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Berlusconi punta su Napolitano per scavalcare Bersani


di Gianluca Roselli

"Stiamo aspettando che Bersani si stufi di prendere schiaffi dai grillini e da Napolitano”. Il Pdl sta alla finestra. Attende. Da una parte continua a mandare segnali al Partito democratico. Dall’altra guarda con speranza al presidente della Repubblica. L’asse con Giorgio Napolitano in questa fase viene considerato decisivo dal partito di Silvio Berlusconi. E a via dell’Umiltà si studiano con attenzione i segnali che arrivano dal Colle. “Napolitano ha fatto capire che non darà mai l’incarico a Bersani per un governo di minoranza. A questo punto il pallino sta al Pd. Noi siamo disponibili a partecipare a un governo del presidente”, spiegano dal Pdl.
Silvio Berlusconi, nel frattempo, non parla. Martedì vedrà gli eletti lombardi a Lesmo. In compenso fa parlare i suoi. E le interviste, come quelle di Renato Brunetta, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello, vanno tutte nella stessa direzione: disponibilità al dialogo per mettere in piedi un esecutivo con tutte le forze politiche responsabili (Pd-Pdl-montiani, in pratica la stessa maggioranza del Professore), escludendo di fatto i grillini e, forse, la Lega. Una maggioranza che dovrà eleggere il nuovo capo dello Stato. Fare la legge elettorale. E andare avanti per almeno un anno su un programma condiviso di riforme. “Bersani deve stare attento: se esclude il Pdl è un golpe. Mentre qui occorre un governo di scopo Pd-Pdl che faccia la grande riforma dello Stato e quella della politica. Questa è l’unica risposta che si può dare a Beppe Grillo”, spiega al Giornale Gaetano Quagliariello. “I democratici devono seguire le indicazioni di Napolitano. Andare al voto ora non serve. Bersani esca dal vicolo cieco dove si è cacciato e discutiamo insieme delle riforme e del nome del nuovo capo dello Stato”, gli fa eco Maurizio Lupi. “Insistendo nel seguire i grillini Bersani rischia di provocare una grave rottura politica e istituzionale”, dice Fabrizio Cicchitto. E anche Alfano su Twitter rilancia: “E’ vero, la prima parola tocca al Pd, ma vedano di non far sbattere il Paese contro un muro”.
Il Cavaliere, dunque, sta alla finestra. E si gode lo spettacolo nel vedere le mille difficoltà di cui è preda il leader dei democrats. Il capo del centrodestra l'ha visto che domenica sera, intervistato in tv da Fabio Fazio. “Bersani non sa che pesci pigliare. Fa quasi pena. Continua a ripetere le stesse cose. Non ha ancora capito che i grillini non gli daranno retta. Noi confidiamo in Napolitano, che ha il polso della situazione molto più dei suoi ex compagni di partito. Se Bersani non ci sente, il nostro interlocutore sarà solo il presidente della Repubblica”, afferma il deputato rieletto del Pdl Sergio Pizzolante.
Nonostante la chiusura di Bersani, però, i contatti tra i due partiti continuano. “Nel Pd molti non condividono la linea del segretario e sono pronti a discutere con noi su un governo del presidente”, aggiunge Pizzolante. Asse con Napolitano, dunque. Per arrivare alla formazione di un esecutivo guidato da una personalità che non dispiaccia al Cav. Come il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, per esempio. O Fabrizio Saccomanni. 
Ma Berlusconi vuole precise garanzie. “Non hanno vinto le elezioni, quindi non si possono prendere tutto”, va ripetendo il Cav ai suoi. Una delle tre cariche (capo dello Stato, presidente della Camera e del Senato), quindi, secondo i berluscones, deve andare al centrodestra. Il bersaglio grosso del Cavaliere è il Quirinale, dove vorrebbe piazzare Gianni Letta. Ma è pronto ad “accontentarsi” della presidenza del Senato. Con Renato Schifani. Lasciando Montecitorio al Pd (in pole position Dario Franceschini). La strada indicata dal Pdl è lineare: accordo con il Pd per comporre il mosaico dell’arco istituzionale, un governo politico con un programma di riforme e intesa per l’elezione del nuovo capo dello Stato. Un percorso che sembra condiviso anche da Napolitano. Che in questo momento è il miglior alleato di Berlusconi per mettere alle corde Bersani.