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Genova, agguato a dirigente Ansaldo

Genova, agguato a dirigente Ansaldo

Attentato questa mattina a Genova, nei confronti del dirigente Ansaldo Roberto Adinolfi, 59 anni. Un uomo con il volto coperto da un casco ha esploso tre colpi di pistola mandandone a segno uno, poco sotto un ginocchio di Adinolfi, che era appena uscito di casa insieme al figlio 20enne.

L'autore dell'agguato è subito scappato a bordo di uno scooter, guidato da un complice anche lui impossibile da identificare a causa del casco integrale. L'amministratore di Ansaldo Nucleare è stato trasportato all'ospedale San Martino dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico che, secondo i medici, gli permetterà di recuperare al 100%.

Gli investigatori, come sempre accade nelle prime ore successive a atti di questo tipo, tengono tutte le piste aperte. Si cercano i bossoli dei proiettili, sparati sembra con una pistola semi automatica. Per il momento non è arrivata nessuna rivendicazione e anche nel caso ne fossero recapitate, dovrebbero passare il vaglio degli inquirenti per essere reputate credibili o meno.

Per le modalità dell'azione violenta la matrice eversiva sembra quella più probabile. Non è sfuggito a nessuno che il modus operandi ricorda da vicino le azioni dei brigatisti degli anni di piombo. Alcuni ipotizzano una pista anarchica, a causa di alcuni scritti circolati sul web nei mesi scorsi, che invitavano a elevare il livello dello scontro sociale. Ma, va detto, gli "anarchici" sono stati molto spesso i primi a essere accusati di molti fatti di sangue, nella storia del nostro Paese e solo indagini più approfondite potranno avvalorare questa tesi.

Unanime è arrivata la condanna dell'attentato da parte della politica e del mondo dell'industria, per bocca del ministro Elsa Fornero, del segretario del PD Pierluigi Bersani, del presidente di SEL Nichi Vendola e del direttore generale di Finmeccanica, a cui fa capo Ansaldo, Alessandro Pansa.