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Istat conferma, Italia in recessione

Istat conferma, Italia in recessione


Istat conferma: Italia in recessione. Nel quarto trimestre 2011 il Pil è diminuito dello 0,7% sul trimestre precedente e
dello 0,5% rispetto al quarto trimestre 2010. Bene l'agricoltura, male l'industria, stazionari i servizi. Nello stesso arco temporale come è andato il resto del mondo? Bene gli Stati Uniti, + 0,7%, diminuzione dello 0,2% nel Regno
Unito e dello 0,6% in Giappone. Sempre in base ai dati Istat in Italia la crescita acquisita per il 2012 è a -0,6%.

Il 2012 sarà quindi un anno di recessione. Ma che cos'è la recessione? Si parla di recessione quando il Pil diminuisce per due trimestri consecutivi. Le conseguenze sulla vita di tutti i giorni sono una diminuzione della produzione industriale, che porta a una crisi del settore. Crisi che a sua volta porta a ristrutturazioni industriali: che a loro volta si traducono in una spesa per lo Stato, che deve investire in ammortizzatori sociali. Proprio quando ha meno denaro per pagarli.

In recessione tendenzialmente aumenta la disoccupazione: e di nuovo, in Italia non si tratta di una novità. Certo, secondo gli ultimi dati l'Italia non è ancora messa male come la Spagna, dove secondo dati OCSE diramati nella giornata di ieri il tasso di disoccupazione è arrivato al 22,9%. Dalle nostre parti è arrivato all'8,9% nel mese di dicembre, ed è in salita. Peggio di noi Portogallo al
13,6% e Irlanda al 14,5%, ma restando nell'Eurzona se la passano meglio Austria al 4,1%, Germania al 5,5%.

Tutto questo in un periodo di austerity e di cinghia da tirare per buona parte degli italiani. Non una buona notizia quindi, ma neanche una novità l'annuncio di oggi di Istat. Una recessione, quella italiana, prevista oltre che dall'OCSE anche già nell'ultimo trimestre del 2011 dal Fondo Monetario Internazionale. Una recessione che non dovrebbe allentare la morsa prima del 2013.