Giro d'Italia 2016

In viaggio per il Bel Paese

Un sogno chiamato "Maglia rosa"

Giunto quest'anno alla 99° edizione, il Giro d'Italia è da sempre uno degli avvenimenti sportivi più popolari d'Italia. Quest'anno prenderà il via il 6 maggio con una cronometro individuale da Apeldoorn (nei Paesi Bassi) e si concluderà il 29 maggio a Torino, dopo 21 tappe e 3.383 chilometri.

Il Giro rappresenta uno degli avventimenti sportivi più caratterizzanti e seguiti del Bel Paese. Per decenni, milioni di italiani si sono immedesimati ed hanno sognato una sorta di riscatto sociale attraverso le gesta sportive di campioni del passato in un ipotetico parallelismo con la vita reale. Blogo seguirà con il magazine le dirette live delle tappe.

“Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo     nome è Fausto Coppi” (Mario Ferretti, 1949)

Le tappe in diretta

La 99esima edizione del Giro si snoderà in 21 tappe da venerdì 6 maggio a domenica 29 maggio. Si parte nei Paesi Bassi per arrivare a Torino. Vincenzo Nibali vince il Giro d'Italia 2016!

- Venerdì 6 maggio: Apeldoorn (cronometro individuale) 9,8 km 
- Sabato 7 maggio: Arnhem-Nijmegen (per velocisti) 190 km 
- Domenica 8 maggio: Nijmegen-Arnhem (per velocisti) 189 km
​- Martedì 10 maggio: Catanzaro-Praia a Mare (media montagna) 191 km 
- Mercoledì 11 maggio: Praia a Mare-Benevento (per velocisti) 233 km 
- Giovedì 12 maggio: Ponte-Roccaraso (Aremogna) (media montagna) 165 km 
- Venerdì 13 maggio: Sulmona-Foligno (per velocisti) 210 km 
- Sabato 14 maggio: Foligno-Arezzo (media montagna) 169 km 
- Domenica 15 maggio: Chianti Classico Stage Radda in Chianti-Greve in Chianti (cronometro individuale) 40,4 km
- Martedì 17 maggio: Campi Bisenzio-Sestola (media montagna) 216 km 
- Mercoledì 18 maggio: Modena-Asolo (media montagna) 212 km 
- Giovedì 19 maggio:  Noale-Bibione (per velocisti) 168 km 
- Venerdì 20 maggio: Palmanova-Cividale del Friuli (media montagna) 161 km 
- Sabato 21 maggio: Alpago (Farra)-Corvara (Alta Badia) (alta montagna) 210 km 
- Domenica 22 maggio: Castelrotto-Alpe di Siusi (cronoscalata) 10,8 km
- Martedì 24 maggio: Bressanone-Andalo (alta montagna) 133 km 
- Mercoledì 25 maggio: Molveno-Cassano d'Adda (per velocisti) 196 km 
- Giovedì 26 maggio: Muggiò-Pinerolo (media montagna) 234 km 
- Venerdì 27 maggio: Pinerolo-Risoul (alta montagna) 161 km 
- Sabato 28 maggio: Guillestre-Sant'Anna Vinadio (alta montagna) 134 km 
- Domenica 29 maggio: Cuneo-Torino (per velocisti) 150 km

Scopri: il percorso e l'altimetria delle 21 tappe

Giro d'Italia 2016: The Route

Le 22 squadre partecipanti

Sono 22:  18 World Teams e 4 wild card

1) Ag2r La Mondiale (Francia) 
2) Astana (Kazakistan) 
3) Bmc (Usa)
4) Cannondale (Usa)
5) Dimension data (Sud Africa)  
6) Etixx-Quick step (Belgio)
7) Fdj (Francia)
8) Iam cycling (Svizzera)
9) Lampre-Merida (Italia)
10) Lotto Soudal (Belgio)
11) Movistar (Spagna)
12) Orica greenedge (Australia)

Scopri: La startlist ufficiale 


13) Team Giant-Alpecin (Germania)
14) Team katusha (Russia)
15) Team Lotto-Jumbo (Olanda)
16) Team Sky (Gran Bretagna) 
17) Tinkoff (Russia)
18) Trek-Segafredo (Usa)

Le Wild Card:

1) Bardiani Csf (Italia)
2) Gazprom-Rusvelo (Russia)
3) Nippo-Vini Fantini (Italia)
4) Southeast-Venezuela (Italia, per diritto acquisito dopo avere vinto la Coppa Italia)

 

In viaggio con il Giro

Appeldoorn

Apeldoorn è un piccolo villaggio dei Paesi Bassi con poco più di 155 mila abitanti. Il comune rientra nel Parco nazionale del Veluwe. Con il Kröller-Müller Museum e le sculture da giardino, il Parco offre una combinazione unica di natura, arte e architettura.  Non manca però la vita mondana, focalizzata al centro della città, caratterizzato da ampi viali e bei giardini. Si gira a piedi o in bici, che troverete gratuitamente nella città. Ad Apeldoorn c’è anche uno zoo che ospita una serie di diversi tipi di scimmie che sono libere di passeggiare in mezzo ai visitatori. Dispone anche di un parco di divertimenti chiamato Koningin Juliana Toren.

Scopri: Giro d'Italia 2016, si parte da Apeldoorn

Arnhem 

Il gruppo è arrivato a Arnhem, 150.000 abitanti nel Paese delle Aquile, come da etimologia del nome della città. 

La principale attrazione è il Nederlands Openluchtmuseum. Un museo all'aria aperta, dove si passeggia insieme ad altri turisti e figuranti vestiti con costumi tradizionali. E ancora, la chiesa gotica Grote Kerk (Sant' Eusebio), il municipio, noto come Casa del Diavolo a causa di alcune statue ornamentali che rappresentano dei satiri, il parco Sonsbeek con il vecchio castello, il Parco Nazionale De Hoge Veluwe e lo Zoo cittadino, molto vario, noto anche per il suo bell'acquario.

Scopri: Cosa vedere ad Arnhem in Olanda

Nimega

A Nimega la vista ruota intorno alla piazza del Mercato, con caratteristici edifici storici, locali e negozietti. Vale anche una visita alla Stevenskerk, una bellissima chiesa gotica olandese.

Tanti i musei: quello dedicato alla bicicletta, il Museuo Het Valkhof, storico ed archeologico e il muZIEum, un museo sensoriale, dove si impara a fidarsi degli altri 4 sensi, abbandonando la vista.

E per finire, un giro nei parchi della città, come il Kronenburgerpark o il Valkhof Park,  ma c'è anche il Kinderboerderij de Goffert, un agriturismo ad ingresso gratuito, dove far razzolare in libertà i bambini più piccoli.

Scopri: Cosa vedere a Nimega 

Il Giro Nel Sud-Italia

La prima tappa Italiana del Giro è Catanzaro, per poi giungere a Praia a Mare. Splendida l’Isola di Dino, nota per le sue grotte, come quella del monaco e delle sardine.

I ciclisti arriveranno poi a Benevento, in Campania, un piccolo gioiello di arte e architettura: una visita al Teatro Romano e all’Arco di Traiano sarà un toccasana per gli amanti dell’archeologia. Segue poi la tappa di Ponte, con le sue chiese e le sue abbazie alla volta di Roccaraso, nota località sciistica dell’Abruzzo.

Scopri: Giro d'Italia 2016, l'itinerario nel sud

Il Giro Nel Centro Italia

Sulmona non dimenticate di fare una scorpacciata di confetti. A Foligno passeggiate alla scoperta degli edifici storici e ricordatevi di assaggiare il tartufo. Ad Arezzo visitate la Basilica di San Francesco, il centro storico e la casa museo di Giorgio Vasari. Il 15 maggio ci sarà la Chianti Classico Stage, un giro tra gli affascinanti vigneti. E arriviamo a Modena, splendida città con i suoi portici, la sua piazza Grande e il buon cibo. Ad Asolo una scalata sulla sua Rocca in cima al monte Ricco vi permetterà di vedere il borgo da un meraviglioso punto di vista.

 Il Giro nel Nord-Italia

A Noale è da visitare la Rocca, antico nucleo su cui si sviluppò il centro fortificato medievale. Si prosegue poi fino a Cividale del Friuli, paesino arroccato su un’altura, nota per il ponte del Diavolo che sovrasta sul fiume Natisone. 

Nella tappa Muggiò-Pinerolo si attraversa la Brianza fino ad arrivare a Cuneo e infine a Torino, ultima tappa del Giro. Qui di cose da fare e visitare ce ne sono tante, dalla Mole Antonelliana al Palazzo Reale, dal Museo del Cinema a quello Egizio, dalla Sindone ad una passeggiata per il signorile centro cittadino.

Scopri: Giro d'Italia 2016, l'itinerario nel nord

"Scoprirò l’Italia ragazzi! Scoprirò la nostra patria distesa nel suo bel corpo di prati e d’aria, mari, monti, terra e cielo". (Vasco Pratolini)

Quando il ciclismo si fa musica

Bartali  - Paolo Conte

Nel 1979 Paolo Conte dedicò un brano  a Gino Bartali. La canzone è inserita nel suo terzo album "Un gelato al limon". Esiste anche una versione di Enzo Jannacci.

"Oh quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali, quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano".

Diavolo rosso - Paolo Conte

Dopo Bartali, Paolo Conte dedica la canzone "Diavolo rosso" a Giovanni Gerbi, uno  dei primi veri pionieri del ciclismo nato nel 1885 e scomparso ad Asti nel 1955:

"Diavolo rosso dimentica la strada, viene qui con noi a bere un’aranciata contro luce tutto il tempo se ne va… Girano le lucciole nei cerchi della notte… questo buio sa di fieno e di lontano e la canzone forse sa di ratafià"
 




Il bandito e il campione - Francesco De Gregori

La canzone del 1993 è ispirata alla vicenda dei due amici Sante Pollastri (il bandito) e Costante Girardengo (il campione). 

"Vai Girardengo, vai grande campione nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante…
Vai Girardengo, non si vede più Sante Sempre più lontano, sempre più distante..."





Gimondi e Il cannibale  - Enrico Ruggeri

Felice Gimondi è protagonista nel brano di Enrico Ruggeri "Gimondi e il cannibale" del 2000; venne accompagnato da un video e scelto come sigla del Giro d'Italia di quell'anno. Il "cannibale" del brano è Eddy Merckx.

"Ancora più solo di prima, c’è già il Cannibale in cima e io che devo volare a prenderlo. 
(...) E quanto tempo passerà in mezzo a noi, ancora non lo so. Dietro alla tua ruota io ci sarò
".

Stadio - E mi alzo sui pedali

La canzone (2007) è dedicata a Marco Pantani.

"Adesso mi sembra tutto distante, La maglia rosa e quegli anni felici. Poi di quel giorno ricordo soltanto Una stanza d’albergo ed un letto disfatto, E sono sicuro di avere anche pianto Ma sono sparito in quell’attimo esatto".

Pantani è anche il protagonista  di un brano dei Nomadi e di Francesco Baccini: rispettivamente "L'ultima salita" e "In fuga".



Totò al Giro d'Italia (1948)

Totò al giro d'Italia è un film del 1948 diretto da Mario Mattoli. Alla pellicola hanno partecipano diversi campioni di ciclismo dell'epoca: Fausto Coppi, Gino Bartali, Giancarlo Astrua, Louison Bobet, Ferdy Kubler, Fiorenzo Magni, Vito Ortelli e Alberic Schotte.

Albo d'oro: storie e personaggi

ALFREDO BINDA

E' uno dei pionieri del Giro d'Italia, vincitore di ben 5 edizioni della Corsa Rosa (1925, 1927, 1928, 1929 e 1933), record condiviso con Coppi e Merckx. Alla prima partecipazione sbaragliò subito la concorrenza, vincendo la corsa davanti alla leggenda Girardengo.

Vinse anche tre edizioni di fila al punto da indurre la 'Gazzetta dello Sport' a pagargli le 22.500 lire spettanti al vincitore per non farlo partecipare al Giro del 1930 e rendere incerto l'esito della gara. L'ultima vittoria nel Giro arrivò nel 1933 rifilando oltre 12 minuti di distacco a Jef Demuysere.
Nell'arco delle sue 10 partecipazioni al Giro vinse 41 tappe, un record che ha resistito fino al 2003 quando venne superato dal velocista Mario Cipollini.

Scopri: Da Binda a Nibali, nove eroi della Corsa Rosa
FAUSTO COPPI

E' una delle leggende della cosiddetta epoca d'oro del ciclismo, che si può collocare tra gli anni 30 e gli anni 50 del secolo scorso. Al pari di Binda, Coppi vinse 5 edizioni del Giro d'Italia (1940, 1947, 1949, 1952, 1953), riuscendo per due volte a fare la doppietta Giro-Tour (1949, 1952).


Nel 1940 primeggiò arrivando davanti a Enrico Mollo, ma la sua vera rivalità fu quella con Gino Bartali che nel 1946 - la prima edizione del dopo guerra - gli strappò la Maglia Rosa per appena 47 secondi con il terzo in classifica, Vito Ortelli, che chiuse invece con oltre 15 minuti di ritardo.

Nel 1947 e nel 1949 a vincere la sfida fu Coppi, la seconda addirittura con un vantaggio di 23 minuti in classifica generale. Nella seconda parte della sua carriera l'avversario più temibile di Coppi fu invece Fiorenzo Magni.
GINO BARTALI

Visse il suo momento migliore a cavallo tra le due guerre, penalizzato dalla sospensione che durò dal 1941 al 1945. Vinse tre edizioni del Giro (1936, 1937, 1946).


Prima della grande rivalità, Coppi era un gregario di Bartali. Nell'edizione del 1940 Bartali era il capitano designato ma cadde nella seconda tappa da Torino a Genova a causa di un cane che gli tagliò la strada. Il Direttore Sportivo della squadra, Pavesi, decise da quel momento in avanti di puntare su Coppi come capitano in quanto meglio piazzato in classifica generale e Bartali, senza battere, ciglio si mise al servizio del giovane compagno di squadra aiutandolo a conquistare la Corsa Rosa.

Durante la Guerra, Gino Bartali si è adoperato per difendere gli ebrei dalla persecuzione: impegno che gli valse il riconoscimento postumo della medaglia d'oro al merito civile conferitogli dal Presidente Azeglio Ciampi nel 2005.
FIORENZO MAGNI

Venne soprannominato 'il terzo uomo', proprio per la sua rivalità - anche se in tono minore - con Fausto Coppi e Gino Bartali. Vinse tre volte il Giro d'Italia (1948, 1951, 1955), ma a differenza di Coppi e Bartali non riuscì mai ad imporsi al Tour de France.

Di lui si ricorda un gesto epico, figlio di un ciclismo che non esiste più. Durante il Giro d'Italia del 1956, Magni corse stringendo in bocca una camera d'aria, dopo essersi fratturato una clavicola durante la corsa. Tra i denti stringeva un'estremità del tubolare, mentre l'altra era fissata al manubrio.


In questo modo potè diminuire lo sforzo richiesto alla spalla sinistra infortunata e sfogare il dolore suaffondando i denti. In quel Giro si classificò al secondo posto. Fu Commissario tecnico della Nazionale dal 1963 al 1966.

 
 

EDDIE MERCKX

Il belga, soprannominato 'il Cannibale', è considerato il più forte e completo ciclista di tutti i tempi. E' uno dei pochi che è riuscito nell'impresa di vincere le tre grandi corse a tappe (Giro d'Italia, Tour de France, Vuelta di Spagna) e per ben tre volte è riuscito a vincere nello stesso anno Giro e Tour.

Al Giro d'Italia si è imposto in 5 edizioni (1968, 1970, 1972, 1973, 1974) nelle quali visse una grande rivalità con Felice Gimondi e Gianbattista Baronchelli.


Merckx vinse 525 gare su strada su 1800 disputate, pari al 30% delle gare, che denota  una superiorità schiacciante distribuita in 17 anni di carriera agonistica. Fu anche campione signorile e rispettoso degli avversari, soprattutto nei confronti di Felice Gimondi, che accettò con dignità la superiorità del belga.

FELICE GIMONDI

E' uno dei più grandi ciclisti italiani più forti di tutti i tempi, che ha avuto anche una grande sfortuna: quella di di essere contemporaneo di Merckx.


Ha vinto tre volte il Giro d'Italia (1967, 1969, 1976) salendo in altre sei occasioni sul podio. E' uno dei 6 corridori ad aver vinto Giro, Tour e Vuelta, ma non gli riuscì mai una doppietta nella stessa stagione. Il bergamasco vinse anche numerose classiche di prestigio, come la 'Parigi-Roubaix', la 'Milano-Sanremo', il 'Giro di Lombardia' e tre medaglie mondiali: il bronzo nel 1970, l'argento nel 1971 e l'oro nel 1973.

Gimondi fu un grande scalatore, dotato tecnicamente e molto intelligente nello sferrare l'attacco nelle gare cruciali. Può vantare ben 141 corse vinte. Dagli anni '80 è stato un valido dirigente sportivo.


BERNARD HINAULT

Il corridore francese ha dominato la scena internazionale tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80. E' uno dei sei corridori della storia del ciclismo che ha vinto almeno una volta Giro d'Italia, Tour de France e Vuelta, ma è l'unico che può vantare almeno due successi per ognuna delle grandi corse a tappe.  Ha vinto per 3 volte il Giro d'Italia (1980, 1982, 1985).


Vinse anche un Mondiale nel 1980, una Parigi-Roubaix, 2 Giri di Lombardia e 3 Liegi-Bastogne-Liegi, per un totale di 216 vittoire in 12 anni di carriera.


Hinault iniziò a vincere pochi anni dopo l'epopea di corridori di primissimo livello, come Merckx e Felice Gimondi. Soprannominato 'il tasso', il transalpino ha vinto oltre 200 corse in carriera, che di fatto lo hanno consacrato come un dei migliori corridori di sempre. 

 





MARCO PANTANI

E' ancora oggi il corridore italiano più amato del ciclismo contemporaneo. Al Giro d'Italia riuscì ad imporsi una sola volta nel 1998, lo stesso anno in cui andò poi a vincere anche il Tour de France.


E' salito alla ribalta nel 1994 quando conquistò sulla strada i gradi di capitano della Carrera Jeans, dopo aver iniziato il Giro al servizio di Claudio Chiappucci. Le vittorie sui traguardi di Merano ed Aprica gli permisero di chiudere quell'edizione al secondo posto, alle spalle del russo Evgenij Berzin.


Dopo anni di incidenti e sfortune, nel 1998 finalmente riuscì a prendere parte al Giro in ottime condizioni di forma e a vincerlo chiudendo davanti a Pavel Tonkov. Nel 1999 Pantani tornò al Giro da grandissimo favorito, ma quando la vittoria era ormai scontata, andòà incontro ad una squalifica. Nel 2004 la tragica assurda morte.


VINCENZO NIBALI

E'  il corridore che ha raccolto l'eredità sportiva di Pantani, tornando a far entusiasmare gli appassionati di ciclismo italiani. La sua crescita è stata costante negli anni e a poco a poco si è inserito nell'annovero dei migliori ciclisti contemporanei.


Nibali ha vinto il suo primo ed unico Giro d'Italia nel 2013 dopo il secondo posto del 2011 ed il terzo del 2010. E' uno dei sei corridori della storia del ciclismo ad aver vinto almeno una volta Giro, Tour (2014) e Vuelta (2010).


Nel 2015 'lo squalo dello stretto' non ha preso parte al Giro d'Italia, ma si è concentrato sul Tour de France: "Nulla è impossibile e io sto già lavorando al meglio per la prossima stagione. Speriamo di partire subito bene e arrivare al top a luglio. Il Tour è di certo l'obiettivo principale ma non tralascerò altre corse importanti".