Mondiali Brasile 2014

   

Germania campione del Mondo, Messi sconfitto

La Germania ha vinto il suo quarto campionato del Mondo. Decisivo il gol di Mario Gotze che entra nel finale, poi piazza il colpo in pieno supplementare. Cross dalla sinistra, stop di petto e girata al volo che gela Romero. L'Argentina perde, per la seconda volta, in finale contro i tedeschi.

Dopo Italia '90 ancora una volta la Germania strappa il sogno mondiale all'albiceleste. Ventiquattro anni fa sarebbe stata la "riconferma" della squadra capitanata da Diego Armando Maradona, stavolta invece è il "fallimento" di Lionel Messi che non riesce ad eguagliare il suo mito.

Alla pulce viene consegnato il "pallone d'oro" del Mondiale, ma la Coppa la portano a casa i tedeschi. Vince la squadra più forte e per la prima volta un'europea trionfa in Sudamerica.

Italia, Anno zero

Balotelli si dispera

L'Italia fuori dai Mondiali al girone, per la seconda volta consecutiva dopo la figuraccia del 2010 non è certo l'unico problema del calcio nazionale nostrano. Dopo la sconfitta di misura con l'Uruguay sono arrivate le dimissioni del ct Cesare Prandelli (che se ne va al Galatasaray, ora) e del Presidente della Federcalcio Giancarlo Abete. La FIGC si è riunita il 30 giugno per ratificare le dimissioni, non ha ancora espresso un nuovo presidente – anche se visti i numeri sembra scontata l'elezione di Carlo Tavecchio, forte dell'appoggio della Lega Pro. Un'elezione non certo di discontinuità. Anzi. E così, la rottamazione che in molti auspicano potrebbe non arrivare mai (ammesso e non concesso che serva, fatta in questo modo). Le fratture dello spogliatoio azzurro suggerirebbero lungimiranza e velocità.

Questo è l'anno zero, per la nazionale italiana. Le soluzioni sono da ricercare in casa, nei vivai, nei settori giovanili di un calcio nostrano che sembra sempre più malato.

Gli Azzurri di Prandelli

Gianluigi Buffon

Club: Juventus
Nato a Carrara il 28 gennaio 1978
Presenze in Nazionale 140 (Record assoluto) 

Salvatore Sirigu

Club: Paris Saint Germain
Nato a Nuoro il 12 gennaio 1987
Presenze in Nazionale: 8

Mattia Perin

Club: Genoa
Nato a Latina il 10 novembre 1992
Presenze in Nazionale: 0

Giorgio Chiellini

Club: Juventus
Nato a Pisa il 14 agosto 1984
Presenze in Nazionale: 68
Gol: 4

Mattia De Sciglio

Club: Milan
Nato a Milano il 20 Ottobre 1992
Presenze in Nazionale: 11

Andrea Barzagli

Club: Juventus
Nato a Fiesole l'8 maggio 1981
Presenze in Nazionale: 47

Gabriel Alejandro Paletta

Club: Parma
Nato a Buenos Aires il 15 Febbraio 1986
Presenze in Nazionale: 2

Leonardo Bonucci

Club: Juventus
Nato a Viterbo il 1 maggio 1987
Presenze in Nazionale: 37
Gol: 2

Daniele De Rossi

Club: Roma
Nato a Roma il 24 luglio 1983
Presenze in Nazionale: 95
Gol: 15

Thiago Motta

Club: Paris Saint Germain
Nato a Sao Bernardo do Campo il 28 agosto 1982
Presenze in Nazionale: 20
Gol: 1

Claudio Marchisio

Club: Juventus
Nato a Torino il 19 Gennaio 1986
Presenze in Nazionale: 44
Gol: 3

Antonio Candreva

Club: Lazio
Nato a Roma il 28 Febbraio 1987
Presenze in Nazionale: 20

Ciro Immobile

Club: Borussia Dortmund
Nato a Torre Annunziata il 20 Febbraio 1990
Presenze in Nazionale: 3
Gol: 3

Alessio Cerci

Club: Torino
Nato a Velletri il 23 Luglio 1987
Presenze in Nazionale: 12

Marco Verratti

Club: Paris Saint Germain
Nato a Pescara il 5 Novembre 1992
Presenze in Nazionale: 6
Gol: 1

Lorenzo Insigne

Club: Napoli
Nato a Napoli il 4 Giugno 1991
Presenze in Nazionale: 6
Gol: 3

Andrea Pirlo

Club: Juventus
Nato a Brescia il 19 Maggio 1979
Presenze in Nazionale: 109
Gol: 13

Marco Parolo

Club: Parma
Nato a Gallarate il 25 Gennaio 1985
Presenze in Nazionale: 4

Antonio Cassano

Club: Parma
Nato a Bari il 12 Luglio 1982
Presenze in Nazionale: 37
Gol: 10

Alberto Aquilani

Club: Fiorentina
Nato a Roma il 7 Luglio 1984
Presenze in Nazionale: 35
Gol: 5

Mario Balotelli

Club: Milan
Nato a Palermo il 12 Agosto 1990
Presenze in Nazionale: 30
Gol: 12

Matteo Darmian

Club: Torino
Nato a Legnano il 2 Dicembre 1989
Presenze in Nazionale: 1

Ignazio Abate

Club: Milan
Nato a Sant'Agata de' Goti il 12 Novembre 1986
Presenze in Nazionale: 20
Gol: 1

Le 32 squadre del Mondiale

La Croazia

La Croazia di Niko Kovac è pronta a sbarcare in Brasile per sorprendere tutti. Nella rosa anche tre giocatori che militano nel campionato italiano: si tratta di Mateo Kovacic (Inter),  Sime Vrsaljko (Genoa) e Ante Rebic (Fiorentina).  Proprio l’interista Kovacic è uno dei più attesi da questa rassegna mondiale: il centrocampista ha chiuso il campionato in crescendo, sfornando assist e giocate pregevoli per gli attaccanti dell’Inter. Proprio il centrocampo è uno dei reparti più forti della Croazia, che oltre a Kovacic può contare sull’apporto di Luka Modric, campione d’Europa con il Real Madrid e Ivan Rakitic, vincitore dell’Europa League con il Siviglia e ora obiettivo proprio delle Merengues

Algeria, obiettivo evitare brutte figure

Sulla carta, l'Algeria, è la più debole delle cinque nazionali africane qualificate ai Mondiali. Non ci sono stelle nei 23 convocati del c.t Halilhodzic ma non mancano i buoni calciatori, gran parte dei quali militano nei maggiori campionati europei.  Tra loro il più rappresentativo è Feghouli, centrocampista offensivo del Valencia. Altro nome noto è quello roccioso difensore Bougherra, ex Glasgow Rangers, attualmente senza squadra. Quattro algerini giocano in Serie A: Ghoulam, Mesbah, Taider e Yebda. Fuori Belfodil che paga una stagione da dimenticare e i pessimi rapporti con il tecnico.

L'Argentina di Messi

L'ultimo campionato del mondo vinto dall'Argentina risale ormai a 28 anni fa, quando la Mano (e i piedi) de Dios di Maradona portarono sul tetto del mondo per la seconda volta nella storia l'Albiceleste. In questa edizione la Selección tenterà un nuovo assalto al trofeo calcistico più importante affidandosi soprattutto all'estro purissimo di Lionel Messi. Il campione del Barcellona deve ancora abbattere il muro psicologico che spesso lo frena quando indossa la maglia della Nazionale. Riuscirà a sbloccarsi?

L'Australia "giovane" di Postecoglou

La nazionale australiana allenata da Ange Postecoglou arriva in Brasile dopo un cambio di rotta messo in atto dall'attuale commissario tecnico che ha voluto puntare tutto su giocatori giovani e prevalentemente cresciuti in Australia. Della "vecchia guardia", che qualche soddisfazione ai Mondiali nel recente passato se l'è tolta rimangono soltanto il 34enne Tim Cahill, il 32enne terzino destro della Dinamo Mosca Luke Wilkshire e il centrocampista 34enne Mark Bresciano, già noto nel nostro campionato.

Il Belgio, i "diavoli rossi" fanno paura

Ecco la possibile sorpresa del torneo. Il Belgio torna nella kermesse iridata dopo 12 anni e lo fa con grandi ambizioni, forte della migliore generazione di talenti calcistici che il Paese abbia mai conosciuto. Eden Hazard è il pupillo di Mourinho al Chelsea, c'è il portiere Courtois, protagonista assoluto della stagione indimenticabile dell'Atletico Madrid, ma non solo: Lukaku, Mirallas, il "napoletano" Mertens e grandi difensori come Kompany e l'esperto Van Buyten. Il Belgio, stavolta, può stupire.

Bosnia, l'unica "mai vista" al Mondiale

la Bosnia è l'unica esordiente. Nonostante la prima partecipazione a una competizione internazionale, il ruolo di matricola sta stretto a una compagine che occupa il 16° posto nel ranking Fifa e ha le possibilità per ben figurare alla kermesse iridata. In campo c'è Miralem Pjanic, splendido metronomo nella Roma di Garcia ed Edin Dzeko, l'attaccante del Manchester City, campione in Premier League. Nomi che pesano, anche se per molti sarà inevitabile la paura da esordio assoluto. 

I padroni di casa, il Brasile 

Il Brasile si prepara ai Mondiali casalinghi da favorita. Sperando di non incappare in una disavventura come quella del 1950. Il commissario tecnico Luiz Felipe Scolari ha convocato con largo anticipo i 23 che disputeranno la rassegna iridata. L'uomo più atteso è naturalmente lui, Neymar Jr, reduce dal primo anno d'esperienza all'estero nelle fila del Barcellona, una stagione, per una volta, senza successi per i catalani.

Il Camerun di Samuel Eto'o


Dimenticati (ma non troppo...) i dissidi e i malintesi con i vertici della federazione, Samuel Eto'o è di nuovo in prima linea a guidare il Camerun nel Mondiale brasiliano, il settimo cui prende parte la nazionale africana. L'obiettivo, minimo, è la qualificazione agli ottavi di finale, un traguardo difficile da raggiungere in un girone equilibrato con il Brasile, padrone di casa candidato d'obbligo al primato, l'esperta Croazia e l'emergente Messico, campione olimpico a Londra '12.

Il Cile, c'è con il dubbio Vidal

Dopo Bielsa è arrivato lui, Jorge Sampaoli, allievo del Loco è pronto a raccogliere l'eredità del suo maestro. Un 3-3-1-3 sempre spettacolare per un gruppo guidato dalla stella del Barcellona Alexis Sanchez e dal suo compagno di reparto, l'ex Napoli Edu Vargas, che non è esploso all'ombra del Vesuvio. Il dubbio è legato ad un giocatore simbolo, leader della squadra, lo juventino Arturo Vidal che sta cercando di recuperare dall'infortunio al menisco, già operato. I dubbi sulla sua tenuta restano, il suo stato di forma potrebbe essere decisivo per la Roja. 

La Colombia orfana di Radamel Falcao

La nazionale degli assenti, i tanti talenti che non saranno in Brasile, ha una punta d'eccellenza. Radamel Falcao non ce l'ha fatta, la sua assenza frustra le ambizioni dei colombiani che dovranno fare a meno del loro asso e punteranno tutto sulla rivelazione, la punta del Siviglia vincitore dell'Europa League, Carlos Bacca. Il c.t. Pekerman conta sulla difesa tutta composta da italiani: Zuniga, Armero, Yepes e Zapata, ma occhio anche a Cuadrado e all'incostante Guarin a centrocampo.

La "nuova" Corea del Sud

Per l'Italia è stata, due volte nella storia, un'incubo. La nazionale sudcoreana allenata da Hong Myung-Bo si presenta a quest'appuntamento mondiale con una selezione di giocatori completamente rimaneggiata rispetto a quattro anni fa, dall'età media giovane (solo 26 anni) e senza il giocatore simbolo dell'epoca recente, Park Ji-Sung, fuori dal giro della nazionale da ormai circa tre anni. Al solito potrebbero essere una scoperta poco gradita agli avversari di turno.

La Costa d'Avorio, tante stelle africane

Didier Drogba, il leader, Yaya Touré, fra i migliori centrocampisti d'Europa, il funambolico giallorosso Gervinho, l'ex Chelsea Salomon Kalou e un allenatore europo, quel Lamouchi già visto nel campionato italiano qualche anno fa. La Costa d'Avorio non si nasconde e punta a diventare la migliore nazionale africana di Brasile 2014. Se le sue stelle "gireranno" non è un obiettivo utopistico.

La Costa Rica, spina nel fianco degli azzurri?

La nazionale centro-americana allenata da Jorge Luis Pinto è composta da giocatori che non possono certo vantarsi di un'importante esperienza a livello internazionale ma la coppia d'attacco composta da Bryan Ruiz e Joel Campbell può evitare alla Costa Rica la poco edificante definizione di "squadra materasso". L'impegno dei centroamericani sarà proibitivo, inseriti nel girone dell'Italia. Dovessero strappare punti potrebbero rivelarsi decisivi nella corsa qualificazione del Gruppo D.

L'Ecuador gioca per Benítez


Christian Benítez, uno dei calciatori più rappresentativi dell'Ecuador, è scomparso a causa di un attacco cardiaco circa un anno fa, in Qatar, a soli 27 anni. I sui 4 gol hanno contribuito alla qualificazione della nazionale per il Brasile e ora il gruppo guidato da Luis Antonio Valencia, esterno offensivo del Manchester United, vuole onorare l'ex compagno per il quale la federazione ha deciso di ritirare la maglia numero 11.

La Francia, non c'è Ribery, ma ecco Pogba

Didier Deschamps e i suoi hanno faticato non poco per qualificarsi, ma l'ex campione del Mondo nel 1998 è convinto di poter stupire. Le sue convocazioni hanno lasciato qualche strascico in patria, in particolare l'esclusione di Nasri, il 26enne del Manchester City ha agitato la stampa e le critica, ma ci sono tanti buoni giocatori e alcune stelle di livello per puntare agli ottavi di finale in un girone non proibitivo. Occhi puntati sullo juventino Paul Pogba che potrebbe far schizzare ulteriormente verso l'alto la sua valutazione di mercato.

La Germania, garanzia di solidità

Joachim Löw ha perso Marco Reus per un brutto infortunio alla caviglia, ma ci sono tanti tedeschi "della nuova generazione" che ha dettato legge nel calcio europeo a livello di club con il Borussia Dortmund e il Bayern Monaco nella sua rosa dei 23. Schweinsteiger, Kroos, Ozil, Gotze, la rivelazione del Mondiale 2010 Thomas Muller e l'esperto Klose che in avanti cerca il record di gol di sempre nelle fasi finali di un campionato del Mondo.

Il Ghana punta sull'usato sicuro

Squadra che stupisce non si cambia, anche se sono passati 4 anni dal Mondiale nel quale gli africani si misero in mostra. In porta riecco Kingson. In difesa, l'inossidabile John Mensah. Mediana di grande livello con i milanisti Essien, assente quattro anni fa, e Muntari, entrambi decisamente in ombra in rossonero, affiancati dallo juventino Asamoah, dall'udinese Badu, dal parmense Acquah e da Kevin Prince Boateng, tornato in Nazionale dopo due anni di assenza. Le premesse sono buone, se il tempo non fosse passato per questi calciatori.

Il Giappone di Zaccheroni

Poteva essere una meteora, ma il tecnico italiano ha conquistato una coppa d'Asia e ottimamente figurato nella scorsa Confederations Cup. Così Alberto Zaccheroni, dalla Romagna, è arrivato a giocarsi un Mondiale alla guida del Giappone. Nei sui 23 figurano, tra gli altri, il milanista Keisuke Honda, reduce da sei mesi con più ombre che luci, e l’interista Yuto Nagatomo, ma la stella è senza dubbio Shinji Kagawa, eclettico trequartista che dopo aver fatto molto bene con il Borussia Dortmund, ha incontrato molte difficoltà in Inghilterra con il Manchester United.

La Grecia dei tanti veterani

Regalare momenti di gioia e serenità ad un Paese che vive da anni una crisi economica e sociale di non facile soluzione. E' questo l'obiettivo della nazionale allenata da Fernando Santos. La Grecia si presenta in Brasile con un rooster di calciatori esperti che si affiancano ad altri di nuova generazione. Onnipresente, Giorgios Karagounis, capitano 37enne, con 134 presenze in maglia ellenica, ma ci saranno anche Katsouranis (ex Benfica ora al Paok), Gekas, Salpingidis, Samaras e il romanista Torosidis.

L'Honduras, tante le incognite

La selezione centro-americana allenata da Luis Fernando Suárez si può definire una nazionale ha in pancia tanti giocatori "esperti", persino troppi secondo la critica. Ma d'altra parte c'era da pagare un debito di riconoscenza al gruppo che portò l'Honduras agli scorsi Mondiali dopo un'assenza che si protraeva dal lontano 1982. Fra i giocatori in attività in Europa, infatti, figurano Wilson Palacios, attualmente centrocampista dello Stoke City (dal 2007, gioca in Inghilterra), ma occhio Emilio Izaguirre, che dal 2011 è titolare nel Celtic Glasgow.

L'Inghilterra, il leader è Rooney

I tabloid sono a caccia di affinità, per ora soltanto statistiche, fra il 2014 e il 1966, l'unica volta nella quale (giocando in casa) gli "inventori del calcio" furono anche campioni del Mondo. La squadra di Hodgson è un mix di gioventù ed esperienza. Il capitano sarà Gerrard, il giocatore più talentuoso rimane Rooney ma non mancano le frecce nella faretra del ct inglese che ha pescato molto in casa Liverpool, con i reds che si sono fatti scippare il campionato, ma hanno stupido con una stagione da record.

L'Iran, condannato all'ultimo posto?

Nel Gruppo F insieme ad Argentina, Bosnia e Nigeria sono in tanti a scommettere che la nazionale iraniana concluderà ultima in classifica. Il c.t Carlos Queiroz ha scelto un gruppo composto da giocatori che giocano in prevelanza nel campionato di casa, il nome più noto della compagine asiatica è quello del capitano Javad Nekounam che vanta una militanza pluriennale in Spagna con l'Osasuna. I più esperti di calcio internazionale conosceranno anche Dejagah, eclettico centrocampista offensivo del Fulham, ex Wolsfburg, che ha optato per l'Iran dopo la trafila nelle nazionali giovanili tedesche, ma nel complesso sembra troppo poco per ben figurare al Mondiale brasiliano.

L'Italia, tante incertezze, ma l'ottimismo c'è

Non è certamente la migliore nazionale, almeno fra quelle che hanno partecipato ai più recenti Mondiali, ma almeno Prandelli parte con una certezza: fare meglio di 4 anni fa è imperativo (ed in teoria non troppo impegnativo). Per superare il girone si dovrà aver ragione di una fra Inghilterra e Uruguay, complicato, ma non impossibile anche per una squadra che appare ancora in cerca di identità e di una stella, Mario Balotelli, dal quale ci si aspettano fuochi d'artificio dopo l'Europo di due anni fa.

Messico, entusiasmo olimpico

Alle ultime olimpiadi il Messico, under 23, ha strappato l'oro più scontato, quello che sarebbe dovuto finire al collo dei brasiliani. La gioia di quel successo, anche se la squadra sarà giocoforza diversa da 2 anni fa, spinge i messicani che puntano (per loro stessa ammissione) almeno ai quarti di finale. Questo nonostante un girone di qualificazione tutt'altro che brillante e un pass per Brasile 2014 strappato in extremis. Troppo ottimisti?

La Nigeria, terza incomoda nel gruppo F?

Sul fatto che l'Argentina passerà agli ottavi di finale non ci sono dubbi (anche se il calcio può sempre riservare sorprese), ma il secondo posto valido per la fase ad eliminazione diretta è un'obiettivo dichiarato degli africani che dovranno aver ragione, presumibilmente, dell'esordiente Bosnia. Il gruppo sembra solido, con tanti giocatori di livello anche per i campionati europei. Il leader, John Obi Mikel del Chelsea, un veterano nonostante abbia solo 27 anni e il portiere Vincent Enyeama del Lilla, 91 caps in nazionale, sei in meno dell'esperto difensore Joseph Jobo. Basterà?

L'Olanda, talenti giovani e meno giovani

C'è molto del gruppo che componeva la squadra grande delusa dell'ultimo mondiale, sconfitta soltanto ai supplementari dalla Spagna, in questa Olanda. In panchina l'esperto Louis Van Gaal è convinto di poter ottenere molto dai suoi, con l'ossessione di arrivare ad una vittoria mondiale, stavolta contro (quasi) tutti i pronostici. Le essenze di Van der Wiel e Van der Vaart non hanno dato ottimismo, ma il materiale c'è ed è di ottimo livello con un tridente anticipo composto da Robben, Sneijder e Van Persie che può dare soddisfazioni.

Il Portogallo, non c'è solo Cristiano Ronaldo

La stella, naturalmente, è lui. Il neo campione d'Europa CR9 guida i lusitani e Paulo Bento spera che le sue condizioni fisiche siano migliorate dopo un ritiro pre-mondiale piuttosto tormentato, ma il gruppo è composto da giocatori validi che hanno meritato (anche nello spareggio con la Svezia di Ibrahimovic) il pass per Brasile 2014. Nani, Veloso, Raul Meireles insieme ai soliti Pepe, Fabio Coentrao, Bruno Alves, Postiga e Almeyda: tanta esperienza internazionale al servizio di un possibile protagonista del Mondiale, il Pallone d'Oro del Real Madrid.

Capello guida la Russia senza stelle

L'allenatore italiano aveva un obiettivo: riportare la Russia ai Mondiali. Per farlo ha scelto l'italiano Fabio Capello, che non ha buoni ricordi del suo primo mondiale da allenatore quando guidava l'Inghilterra quattro anni fa. La squadra non ha grandi stelle, il friulano punta sul gruppo e sull'organizzazione per una nazionale che è composta unicamente da giocatori provenienti dal club russi. Il miglior talento è senza dubbio Dzagoev, ma serviranno anche i gol della coppia Kerzhakov - Kokorin in un girone in verità non proibitivo.

La Spagna, i campioni in carica

C'è una sola novità nella rosa del c.t. meno "contestabile" della storia. Del Bosque ha vinto tutto, troppo, perché anche un solo giornalista si azzardi a discutere le sue scelte. Sacrosanto. Lui ha sfruttato questa "immunità" per ripagare il gruppo che lo ha fatto entrare nella storia del calcio spagnolo, tanto usato sicuro ed una sola novità, il brasiliano naturalizzato Diego Costa a fare da terminale offensivo unico dei detentori del trofeo. Ripetersi potrebbe essere impossibile, ma Iniesta e compagni vogliono provarci.

La Svizzera. Gli elvetici più forti di sempre?

Ottavo posto nel ranking Fifa, mai la Svizzera era stata così in alto come da quando la guida Ottmar Hitzfeld. Tanti "italiani" in campo Lichtsteiner, Ziegler, Behrami, Dzemaili e Inler, ed un girone particolarmente "morbido" con la Francia (altra ovvia candidata agli ottavi di finale), l'Ecuador e l'Honduras. All'epoca del sorteggio molti fecero notare che stavolta Blatter aveva protetto la "sua" nazionale. Staremo a vedere se basterà per portare più in alto che mai i colori elvetici in un campionato del Mondo.

Gli Stati Uniti di Klinsmann

Tanti giocatori che giocano in Europa, la scelta di far fuori leader del recente passato come Landon Donavan, Carlo Bocanegra e Steve Cherundolo. Il c.t. tedesco ha deciso di cambiare, prendendosi tutti i rischi del caso, per dare una nuova scossa al calcio statunitense. Occhio all'ex Roma Micheal Bradley, titolare inamovibile in mezzo al campo e su Clint Dempsey, l'attaccante che con le 8 reti nelle qualificazioni ha trascinato gli USA in Brasile.

Classifiche e Risultati, gli 8 gironi