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Taxi, il 23 lo sciopero "preventivo"

Taxi, il 23 lo sciopero "preventivo"

I tassisti non vogliono aspettare. I provvedimenti di liberalizzazione del settore sono stati soltanto annunciati nelle intenzioni sulla base delle indicazioni (generiche) arrivate dall'Antitrust nei giorni scorsi, ma gran parte della categoria è già pronta allo scontro frontale ed annuncia un fitto calendario di proteste ed assemblee.

La decisione è arrivata oggi dopo una riunione che ha avuto luogo a Bologna: il prossimo 23 gennaio sarà sciopero nazionale dei tassisti con due "antipasti". Sabato una manifestazione/assemblea al Circo Massimo a Roma alle 12, sempre nella Capitale i "fuori turno" si riuniranno il 16 per un antipasto dello sciopero della settimana successiva.

Il timore è quello di replicare i tumulti già visti a Roma cinque anni fa quando i tassisti bloccarono la viabilità per protestare contro le liberalizzazioni all'epoca proposte dal ministro Bersani. Dopo un'estenuante mediazione, con i tassisti spalleggiati da alcuni partiti (Alleanza Nazionale in testa), le misure vennero ritirate.

Questa volta i conducenti dei taxi non vogliono rischiare, la protesta è "preventiva" visto che non si conoscono ancora dettagli di un'eventuale liberalizzazione del settore. Per il momento l'unica cosa già nota è la proposta di un meccanismo inedito di compensazione che prevederebbe una licenza gratuita per quanti ne possiedono già una, ma anche su questo punto ci sono perplessità.

La verità di fondo è che i tassisti non vogliono alcun aumento delle licenze, preoccupati di vedere ridotto il loro fatturato annuo. L'esempio è quello di Roma. Nonostante da più parti si lamenti un numero di vetture insufficienti per le esigenze di una capitale (meno di 8 mila, contro le 25 mila di Londra e le 17 mila di Parigi) per i tassisti anche gli esigui aumenti ottenuti dall'allora sindaco Veltroni accompagnati da cospicui adeguamenti tariffari hanno danneggiato la categoria.

A margine dell'assemblea bolognese bisogna c'è da registrare una defezione. La Confartigianato Taxi ha annunciato che non prenderà parte alle proteste. Il presidente, Fabio Parigi, ha dichiarato: "Comprendiamo e condividiamo le ragioni di apprensione di tutti i tassisti
italiani in vista degli annunciati provvedimenti governativi. Ma, in
mancanza di maggiori dettagli circa le decisioni del Governo,
Confartigianato Taxi non ritiene opportuno aderire a iniziative di
protesta e si prepara invece a costruire un positivo percorso di
proposta e di confronto con il Governo, così come avvenuto in analoghe
occasioni negli anni scorsi".

Si tratta di un'eccezione perché per il resto l'intera categoria sembra pronta ad una guerra preventiva al Governo Monti.