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Pronte le misure svuota carceri

Pronte le misure svuota carceri

Risolvere l'emergenza carceri, questo l'obiettivo del pacchetto di misure approvate dal Consiglio dei Ministri. Lo stesso ministro della giustizia Paola Severino ammette che non si tratta di soluzioni definitive, ma di un intervento tampone per dare respiro al sistema carcerario italiano ormai al collasso per via dell'endemico sovraffollamento.

I dati sono drammatici, l'effetto dell'indulto approvato dal parlamento nel 2006 (all'epoca con le sole eccezioni di IDV e Lega Nord) si è da tempo esaurito e la Severino ha aperto alla possibilità di un nuovo provvedimento sulla stessa falsariga, ma ha lasciato al parlamento la prerogativa di scegliere se intervenire o meno.

Intanto le misure approvate sono studiate per ridurre far uscire rapidamente dal carcere circa 3300 detenuti. L'obiettivo sarà facilmente raggiungibile grazie all'innalzamento a 18 mesi del limite entro il quale è consentito al giudice di disporre il trasferimento agli arresti domiciliari.

Sarà sempre più complicato riuscire a varcare le porte del carcere, anche per gli arrestati in flagranza di reato, riducendo il fenomeno delle cosiddette "porte girevoli". Oggi il tempo medio di attesa fra l'arresto e la decisione del giudice sulla custodia cautelare è di 5 giorni con l'obbligato passaggio dal carcere.

Sono circa 21 mila i detenuti che entrano ed escono dalle patrie galere in meno di una settimana: questo numero andrà fortemente ridotto evitando la "ritualità faticosa e umiliante del passaggio in carcere. Si tratta di una doverosa difesa sociale e dei diritti di chi viene arrestato".

Secondo la Severino la soluzione adottata permetterà al soggetto arrestato, limitatamente
"a reati di offensività limitata e contenuta e quindi non di allarme
sociale, vengano portati direttamente ai luoghi di custodia e nel giro
di 48 ore dal giudice che convaliderà l'arresto". In poco tempo l'arrestato saprà se dovrà finire in carcere, in libertà o agli arresti domiciliari.

L'annuncio del ministro ha provocato reazioni contrastanti all'interno della composita maggioranza parlamentare che sostiene il governo. Guido Crosetto e Alfredo Mantovano parlano di "provvedimenti inaccettabili" mentre la Lega sottolinea :"siamo di fronte ad un indulto mascherato".

Ancora più dura la nota diffusa da Filippi Ascierto, anche lui PDL, che ritiene le misure la dimostrazione di un pericoloso abbassamento "della guardia
nei confronti del crimine e sono uno schiaffo all'impegno delle forze
dell'Ordine che già adesso è oltre il limite"

Al contrario il PD appare soddisfatto: "Apprezziamo innanzitutto l'approccio innovativo imperniato
prevalentemente su un uso più esteso delle misure alternative alla
detenzione, sull'indirizzo di depenalizzare quei reati che non
rappresentano grave allarme sociale e sul principio di maggiore garanzia
e legalità nell'uso della custodia cautelare".

Si annuncia battaglia in parlamento.