Betrayal - Nerakhoon", candidato all'Oscar al miglior documentario.
​Emmanuel Lubeszki: Il messicano Lubeszki ha vinto 3 Oscar consecutivi per la migliore fotografia ("Gravity" nel 2014, "Birdman"  nel 2015 e "Revenant - Redivivo" nel 2016).  E' stato candidato per altri lavori: "La piccola principessa" (1995), "Il mistero di Sleepy Hollow" (1999), "The New World" (2005), "I figli degli uomini" (2006) e "The Tree of Life" (2011).
​Kazuo Miyagawa: è stato il direttore della fotografia per eccellenza del Giappone, dopo aver iniziato la sua carriera negli anni Trenta. Ha collaborato con i più grandi registi del paese: Akira Kurosawa, Kenji Mizoguchi e Yasujiro Ozu. Tra i suoi film: "Rashomon" (1950), "I racconti della luna pallida d'agosto" (1953), "Erbe fluttuanti" (1959) e "La sfida del samurai" (1961).
Robby Muller: è conosciuto per la sua collaborazione con Wim Wenders: "Alice nelle città" (1974), "L'amico americano" (1977), "Paris, Texas" (1984), "Fino alla fine del mondo" (1991). Ha lavorato anche con Lars von Trier ("Le onde del destino" e "Dancer in the Dark"), Pieter Bogdanovich e Jim Jarmusch ("Daunbailò", "Dead Man, Ghost Dog - Il codice del samurai").
Sven Nykvist: è noto per la collaborazione con Ingmar Bergman: "Come in uno specchio" (1961), "Il silenzio" (1963), "Luci d'inverno" (1963), "Persona" (1966), "Sussurri e grida" (1973), "Fanny e Alexander" (1982). Ha poi lavorato con Woody Allen in "Crimini e misfatti" (1989), con Roman Polanski ne "L'inquilino del terzo piano" e Andrei Tarkovsky in "Sacrificio".
Robert Richardson: ha collaborato con registi come Oliver Stone ("Platoon", "JFK", "Natural Born Killers"), Martin Scorsese ("The Aviator", "Shutter Island", "Hugo Cabret") e Quentin Tarantino ("Kill Bill", "Bastardi senza gloria", "Django Unchained"). Ha vinto 3 premi Oscar per la miglior fotografia: "JFK" (1991), "The Aviator" (2005) e "Hugo Cabret" (2012).
Vittorio Storaro: Storaro ha collaborato con Bertolucci dal 1970 (Il conformista) al 1993 (Piccolo Buddha). Per Coppola ha fotografato "Apocalypse Now!" (1979), per il quale ha vinto il suo primo Oscar. Le altre due statuette sono arrivate per "L'ultimo imperatore" (1987) di Bertolucci e "Reds" (1981) di Warren Beatty. E' stato candidato per "Dick Tracy" (1990).
Gregg Toland: Uno dei lavori più belli di Toland è senza dubbio "Quarto potere" (1941) di Orson Welles. Ma tra il 1936 e il 1942 è stato nominato a 6 premi Oscar: "Il sergente di ferro" (1935), "Strada sbarrata" (1937), "Intermezzo: A Love Story" (1939), "La voce nella tempesta" (1939, per cui ha vinto), "Lungo viaggio di ritorno" (1940) e "Quarto potere" (1941).
Sergei Urusevsky: Nei suoi primi anni come direttore della fotografia, ha lavorato con Yuli Raizman, Vsevolod Pudovkin e Grigoriy Chukhrai. Il suo lavoro più conosciuto è "Quando volano le cicogne" (1957) con cui ha iniziato la collaborazione con il regista Mikhail Kalatozov. Con lui ha poi filmato "La lettera non spedita" (1959) e "Soy Cuba (1964).
Haskell Wexler: La prima produzione ad alto budget è stata "Il ribelle dell'Anatolia" (1963) di Elia Kazan. Vinse il suo primo Oscar con "Chi ha paura di Virginia Woolf?" (1966). Il secondo arriva con "Questa terra è la mia terra" (1976) ma venne candidato anche per "Qualcuno volò sul nido del cuculo" (1975), "Matewan" (1987) e "Scandalo Blaze" (1989).
​Gordon Willis: tra i suo lavori troviamo la trilogia del Padrino (1972, 1974 e 1990) e "Tutti gli uomini del presidente" (1976). Ha poi collaborato con Woody Allen: "Io e Annie" (1977), "Manhattan" (1979), "Zelig" (1983) e "La rosa purpurea del Cairo" (1985). E' stato candidato all'Oscar per "Il padrino Parte II" e per "Zelig", ma ha vinto un Oscar onorario nel 2010.
​Freddie Young: La carriera di Freddie Young è iniziata alla fine degli anni Venti ed è durata fino agli anni Ottanta. I suoi film più importanti sono quelli con David Lean: "Lawrence d'Arabia" (1963), "Il dottor Zivago" (1965) e "La figlia di Ryan" (1970), e tutti e tre gli hanno portato un Oscar.  E' stato inoltre candidato per "Ivanhoe" (1952) e "Nicola e Alessandra" (1971).
Vadim Yusov:  E' stato il direttore della fotografia di quattro dei film più notevoli di Andrej Tarkovskij: "Il rullo compressore e il violino" (1961), "L'infanzia di Ivan" (1962), "Andrej Rublëv" (1966) e "Solaris" (1972). Ha poi iniziato una proficua collaborazione con il regista russo Sergey Bondarchuk e ricordiamo "I dieci giorni che sconvolsero il mondo" (1983).
​Vilmos Zsigmond: con più di 100 film nella sua carriera ricoridiamo alcuni dei suoi lavori più significativi: "Sugarland Express" (1974), "Incontri ravvicinati del terzo tipo" (1977, con cui ha vinto un Oscar), "Il cacciatore" (1978) e "Blow Out" (1981). E' stato candidato agli Oscar per "Il cacciatore" (1978), "Il fiume dell'ira" (1984) e "Black Dahlia" (2006).

"Oggi tutto esiste per finire in una fotografia". (Susan Sontag)

Instagram Celebrity

10. Khloe Kardashian 

Ufficialmente è l'account ufficiale di Instagram stesso ad avere il maggior numero di seguaci con 156 milioni di followers, ma quali sono le celebrity più seguite?

Con 48,2 milioni di followers, la star dei reality Khloe Kardashian si posiziona al decimo posto tra le persone più popolari e seguite dagli utenti Instagram. Lei e la sua famiglia sono diventate delle celebrità grazie al reality show "Keeping Up With The Kardashians".

Scopri: le celebrity più seguite su Instagram
9. Nicki Minaj

Al nono posto troviamo Nicki Minaj con i suoi 54,1 milioni di followers. Nicki Minaj, pseudonimo di Onika Tanya Maraj, è nata a Port of Spain l'8 dicembre 1982 ed è una rapper, attrice e stilista

Ha iniziato la sua carriera musicale nel 2007, scoperta dal rapper Lil Wayne. Ha riscosso notevole successo anche nel campo della profumeria con quattro fragranze: Pink Friday (2012), Minajesty (2013), Onika (2014) e Minajesty Exotic (2014).
8. Kendall Jenner

Con 56,5 milioni di seguaci, Kendall Jenner, è l'ottavo membro della famiglia Kardashian più popolare su Instagram, anche lei salita alla ribalta grazie al reality show televisivo "Al passo con i Kardashian".

Nata nel 1995, Kendall lavora come modella per diversi brand importanti (Calvin Klein, Estee Lauder, Givenchy, Karl Lagerfeld, Mango, Marc Jacobs). Nel febbraio 2016 ha ricevuto una statua di cera presso il Madame Tussauds di Londra.
7. Kylie Jenner

In settima posizione troviamo Kylie Jenner, che entra nella top ten con 60,4 milioni di seguaci. Kendall è un altro dei tanti membri del reality "Keeping Up with The Kardashians", è la figlia minore di Kris Jenner e di Caitlyn Jenner e sorellastra di Kim Kardashian.

Nata a Los Angeles nel 1997, è famosa come personaggio televisivo, ma lavora come modella e ha creato, insieme alle sorelle, una collezione di smalti, una linea d'abbigliamento e di rossetti.
6. Justin Bieber

In sesta posizione l'idolo delle teenager Justin Bieber con 67,3 milioni di followers.

Justin Drew Bieber (classe 1994) è famoso come cantante ma è anche cantautore, musicista e attore. Con 10 album all'attivo, nella sua carriera ha ricevuto numerosi premi: Grammy Awards,  MTV Video Music Awards, MTV Europe Music Awards, American Music Awards,  Billboard Music Awards, Teen Choice Awards e MuchMusic Video Awards.
5. Beyoncé

In quinta posizione si piazza l'artista di platino Beyoncé Knowles con 70,1 milioni di seguaci. La cantante (classe 1981) diventa famosa nel mondo musicale con il gruppo Destiny's Child (con lei Kelly Rowland e Michelle Williams).

Nel 2000 inizia la sua carriera da solista, nel 2002 comincia una relazione con il rapper Jay-Z con cui si sposa nel 2008 e nel 2012 diventano genitori della bellissima Blue Ivy Carter. Beyoncé ha fatto anche apparizioni in tv e nel mondo del cinema.
4. Ariana Grande

Tra le new entry più seguite su Instagram al quarto posto c'è Ariana Grande con 71,2 milioni di  seguaci. 

Classe 1993, Ariana diventa famosa con due sit-com di Nickelodeon: "Victorious" e "Sam & Cat" per poi entrare nel mondo della musica nel 2011 pubblicando il primo singolo "Put Your Hearts Up". Ha venduto oltre 30 milioni di dischi, di cui 6 milioni di album e più di 24 milioni di singoli. Nel 2015 è entrata nel cast della serie tv "Scream Queens" dove interpreta Sonya Herfmann (alias Chanel N.2)
3. Kim Kardashian

Al terzo posto troviamo Kim Kardashian, la più seguita della famiglia Kardashian con i suoi 69,4 milioni di seguaci.

Kim è diventata famosa dopo il sex tape con il cantante Ray J. e la popolarità aumenta con il reality show "Al passo con i Kardashian". Nel 2012 inizia una relazione con il rapper Kanye West con cui si è sposata nel 2015: i due sono genitori di North (nata nel 2013) e Saint (2015).

Kim lavora ovviamente come personaggio televisivo, ma è anche è un'attrice, modella, stilista e imprenditrice. Nel 2010 ha pubblicato anche un singolo: Turn It Up.
2. Selena Gomez

Uno dei pochi instagrammers più popolari tra i personaggi famosi per qualcosa di diverso dai selfies, è Selena Gomez con 78,2 milioni di seguaci vengono regolarmente aggiornati sulla sua vita da single dopo la rottura con Justin Bieber.

Selena (classe 1992) proviene dal mondo della Disney ed è diventata famosa grazie al ruolo di Alex Russo nella serie tv "I maghi di Waverly". Si è poi dedicata alla carriera musicale, al cinema e a diverse attività benefiche: nel 2009 fu nominata la più giovane ambasciatrice dell'UNICEF per gli Stati Uniti. 
1. Taylor Swift

La più seguita su Instagram è Taylor Swift con 76,5 milioni di followers, dopo aver iniziato la sua carriera nella musica country, è passata al pop nel 2008 con il lancio del suo album "Fearless". 

Al suo attivo ha, attualmente, 5 album in studio, 4 tournée musicali, tantissimi premi, incursioni al cinema e in tv (CSI e New Girl) e quattro profumi (Wonderstruck, Wonderstruck Enchanted, Taylor e Incredible Things). Senza dimenticare il suo impegno sociale, specialmente dalla parte dei bambini).

"Se una foto è buona racconta molte storie diverse". (Josef Koudelka)

MIA - Milan Image Art Fair 2016

Andrey Kezzyn, About Stacie, 2011, stampa giclée su carta acquerello, Courtesy Andrey Kezzyn
​Gohar Dashti, Stateless #1, 2014/2015, Archival digital pigment print, Courtesy Gohar Dashti & Officine dell'Immagine
​Jalal Sepehr, Red Zone #1, 2015, Archival digital pigment print, Courtesy Jalal Sepehr & Officine dell'Immagine
Mario Dondero, L’uomo che voleva raggiungere la luna, 1993, fotografia, stampa ai sali d’argento - Courtesy Galleria Ceribelli
​Monica Silva, Sacro pasto , 2014, Stampa digitale su carta Hahnemühle su alluminio, Courtesy L’Artista e Galleria Bianconi
​Nicola Bertellotti, The grand duchy, 2015, stampa Fine Art su pannello,  Courtesy Maelstrom Art Gallery

"Nella fotografia c’è una realtà così sottile che diventa più reale della realtà". (Alfred Stieglitz)

Il Fotogiornalismo su Instagram

David Guttenfelder

"I use smartphones only on my Instagram"  

Dopo aver vinto diversi premi e 7 World Press Photo, dopo aver lavorato lavorato per 20 anni come fotoreporter di Associated Press e a capo dell'ufficio asiatico, David Guttenfelder è stato uno dei primi a dedicare un account Instagram alla quotidianità dell'inaccessibile Corea del Nord che condivide con scrupolo e dedizione anche collaborando con il National Geographic.

Scopri: i reportage di fotografia su Instagram
 
 



Phil Moore

Ha iniziato a lavorare nel fotogiornalismo nel 2011, diventando una fonte primaria di informazioni e documentando il referendum del Sud Sudan per l'indipendenza e la successiva scissione da Khartoum. Phil Moore collabora con la BBC, CNN, Sky News e France24. Ha girato video per Agence France-Presse,IRIN e Der Spiegel.

Dopo aver vissuto a Nairobi, in Kenya, per cinque anni, Moore nel 2015 si è trasferito a Berlino, Germania.





Benjamin Lowy

Conosciuto per il suo lavoro come fotografo nelle zone di guerra, Benjamin Lowy ha lavorato in Iraq nel 2003 ed è stato in Darfur, Afghanistan e Libia. Ha fotografato e condiviso su Instagram l’uragano Sandy che colpì New York.  

Inizialmente aveva l'intenzione di seguire la carriera come disegnatore di fumetti ma poi ha scoperto la fotografia. E' stato fortemente influenzato da Inferno, il libro di James Nachtwey con foto di crimini di guerra.
Glenna Gordon

Ha visitato l'Africa nel 2006, si è trasferita in Uganda dove ha vissuto e lavorato come scrittrice e giornalista. Nel 2010 ha cominciato a concentrarsi sulla fotografia. Glenna Gordon lavora per il New York Times, Time, Newsweek, Wall Street Journal, Al Jazeera America, Le Monde.

"La fotografia è il mio mezzo per scoprire il mondo. Si tratta di uno strumento per raccontare storie specifiche su luoghi specifici. Si tratta di un mezzo per scoprire che i nostri eroi sono sbagliati e che i nostri nemici sono umani".

"Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia". (Helmut Newton)

World Photography Organisation

La World Photography Organisation è una fucina di iniziative globali legate al mondo della fotografia, una piattaforma che consente ai fotografi di acquistare una visibilità internazionale e che contribuisce a creare reti e legami all’interno del settore. Lo scopo è portare il dibattito sulla  fotografia a un nuovo livello, alimentando al contempo la conoscenza e l’interesse per questa forma d’arte e celebrando il talento di chi la pratica. La World Photography Organisation propone un ricco calendario di eventi annuali, tra cui i Sony World Photography Awards, il maggiore concorso fotografico a livello mondiale, e saloni artistici internazionali come il Photo Shanghai e il Photo San Francisco. Nella gallery  tutti i vincitori della categoria Open winners dei Sony World Photography Awards 2016.

© Alex Ingle, UK, Winner, Open, Smile, 2016 Sony World Photography Awards
© Alexandre Meneghini, Brazil, Winner, Open Competition, People, 2016 Sony World Photography Awards
© Andrej Tarfila, Slovenia, Winner, Open Competition, Travel, 2016 Sony World Photography Awards
© Chaiyot Chanyam, Thailand, Winner, Open Competition, Split Second, 2016 Sony World Photography Awards
© Kei Nomiyana, Japan, Winner, Open Competition, Low Light, 2016 Sony World Photography Awards.
© Michaela Smidovà, Czech Republic, Winner, Open Competition, Nature and Wild Life, 2016 Sony World Photography Awards
© Swee Choo Oh, Malaysia, Winner, Open Competition, Arts and Culture, 2016 Sony World Photography Awards

"Le fotografie sono la nostra memoria nel tempo, quando i nostri ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa". (Silvana Stremiz)