#smartcities360 tour

Una XL1 in Giro per l'Europa

Il team di BlogoMotori e lo staff di Autoblog vi invitano per uno Smart Cities Tour in Europa alla ricerca della città perfetta: vivibile, ecosostenibile, tecnologica, accogliente e pulita. In una parola sola la città più #Smart di tutte. Un viaggio in cui ci siamo messi al volante di una vettura unica e rappresentativa in termini di tecnologia ed efficienza, una vettura al 100% smart, divertente e intelligente: la Volkswagen XL1

Scortati da una Sharan e supportati da una nuova Tiguan con la Volkswagen XL1 abbiamo attraversato cinque nazioni per oltre 10.000 km, per raccontarvi e mostrarvi con i nostri occhi il mondo delle Smart Cities. Un Tour europeo che ha fatto tappa nelle cinque città del Nord Europa più in linea con i principi green di mobilità, ambiente, efficienza energetica e qualità della vita: Liegi, Amsterdam, Amburgo, Copenaghen e Stoccolma. 

Scopri: #smartcities360: il giro d'Europa a 360 gradi

"Bisogna credere per forza che l'uomo abbia voluto vivere in società, dato che la società esiste; però, da quando esiste, l'uomo usa buona parte della sua energia e della sua astuzia per lottare contro di essa". (Georges Simenon)

Prima Tappa: Liegi città Smart, Sostenibile e Socievole

La prima tappa del nostro viaggio è Liegi, famosa non solo per la mitica corsa ciclistica Liegi-Bastogne-Liegi tanto cara a Vincenzo Nibali, o per aver dato i natali al creatore del Commissario Maigret, ma perché capitale economica della Vallonia, capoluogo e polo d’attrazione turistico, nonchè snodo cruciale per la logistica con il terzo porto in Europa.

Negli ultimi anni Liegi sta raccogliendo i frutti degli investimenti avviati per la conversione del vecchio polo siderurgico, con opere realizzate per rendere sempre più ospitale ed efficiente la vita al suo interno.

Scopri: Liegi, la città ardente

Nel suo hinterland troviamo eccellenze legate a svariati settori come aeronautica, metallurgia, meccanica, spazio, biotecnologie, tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

E’ proprio qui che ha sede lo Smart City Institute, un istituto accademico dedicato alla tematica delle città smart, che si basa su una partnership tra diverse società private di ricerca, l’Università di Liegi e la sua scuola di management. Qui, con un approccio multidisciplinare, si studiano quindi soluzioni per le città del futuro dove vivere meglio nel rispetto dell’ambiente, ma non solo.

Liegi e la Vallonia hanno creato un polo di competitività dedicato alle tecnologie dell’ambiente, della chimica verde e dei materiali sostenibili: parliamo di Greenwin, che riunisce più di novanta aziende, centri universitari e centri di ricerca del settore e impiega circa 16.000 persone, e di Tweed, un cluster specializzato nei settori dell’energia, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile.

Liegi oggi conta circa 200 mila abitanti, che salgono a 600 mila, considerando l’intera area metropolitana, un numero in continua crescita. A Liegi c’è anche una delle più numerose comunità italiane in Belgio con circa 60 mila abitanti italiani o di origine italiana tra città e provincia.

Negli ultimi 15 anni le autorità regionali hanno investito molto nella città e si iniziano a raccogliere i frutti. Di recente sono state inaugurate tre nuove grandi infrastrutture: il museo pinacoteca Grand Curtius, il complesso culturale e commerciale Médiacité e la futuristica stazione per l’alta velocità Liège-Guillemins, firmata dall'architetto Santiago Calatrava.

La stazione è una vera opera d'arte: una costruzione scultorea imponente e maestosa, ma leggera e trasparente: una sorta di cattedrale della luce. Diversi progetti sono in corso, come la trasformazione del Théâtre de la Place in Centro europeo della creazione teatrale e coreografica, la trasformazione del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea in Centro d’arte internazionale e il ritorno del tram.

Liegi è un calderone di idee, iniziative, proposte, soluzioni e progetti volti a renderla una città dalle 3S: Smart, Sostenibile e Socievole. Una città smart, e intelligente, non solo dal punto di vista della mobilità ma anche in termini di risparmio energetico. Lo scopo di Liegi è infatti quella di diventare la capitale belga di veicoli elettrici entro il 2020 con il piano Liege Elettricità

Di cosa si tratta? Di un progetto efficace che si prefigge lo scopo di operare in materia di abbattimento dell’inquinamento, con parcheggi extra urbani e accesso alla città ecosostenibile. Non solo teorie, ma pratiche, che partono dal basso, come il servizio di bike sharing elettriche che la città offre ai residenti.

Liegi mette le sue bici a disposizione del turista, per offrirgli una visita ecologica e particolare del centro storico, nel pieno rispetto dei suoi monumenti e dell’ambiente, preservando dall’inquinamento la bellezza e la storia dei suoi edifici e palazzi. Tra questi, c’è sicuramente il Palazzo dei Principi-Vescovi di Liegi, ma anche la maestosa Cattedrale di San Paolo, in stile gotico, e tanti altri e affascinanti monumenti e case private che arricchiscono il cuore della città.

La bicicletta si lega a questa città da sempre: basta nominare la Liegi-Bastogne-Liegi, storica linea di ciclismo su strada, anche se non bisogna per forza essere dei campioni dell’agonismo per pedalare in giro per la città. Basta mettersi in sella e raggiungere uno degli splendidi parchi cittadini, oppure seguire il Mosa, storico fiume che attraversa la città.

Il centro storico è una perla di arte e monumenti, con i suoi musei e la sua piazza centrale, dove al centro sorge il Perron, fontana ottagonale, da sempre simbolo della città e della libertà che l’ha sempre caratterizzata. Superato il centro storico, non dimenticate di fare una tappa all’Acquario, famoso in tutto il Belgio: qui si trovano circa 50 ambienti naturali acquatici e tante specie marine particolari e affascinanti. 

Il centro storico di Liegi vi sembrerà una location nota, soprattutto se siete amanti del giallo o del noir: è qui che infatti Georges Simenon ha ambientato molti dei suoi romanzi, con l’immancabile ispettore Maigret, protagonista celebre di ogni sua storia.

Per il suo ricchissimo patrimonio architettonico e culturale che vanta ben 391 edifici protetti, Liegi è stata sempre definita l’Atene del Nord, ma anche “la città ardente” per via dei numerosi saccheggi, incendi e ricostruzioni subiti nel corso della sua storia.

Sulla Place Saint-Lambert sorgeva una delle Cattedrali più imponenti del Nord Europa, demolita nel 1793. Da non perdere la visita all’Archéoforum, il sito archeologico più grande d’Europa, proprio sotto la piazza dove sono esposti i ritrovamenti degli scavi iniziati nel 1907. Il percorso nel sottosuolo è insolito e affascinante e la visita guidata si svolge in uno spazio multimediale a dir poco spettacolare.

Domina la Place Saint-Lambert il Palazzo dei Principi - Vescovi di Liegi,  ricostruito nel 1536 in seguito ai numerosi saccheggi. Oggi sede del Tribunale, si può visitare il primo cortile e il suo portico a colonne, una diversa dall’altra su ogni lato e con una grande varietà di motivi nei capitelli e nei basamenti.

La Collegiata San Bartolomeo e Fonti Battesimali è il più antico edificio religioso di Liegi. Consacrata nel 1015, fra i più rari esempi dello stile romanico, è in pietra arenaria con eleganti campanili a losanghe, mentre nel ‘700 fu aggiunto il portico neoclassico. Al suo interno si trova il fonte battesimale più famoso di tutto il Belgio, realizzato nel XII secolo da Renier de Huy, in ottone scolpito.

E se avete fame, fermatevi in una delle tante tipiche pasticcerie e forni di Liegi e degustate la Cialda de Liege, delizioso dolce caratteristico della città.  

Essendo un centro universitario, a Liegi non manca il divertimento, con i locali e la vita notturna: molti studenti la considerano una delle città più festaiole di tutto il Belgio, dove incontrare e conoscere persone provenienti da ogni parte del mondo e condividere esperienze, cultura e giovialità, concentrata principalmente nella piazza centrale, Place du Marché o nel Carrè, amato soprattutto dagli studenti del Programma Erasmus. Qui, tra un boccale di birra e un cono di fritès, le tipiche patatine belghe, ci si conosce e ci si arricchisce di culture altrui, in una visione cosmopolita del mondo di cui Liegi è un piccolo microcosmo.

"Alcuni turisti pensano che Amsterdam sia la città del peccato, ma in realtà è la città della libertà e nella libertà la maggior parte delle persone vede il peccato". (John Green, Colpa delle stelle)

Seconda Tappa: Amsterdam, non solo biciclette

Amsterdam, da sempre una delle città più all’avanguardia al mondo nel campo dei diritti civili, da qualche anno vanta primati anche nell'eco-sostenibilità e nel rispetto ambientale: non solo l’utilizzo di bici al posto delle auto, ma anche alti tassi di riciclaggio, tanti spazi verdi, ristoranti etici ed ecologici, per vivere e mangiare in modo responsabile.

Smart e Green: due aggettivi che calzano a pennello alla cittò, che da alcuni anni si sta facendo spazio nel panorama mondiale della eco-sostenibilità grazie a progetti e politiche lungimiranti. Ad esempio, venticinque anni fa è stata la prima città in europa ad essere collegata a internet, nonché una delle prime a puntare sulla fibra. 

Scopri: ​Amsterdam, la città ecosostenibile

Amsterdam è una città che lavora, si muove e produce passeggiando in punta di piedi sull'ambiente che la ospita e guarda al futuro con progetti ambiziosi, soprattutto dal punto di vista della mobilità sostenibile. La città conta 600.000 biciclette su 755.605 abitanti e il 90% delle strade sono bicycle friendly. Entro il 2025 si vuole ridurre del 40% le emissioni di co2 in rapporto al 1990 e del 75% entro il 2040. Allo scadere del quarto decennio del secolo Amsterdam prevede che quasi tutti i km del circuito urbano saranno percorsi con auto alimentate da energia pulita proveniente dai mulini a vento, da pannelli solari o dalla biomassa. E le amministrazioni vanno incontro ai cittadini con aiuti economici sia sull'acquisto di auto e scooter elettrici, sia sul pieno di "energia" gratuito alle colonnine di rifornimento.

The sustainable agenda prevede l'azzeramento o quasi delle emissioni entro il 2025: le tappe comprendono una low emission zone per gli scooter, da estendere ai veicoli commerciali e a taxi e bus.  Un progetto che procede a un ritmo serrato con la produzione di circa 25 nuove stazioni di ricarica al mese! L’obiettivo è di arrivare a 4.000 punti di ricarica nel 2018!

Sono previsti circa 10.000 euro di finanziamenti per ogni auto o van a emissioni zero, metà riconosciuti dalla città e metà dal governo. Ad oggi sono circa 500 taxi completamente elettrici, ma non solo su strada anche sull’acqua. Infatti, il progetto che prevede di elettrificare tutta la mobilità, comprende anche le barche!

Voglia di qualcosa di buono? L’aringa è la specialità di Amsterdam: in ogni angolo della città troverete un haringhandels (bancarella di aringhe) dove provare il delizioso pesce, rigorosamente crudo, oppure broodje haring, in un sandwich con cipollotti e cetriolini sottaceto. 

Se il pesce non è di vostro gusto, buttatevi su qualcosa di più sfizioso e tipico, come le Bitterballen, polpettine di carne da accompagnare con dell’ottima birra belga, oppure  patatje oorlog, patatine fritte condite con ogni tipo di salsa. Per gli amanti del dolce c’è il Tompouce, un dolcetto di pasta sfoglia ripieno di crema con uno strato di glassa rosa o arancio, distribuito in occasione dei festeggiamenti del Giorno del Re.

Una volta rifocillati, siete pronti per girare la città. Dalle piazze, come Piazza Dam, costruita sulla prima diga sull'Amstel e centro per antonomasia della città, su cui si affaccia anche il Palazzo Reale, alle chiese, alla casa di Anna Frank, oggi un museo in memoria degli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

E poi ci sono i musei:  il Rijksmuseum, con la più grande collezione di opere d'arte dell'arte fiamminga; il Van Gogh Museum e lo Stedelijk Museum, per gli amanti dell’arte moderna e contemporanea. Senza dimenticare il Museo Storico Cittadino, il Museo Ebraico, il Museo Nautico, il Museo Antropologico e Tropicale, il Museo della Resistenza, l'Allard Pierson Museum e il Museo delle cere di Madame Tussauds.

Ma non solo arte. Investimenti importanti  non mancano anche nell’edilizia. Di recente realizzazione è il quartiere sostenibile Zuidas. Destinato ad uffici e residenze, occupa 2,5 kmq di territorio e verrà portato a termine nel 2023. Una larga strada taglia l’area, in cui risaltano palazzi e grattacieli. Lo Zuidas si costruisce in altezza, perché possano sorgere ai suoi piedi il parco Vivaldi, ampie aree verdi e spazi pubblici. 

Una problematica da sempre presente, in una città attraversata da decine di canali, è quella di canalizzare il traffico. E qui sta la sorpresa: se le strade non si vedono, non significa che non ci siano. Le principali infrastrutture di trasporto sono interrate: sette tunnel sotterranei, 1,2 km di percorsi. Cinque di questi nati per la rete ferroviaria e metropolitana.

"Amburgo è anche una città intellettuale, dove si vive di letteratura e musica, una città direi all'avanguardia, particolarmente per queste espressioni dell'arte". (Ester Dinacci)

Terza Tappa: Amburgo, la città più green della Germania

Una grande città può essere sostenibile? Amburgo è una di queste. Con i suoi 1,8 milioni di residenti la città è il secondo comune più popoloso della Germania e l'ottavo dell'intera UE. Grande metropoli a vocazione industriale e portuale è riuscita a diventare in vent'anni un esempio di sostenibilità riconosciuto a livello mondiale e premiato dalla Commissione europea con l'European Green Capital Award 2011.

E muoversi ad Amburgo è davvero un gioco da ragazzi. Perché la città da qualche anno punta tutto sulla qualità dei servizi e della vita, investendo nella mobilità sostenibile, nell’efficienza dei trasporti, nella produzione di energia rinnovabile e nella partecipazione dei cittadini alle decisioni comunali.


All'inizio degli anni '90, il tessuto urbano e la qualità ambientale erano quelli tipici di un grande centro industriale. La sfida più impegnativa era rappresentata dal rapido sviluppo del porto e proprio nella gestione dell'area portuale che si possono trovare i princìpi strategici della municipalità amburghese. L'amministrazione pubblica ha deciso di non aumentarne l'estensione geografica, bensì di puntare sull'efficienza energetica e sulla riqualificazione dell'esistente.

Questa scelta coraggiosa mette in luce una riflessione sul futuro urbano incentrata non soltanto sulle potenzialità produttive ma anche sui limiti del territorio. 

L'obiettivo principale è quello di ridurre le emissioni di CO2. Gli interventi più rilevanti hanno riguardato proprio il porto. Alcuni esempi: il sistema Container Taxi (una flotta di chiatte fluviali ognuna delle quali rimpiazza 60 autocarri) e il programma Green Shipping, che riduce le tasse portuali per le navi eco-friendly.

Nella stessa direzione eco-sostenibile vanno i progetti di miglioramento del trasporto pubblico che vanno da modernizzare il sistema di autobus al potenziamento del servizio di bike sharing. E' diventata una regione sempre più green che consente all'89% degli amburghesi di vivere ad un raggio di 300 metri da un'area verde.

Un progetto su tutti è stato certamente la realizzazione dell'HafenCity, il più grande progetto di rigenerazione urbana d'Europa (157 ettari, prima destinati alle attività portuali). Oggi l’HafenCity è un nuovo quartiere con edifici efficienti, dotati di pannelli fotovoltaici e piccole turbine eoliche e dove si è scommesso sulla mobilità sostenibile.

Ecco allora piste ciclabili, stazioni per il bike sharing e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. Verde pubblico, mobilità lenta, riduzione dei consumi, rinnovabili, efficienza energetica. Ecco quella che si definisce una smart city.

Amburgo ha fissato obiettivi ambiziosi di protezione del clima, come la riduzione delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2020 e dell'80% entro il 2050. Le emissioni di CO2 a persona sono stati ridotti di circa il 15% rispetto al 1990, con annua un risparmio energetico di circa 46.000 MWh, un risultato importante per un grande città. 

Ma la città tedesca è finita sotto i riflettori anche per il progetto Green Network, ovvero una rete di piste ciclabili che collegherà l’intera città. Entro il 2034 Amburgo prevede di dire addio alle auto e impedire ai veicoli a motore di arrivare in centro.  Nel giro di 15 o 20 anni sarà possibile girare per la città esclusivamente in bici o a piedi.

Nel frattempo approfittate dei servizi e delle infrastrutture che la città vi offre. Partiamo ad esempio dai laghi dell'Alster, due laghi circondati da parchi, luogo preferito in estate dagli amburghesi. Un’oasi di pace dove fare sport o bersi una birra ghiacciata nel bel mezzo della città. 

Oppure una passeggiata romantica al Porto di Altona, punto nevralgico della città e principale centro economico. Qui potrete vedere dal vivo l’attività frenetica del mercato del pesce e cercare dei locali dove mangiare a prezzi economici. Non vi piace il pesce? Beh, allora lanciatevi sulla carne: sapevate che l’hamburger, tipico piatto americano, è in realtà nato qui? Ebbene sì, la mitica polpettona di carne è stata creata qui, nel lontano 1891, da un signore di nome Otto Kuasw.

Se amate il calcio, non perdetevi un incontro della famosa squadra di Amburgo, il St. Pauli, nota al mondo per la sua bandiera con teschio e ossa incrociate.  

Un giro nel cuore della città, nel suo centro storico così pittoresco, con i suoi edifici antichi, oppure un tour dei musei nella zona dei magazzini, con i suoi tipici edifici in mattoncini rossi di laterizio. Rosso, come il quartiere di Reeperbhan, principale attrazione turistica della città, con locali erotici e signorine succinte alla finestra, ma anche tanti locali dove bere, mangiare e divertirsi. E ancora shopping, cultura, eventi, musica, teatro e tutto quello che una città può offrire a chi sa che la Germania non è solo Berlino e il Muro.

Il design della Volkswagen XL1

La XL1 ci presenta il futuro oggi, fatto di coefficienti di resistenza aerodinamica bassissimi, materiali estremamente performanti e leggeri e mai a discapito della sicurezza dei due passeggeri inseriti in una solida cellula realizzata in fibra di carbonio, una monoscocca dal peso piuma di 230 kg realizzata con la nuova tecnica aRTM.

Scopri: il design della XL1
La Volkswagen LX1, infatti, pesa appena 795 kg, di cui 227 kg per il propulsore inclusa la batteria, 153 kg per il telaio e 230 kg per la carrozzeria compresa di porte, parabrezza con tecnologia a vetro sottile e monoscocca in carbonio. I due i posti offrono l'opportunità di accorciare le dimensioni e quindi i pesi complessivi che la caratterizzano.
Un telaio che pesa appena 153 kg accoglie batterie ad alta efficienza, un propulsore elettrico che eroga 27 CV di potenza e un motore bicilindrico Diesel 800 cc da 48 CV uniti in un sistema ibrido plug-in che garantisce al veicolo percorrenze record fino a quasi 100km con un litro di carburante e 50km in full electric.
Poche linee riescono a completare il disegno di muso e fiancate del veicolo che, per evidenti questioni aerodinamiche, è caratterizzato da una coda drasticamente tronca Kamm Tail style. Una coda stilisticamente risolta da un semplice e lineare gruppo ottico a led orizzontale che dal colmo dello spoiler lateralmente scende verso il basso delle fiancate.
Anche il muso è tagliato orizzontalmente da una lineare placca chiusa in materiale plastico che ricorda una calandra e continua diventando prima faro, poi indicatore di direzione per poi scendere e creare due C fatte di luce a led rivolte di nuovo verso il centro che conferiscono alla XL1 uno sguardo meno sterile e più personale, accattivante e sobriamente aggressivo.
Ogni estrusione e scalino è stato smussato o eliminato a favore di una superficie continua che agevola il passaggio dei fluidi e lascia scivolare l'aria in una soluzione aerodinamica e senza ostacoli. Anteriormente una timida venatura ricorda la presenza di un paraurti in tinta con la carrozzeria mentre posteriormente lascia spazio a un estrattore che agevola l'uscita dell'aria.
La copertura delle ruote posteriori assume un'indiscutibile valenza aerodinamica e i pneumatici molto stretti limitano gli attriti. L'auto appare quasi come un fuori scala, più piccola di quanto ci si potrebbe aspettare considerando che è lunga 3.888 m, larga 1.665 m, più corta di una Polo, più bassa di una Porsche Boxster e vanta emissioni di CO2 di appena 21 g/km.
Una venatura corre orizzontalmente lungo il basso della fiancate e curva improvvisamente verso la base del battistrada posteriore rompendo con eleganza la monotonia del volume che compone la fiancata, donando rigidezza alle superfici degli sportelli e sottolineando il volume di un robusto longherone.  
Una linea tangente al parafango anteriore delinea il volume laterale dell'auto correndo lungo tutta la fiancata mentre due semplici placche in tinta con il resto della carrozzeria nascondono le maniglie a scomparsa degli sportelli che si aprono ad ali di gabbiano, a vantaggio di un più agevole accesso nell'abitacolo, e donano alla XL1 un aspetto futuristicamente retrò.
Inutile cercare gli specchietti retrovisori. Inserite negli sportelli all'interno di piccoli telai, che fingono di essere uno sfogo per l'aria, troveremo due microcamere che trasferiscono l'immagine ripresa in due monitor lcd incastonati nella parte interna delle portiere. Nell'abitacolo si ha la sensazione di immergersi in una seduta ergonomica e avvolgente.
La fluidità delle linee della XL1 affonda le radici nell'eredità di una tradizione del design di cui Volkswagen è gelosa, una scelta stilistica riconoscibile in quell'essenzialità che ha fatto di alcuni oggetti delle vere e proprie iconiche opere d'arte caratterizzate da un classico equilibrio che le ha rese eterne e mai scontate, sempre attuali, efficaci ed amate. 
Un modello di auto che punta alla sostenibilità. Con una velocità massima autolimitata di 160 km/h e un'autonomia complessiva dei due motori pari a 550 km, la Volkswagen ancora una volta dichiara apertamente di esserci con un'auto che mostra ufficialmente in quale direzione stia puntando il futuro scelto dalla casa tedesca.

"Il massimo riconoscimento il parco di Tivoli l'ha ricevuto da Walt Disney, durante un suo viaggio in Danimarca. Dopo aver visitato i giardini dichiarò: «Credevo che Disneyland fosse unica al mondo, invece ora ho visto l'originale.»". (James Stewart-Gordon)

Quarta Tappa: Copenaghen, felicemente ecosostenibile

Siete a Copenaghen e vi sentite di buonumore? Niente di insolito, siete infatti capitati in quella che viene definita come la città più felice d’Europa. Felicità legata al tenore di vita dei suoi abitanti, uno dei migliori al mondo, con un tasso di soddisfazione che raggiunge il 97 per cento.

Cosa li rende così felici? Il fatto di essere “coccolati” e “viziati” di tutto: stiamo parlando di trasporti, di un Welfare presente ed efficace, di servizi efficienti, di sostenibilità e di un’attenzione al cittadino e alle sue esigenze, dalla A alla Z. Certo, ogni cosa ha il suo costo, ma gli abitanti di Copenaghen sono ben lieti di pagare un po’ di più se in cambio viene garantita una vita serena, sana e senza stress.

Scopri: ​Copenaghen, la città a misura di bambino

A Copenaghen l’ambiente è vero un affare di stato. La Danimarca è stata la prima nazione al mondo che ha promosso una legislazione ambientalista e da quel momento l’ecologia e l’ambiente hanno giocato un ruolo fondamentale nella pianificazione cittadina. Da oltre 20 anni, ogni progetto, ogni costruzione, è stata pensata in relazione all’impatto ambientale. 

Copenhagen offre ai suoi abitanti vivibilità a partire dagli spazi urbani, lo fa mantenendo e promuovendo una politica ambientale decisa a raggiungere obiettivi chiari, come la riduzione radicale delle emissioni di CO2. La città è impegnata a creare infrastrutture che migliorano la viabilità e la sicurezza sia a piedi che in bicicletta, ha modernizzato il sistema delle acque reflue e ha avviato sistemi alternativi e rinnovabili per i fabbisogni energetici.

Mobilità elettrica, piste ciclabili e bike sharing gratuiti, edifici green,  e l'energia rinnovabile come fonte primaria, utilizzata anche per alimentare il Tivoli, il parco giochi più antico al mondo. Ma anche gli hotel sono costruiti con materiali ecosostenibili, gli ostelli con arredi di seconda mano e i bar che producono birra a impatto zero. Se c’è una capitale verde, in Europa, quella è Copenhagen. Una città che ha fatto dell’attenzione all’ecologia il suo punto di forza, tanto da vincere, l’European Green Capital 2014

Ad oggi la metà dei suoi abitanti va al lavoro in bicicletta ed entro il 2025, sarà "carbon neutral" ovvero priva di emissioni di carbonio. E’ qui che sono nati i più grandi progetti realizzati per tutelare l’ambiente contrastare i cambiamenti climatici, o più semplicemente rendere più vivibile e sostenibile la città.

Con oltre 350 chilometri di piste ciclabili e un bike sharing attivo dal 1995, Copenaghen è la vera capitale delle due ruote, eletta due volte come miglior città al mondo per le biciclette.

Ma il primo messaggio della sensibilità verso l’ambiente di questa città arriva ancora prima di entrare a Copenaghen quando sulla strada si incrociano decine di turbine eoliche marine che testimoniano la volontà della Danimarca di liberarsi delle fonti fossili. Un progetto ambizioso ma già in uno stato avanzato, tanto che grazie all’eolico in alcuni mesi del 2015 il vento è arrivato a coprire anche il 140% della domanda di energia, garantendo completamente il fabbisogno elettrico nazionale.

Il Middelgrunden,  è il celebre impianto eolico off-shore dello stretto di Oresund al largo di Copenaghen, vera “case history” nel campo dell’energia eolica: lungo complessivamente 3,4 km, l’impianto comprende 20 turbine eoliche, per una potenza complessiva di 40 MW.

E i trasporti pubblici? Bus e Metro dal 1998 hanno una rete completamente automatizzata, in funzione 24 ore al giorno, con 22 stazioni e che collega in 20 minuti la città all’aeroporto. La Metro di Copenhagen è stata premiata con il “World’s best Metro 2008” e con il “World’s best driverless Metro 2009”.

La zona del porto è stata ristrutturata e restaurata con ingenti investimenti per renderla il più pulita possibile. Al porto puoi nuotare e goderti alcune delle acque migliori d’Europa. In estate la zona balneabile di Island Brygge, famosa per il caratteristico design, è un luogo molto popolare.

L'adattamento ai cambiamenti climatici e lo sviluppo di un polo di attrazione della città diventano due facce della stessa medaglia. Un esempio è la Città delle Nazioni Unite, che si trova su un’isola artificiale, nel quartiere di Marmormolen, ed è un edificio “green” che ospita l’ONU con sede in Danimarca. Il tetto è interamente rivestito da materiali di origine vegetale, sul quale è posizionato un impianto a pannelli solari che produce ben 297.000 kWh/anno. L’edificio ha ottenuto la certificazione LEED.

Copenaghen è soprattutto a misura di bambino. Girare con i vostri piccoli su due ruote sarà un’esperienza indimenticabile e poco faticosa: le principali attrazioni sono nella zona centrale. Inoltre le attività dedicate ai più piccoli sono tantissime e per tutti i gusti e le età.

​Come i Giardini di Tivoli, attrazione principale della città: lo storico parco di divertimenti (realizzato nel 1843) sorge in un’immensa oasi verde all'interno del centro cittadino e rispetta  al 100% l’ecosistema dell’area. I giardini di Tivoli continuano ad evolversi senza abbandonare le tradizioni e l’atmosfera che li contraddistinguono. Il loro fondatore, Georg Carstensen, nel 1844 disse infatti: “Tivoli non sarà mai terminato”.

Ma l’attrazione centrale di Copenhagen è sicuramente Nyhavn, l’antico porto della città. Con i suoi canali, le casette coloratissime, i locali e i caffè, è la zona più turistica della città, anche perché è da qui che partono numerose imbarcazioni che vi permetteranno di girare tutto il centro storico attraversando i numerosi canali.

Il simbolo di Copenhagen, però, è lei: la Sirenetta, la statua della creatura metà donna metà pesce, tratta dall’omonima fiaba di Hans Christian Andersen, che da più di cento anni accoglie i viaggiatori al porto.

"Scendi al molo di Stoccolma una mattina d'estate e guarda se c'è attraccata una piccola nave bianca, di nome Gabbiano I, che fa la spola nell'arcipelago: se c'è, quella è la nave giusta, e non hai che da salire a bordo". (Astrid Lindgren, Vacanze all'isola dei gabbiani)

Quinta Tappa: Stoccolma, Capitale verde d'Europa

Stoccolma è unica: nasce su 14 isole collegate tra loro da 57 ponti. E' circondata da uno degli arcipelaghi più belli del mondo con circa 24.000 isole e isolotti e proprio l’acqua è l’elemento che gli svedesi hanno imparato a sfruttare al massimo.

La capitale svedese produce il 60% della sua energia da fonti rinnovabili, in particolare il 48% deriva dall’idroelettrico: percentuali che aumentano, se si considera che l’80% dei residenti di Stoccolma usa sistemi di cogenerazione dell’energia.

Scopri: ​Stoccolma, il Paradiso Green

Stoccolma è una città di 914.909 abitanti e con un’area metropolitana di 2.213.528 abitanti, è una della città europee con maggior attenzione all’ambiente e alla sostenibilità degli stili di vita urbani.  Ciò si traduce in qualità della vita, tra le più alte al mondo, e qualità della salute dell’ambiente urbano.

La città ha quindi da sempre investito sul tema della mobilità urbana e sostenibile. La prima parte della metro, inaugurata nel 1950 con la conversione in metro di una ferrovia sotterranea costruita nel 1933. Ad oggi il sistema conta tre linee per 108 km  e 100 stazioni, di cui 47 sotterranee e 53 in superficie, molte delle quale sono esaltate dal punto di vista degli artisti che le hanno rese uniche da opere d’arte con dipinti, graffiti, installazioni, mosaici.

La metro di Stoccolma, oltre alla bici ed i bus e taxi alimentati a carburanti ecologici o biogas fanno della città svedese una delle capitali della mobilità green. Si pensi che per disincentivare l’uso delle auto, si deve pagare un dazio qualora la si voglia utilizzare in città.

Il dato più sorprendente riguarda la mobilità: il 90% degli abitanti si muove in bici, a piedi o con mezzi pubblici. Se si considera che la seconda classificata in questa area, Copenhagen, arriva al 68%, è evidente la “supremazia” della capitale svedese in materia di mobilità alternativa.

Si continua a lavorare per migliorare la qualità della vita degli abitanti di Stoccolma con il progetto 365 Waterwayuna linea metro “di mare” che collegherà tutti gli isolotti circostanti la capitale. Ma sempre nel rispetto dell’ambiente e mantenendo le spiagge, le acque cristalline e balneabili dei diversi laghi.

A sud del centro di Stoccolma si trova Hammarby Sjöstad, il quartiere ecologico rinomato in tutto il mondo che rientra nel progetto ambientale della città. Circa 30.000 tra residenti, impiegati e imprese vivono il sogno eco in una location davvero di grande attrattiva in riva al lago.

Sjöstad significa letteralmente “città d’acqua”, nome che deriva dalla sua posizione sulle rive del lago che bagna la città, ma anche dal fatto che l’acqua è la sua principale fonte di energia. L’obiettivo principale è quello di ridurre al minimo l’impatto ambientale del quartiere facendo in modo che le sue emissioni fossero inferiori del 50% rispetto ai quartieri costruiti negli anni ‘90, creando una città ecologica sotto ogni punto di vista, già a partire dalla sua posizione. Hammarby sorge dove un tempo esistevano vecchi siti industriali e riconvertiti in aree residenziali immerse in parchi verdi, provvedendo a non consumare il suolo. Anche le case sono tutte realizzate con materiali eco-friendly che le rendendo confortevoli e soprattutto salubri. Ma è il circuito energetico che rende unico questo distretto urbano.


Abbiamo già detto che l'acqua è importante e non viene mai sprecata: raccolta dal lago Mälaren, è trattata in appositi impianti dove viene purificata e resa potabile prima di essere trasportata attraverso le tubazioni, in ogni casa. Dopo il suo utilizzo, l’acqua di scarto viene separata da eventuali rifiuti solidi e convogliata in un impianto apposito dove, depurata di nuovo, viene rimessa in mare.

Ma ciò che sorprende di più è il riciclo dei rifiuti usati per produrre energia pulita: tutti gli scarichi domestici vengono convogliati in enormi cisterne sotterranee dove sono trattati i liquami che formano biogas riutilizzabili nelle cucine. I residui solidi di questo processo vengono invece estratti e usati come concime per gli orti.
La maggior parte dell’energia elettrica è prodotta dai pannelli solari presenti sui tetti delle abitazioni e dalla centrale idroelettrica; mentre, per quanto riguarda il riscaldamento, il 47% deriva dai rifiuti domestici. Infatti, i rifiuti che non sono riciclabili vengono separati e portati allocale inceneritore che provvede al riscaldamento domestico; il restante 50% deriva dalla combustione di olio biologico (16%) e dall’energia idrica prodotta dalle acque di scarico (34%).

In sintesi, Hammarby Sjöstad utilizza un sistema di riciclaggio a “circuito chiuso” in cui gli abitanti “contribuiscono” per la metà al sistema energetico producendo rifiuti, mentre il resto si ottiene da fonti pulite.
Le attrazioni più verdi di Stoccolma sono ovviamente i parchi e le riserve naturali, incluso il Parco cittadino nazionale reale, la maggior parte dei quali comodamente raggiungibili in bici dal centro.

Nella Città Vecchia (Gamla Stan) si trova anche il Palazzo Reale, residenza ufficiale della Famiglia Reale Svedese. Non perdete il Cambio della Guardia - tutti i giorni alle ore 12:15 - e il 6 giugno la Festa Nazionale, in presenza dei Reali svedesi: per l’occasione, infatti, la città si veste a festa con eventi sparsi ovunque per il centro cittadino e tanta musica e divertimento nei giardini di Kungsträdgården.


Ma Stoccolma è arte e cultura, è musica e divertimento. A Stoccolma nacquero gli ABBA, storico gruppo degli anni Settanta. Per tutti i loro fan c’è un’escursione a piedi tra le tappe che hanno fatto la storia di questa band, un tragitto che permette di ammirare al contempo i principali edifici storici della città: si parte dal Municipio di Stoccolma, dove Benny fece i suoi primi spettacoli e continua all'Hotel Sheraton, uno dei luoghi dove gli ABBA hanno girato alcuni dei loro video, passando per l'Opera di Stoccolma dove il gruppo diede lo storico concerto per le nozze reali dell'attuale Re di Svezia, nel 1976, passando per il quartiere della Cittá Vecchia dove vissero Benny e Anni-Frid.