Let's begin the Week End

Viaggio enogastronomico in sella tra mari e monti

Tutti noi vorremmo diventare poeti, artisti, inventori, filosofi, scienziati; vorremmo possedere in una volta sola tutte le loro qualità. Ma nella vita reale sono ben pochi quelli che ci riescono. Nel viaggio è diverso. E’ il nostro momento di gloria, i nostri sogni si avverano, possiamo diventare ciò che vogliamo e per il tempo che vogliamo; e quando ci stufiamo, basta togliere le tende e via. Il viaggio: la solitudine delle montagne, il vuoto del deserto, la linea delicata di un minareto: perenne cambiamento, molteplicità infinita. (Robert Edison Fulton Jr.)

La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte. (Omar Khayyam)

Prima di partire...

Prima di mettervi in viaggio vi proponiamo qualche consiglio tratto dal libro "Il cuore a due cilindri" di Roberto Parodi. 

- Conoscete i vostri limiti e pianificate il viaggio basandovi su questi: se non avete mai fatto più di 500 km al giorno, non progettatene 1000.

- Le velocità  e le lunghe distanze non hanno nulla in comune. Di certo vi affaticherete di più per il vento; poi, se vi va bene, vi dovrete fermare di più per i rifornimenti, se vi va male per le multe o per altro.

- Preparate bene la moto prima del viaggio: gomme, candele, olio.

- Lasciate a casa stimolanti di ogni genere: quando sentite il bisogno di qualcuna di quelle schifezze, quello è il momento di fermarvi.

- Imparate a fare le valigie: poca roba e ben accessibile, senza smontare tutto. 

- Cercate stratagemmi per evitare la noia (già il fatto di scegliere un percorso panoramico aiuta molto).

- State lontani dai camion: quando vi viene la tentazione di farvi "rimorchiare" da un tir, pensate a come ci si può trovare infilati sotto il suo paraurti posteriore.

- Sappiate quando fermarvi: quei dieci chilometri in più potrebbero costarvi cari. Ci sono alcuni sintomi tipo: "non riesco a mantenere la velocità costante", "perché mi dimentico di abbassare gli abbaglianti?" e il peggiore di tutti "chiudo gli occhi, ma solo per due secondi..."

- Non mangiate schifezze: evitate cotechino e sambuca a favore di carboidrati e acqua.

- Mettetevi la giacca da pioggia prima che piova. Io non ci sono mai riuscito, ma per lo meno c’è l’effetto positivo che, quando mi infilo il K-Way, subito esce il sole.

- Abbonatevi a un servizio di assistenza stradale nazionale e/o internazionale.

- Portate un kit di attrezzi (e magari sappiateli anche usare). Oltre alle chiavi inglesi: cavo acceleratore, candele, cavi per batteria, nastro isolante, pila, filo isolato, un flacone di Fast, un tubetto (per succhiare la benzina). Infilate da qualche parte una mezza bottiglia d’acqua, aspirina e pastiglie per il mal di testa. A qualche amico suggerirei anche una scorta di profilattici.

​- Non fate lavori importanti sul motore subito prima di un lungo viaggio: anche i migliori meccanici possono fare cazzate.

Viaggiare è come innamorarsi: il mondo si fa nuovo. (Jan Myrdal)












Jorge Lorenzo a Blogo:
"Per i viaggi in moto mettere sempre
il casco, molto importante una buona
giacca, con protezioni che ti proteggano
in caso di caduta, stivali e guanti".

In moto da Val di Susa alle Cinque Terre

Val di Susa, Langhe e Cinque Terre sono da sempre tra le mete più popolari per i motociclisti, e non è davvero difficile comprenderne il perché: tra strade contorte e divertenti, panorami mozzafiato e un'ampia scelta di specialità gastronomiche tipiche, rappresentano destinazioni ideali per godersi appieno i piaceri di una bella scampagnata su due ruote.

Partiamo col dire che l'area della Val di Susa, di per sé, offre già numerose strade appetitose e mete interessanti per divertirsi in moto, complice anche il vicino confine con la

Scopri: Itinerario: Val di Susa-Langhe-Cinque Terre
Francia e quindi la possibilità di esplorare anche il versante alpino dei 'cugini': il valico del Moncenisio è a un tiro di schioppo da Susa, e quello del Monginevro è ugualmente semplice da raggiungere tramite la E70 o le statali 24 e 335, permettendo così di raggiungere il Col de Galibier (2.645 m), il Col du Mont Cenise (2.083 m) o il Col du Telegraph (1.566 m).
Nei dintorni ci sono località   affascinanti come  Bardonecchia e il Sestiere (in Italia) oppure Briancon (in Francia).

Supponendo invece di partire dalla Val di Susa con destinazione Cinque Terre, e con in mezzo un po' di divertimento nelle Langhe, conviene subito avvicinarsi a queste ultime, magari utilizzando l'autostrada E70/A55
puntando Torino e poi virare verso sud con la A6 Torino-Savona. La ridente cittadina di Bra, nel cuneese, a 50 km da Torino, potrebbe essere la meta del primo stop in vista di affrontare le Langhe, e per raggiungerla basta prendere la A33 all'altezza di Menere e seguire le comode indicazioni.

Da Bra si può procedere verso Verduno e da lì divertirsi con la SP358 dirigendosi verso la capitale 'non-ufficiale' delle Langhe, Alba - ma la si può raggiungere più rapidamente con la SP7 - che oltre allo splendido paesaggio delle colline delle Langhe e del Roero offre un delizioso centro storico medievale e le rinomate specialità locali con tartufi, pasticceria e vino.

Scendendo verso la costa ligure sulla contorta e godibilissima

SP429 si può fare tappa anche a Cortemilia, piccola cittadina dal retaggio medievale che offre un'accattivante cucina locale che ruota in gran parte attorno alla tipica 'Nocciola Tonda Gentile', utilizzata in molte produzioni dolciarie. Continuando a scendere, la tortuosa SP429 permette si oltrepassare il confine tra Piemonte e Liguria in prossimità del Parco Regionale Piana Crixia, che si può costeggiare e attraversare sulla SP29 fino a raggiungere la SS30.

A quel punto si può anche fare una pausa nella suggestiva città di Piana Crixia, in val Bormida, dove  si può visitare  una curiosa formazione rocciosa alta circa 15 metri, chiamata 'fungo' per la sua caratteristica forma.

Cibo e vino tra Piemonte e Liguria

Il Piemonte (Val di Susa e Langhe)

Iniziamo subito a  citare i celebri risotti della tradizione piemontese: il riso al latte, o con le castagne, affianca i risotti con il tartufo (tra cui pregiatissimo è quello d’Alba), o il risotto con groviera e fontina, quello con gli asparagi, con i peperoni e con il barolo. Questo vino squisito viene usato insieme ad altri rossi per preparare dei sostanziosi e prelibati stufati di manzo; il tapulone novarese a base di carne trita (in origine era solo asino, oggi anche manzo o cavallo) stufata con barbera e chiodi di garofano. La carne stracotta, inoltre, è la base per il ripieno dei celebri agnolotti, che un tempo si consumavano in brodo mentre oggi si preferisce mangiarli asciutti.

Scopri: La cucina tradizionale in Piemonte


Per i primi un pensiero va ai tajarin delle Langhe, agli gnocchi di patate e allo gnoccone torinese,  un involucro di farina e patate lesse e poi farcito con spinaci, avvolto a salame in un grande telo, lessato, poi tagliato a fette spesse e condito con burro fuso.  Numerosi  i salumi: citiamo i salamini d’la duja (morbidi perché conservati nello strutto), il fidighin (mortadella di fegato) e la paletta di Coggiola (una spalla cotta, servita con mostarda di mele).  

La polenta viene preparata in diversi modi: pasticciata, cotta con le foglie delle rape, arricchita con la fonduta o con la ratatuja.

Una pietanza particolarmente raffinata è la finanziera, a base di filetto di vitello, rognoni, fegatini, creste e bargigli di pollo, animelle e funghi cucinati con il burro e insaporiti da un goccio di marsala. Altro piatto della tradizione è il fritto misto, composto da un notevole assortimento di ingredienti, tra cui carne, semolino, mele e amaretti. Le acciughe sono molto apprezzate, sia per condire i peperoni al forno, sia nella preparazione della bagna caöda, lo squisito intingolo di olio, aglio e acciughe, che accompagnata verdure crude di tutti i tipi, tra cui non possono mancare peperoni rossi, cardi e topinambur.


Le terre piemontesi producono fagioli pregiati, come quelli di Saluggia (una varietà di borlotti), usati per realizzare piatti tipici come la tofeja (fagioli, cotenne, costine di maiale, aglio, prezzemolo e basilico).

Protagonisti dei dolci sono le mele, le nocciole e il cioccolato: ecco quindi i baci di dama, il bonèt (una sorta di budino al cioccolato), le lingue di gatto, i biscotti di Novara, la torta ganduja e i gianduiotti, i bicciolani vercellesi, i noccioli di Chivasso, i krumiri, i savoiardi, il torrone di Alba, il castagnaccio di mele, la panna cotta. Non dimentichiamo, però, che la tradizione dei prodotti da forno è aperta anche al salato, come, per esempio, i grissini di Torino, tirati a mano. 

Il Piemonte è terra di vino, oltre che di grandi formaggi da abbinare insieme. Del resto è una delle regioni principali per la produzione enologica del nostro paese: in Piemonte ci sono 9 vini DOCG e 45 vini DOC. 

Bianchi e rossi, ma anche spumanti: in Piemonte non abbiamo che l'imbarazzo della scelta, grazie anche al clima della regione che si presta bene a questa coltivazioni. Tra i vini rossi piemontesi possiamo ricordare il Nebbiolo, il Barolo, il Barbaresco, la Barbera, il Dolcetto, il Freisa, la Bonarda, il Grignolino e il Brachetto. Tra i vini bianchi ricordiamo il Moscato, l'Arneis, lo Chardonnay e il Cortese.

Scopri: I vini italiani più importanti

LIGURIA

Celebre il pesto, che è un condimento a base di basilico, olio, pinoli, aglio e formaggio. Ma, naturalmente, non c’è solo il pesto a Genova e in Liguria! Molto apprezzato è il preboggion, mescolanza di erbe selvatiche che vanno a formare un condimento per verdure ma anche una farcia per i pansotti, cioè i ravioli conditi con il sugo di noci. Tra le tipologie di paste, ricordiamo le trofie (che si chiamano avvantaggiate se c’è l’aggiunta di farina di castagne) e le trenette (ideali con il pesto); da tener presente anche i corzetti, dischi di pasta con su incisa una spiga e che sono conditi con funghi, pomodoro e rosmarino (sugo che ha il nome di toco de funzi).

Scopri: Liguria, non solo pesto alla genovese

Importanti sono anche i legumi, che danno vita a una serie di zuppe dal sapore molto intrigante: la mesciua, zuppa spezzina fatta con ceci e fagioli e accompagnata con grano o farro; i ceci in zimino, cotti con pomodoro, bietole e funghi.

Per   il pesce  ricordiamo il ciuppin (denso passato con pomodori e origano) e la burrida (con pomodori, acciughe e pinoli) come anche il cappon magro (vale a dire pesce fresco, crostacei, funghi, uova sode e gallette da marinaio). Per la carne bianca è il coniglio a farla da padrone, preparato in diversi modi (con aglio e basilico; con pomodori, lardo e pinoli; con olive e maggiorana).

Tra le torte salate la palma va alla Pasqualina, preparata con sfoglie  sottili sovrapposte e farcite con biete, uova sode e una particolare cagliata acidula che si chiama prescinsoeua (e si usa anche per insaporire la celebre focaccia di Recco). E poi citiamo la pizzalandrea (guarnita con pomodoro, cipolle, acciughe e olive nere). Dalla farina di ceci si ottiene poi la farinata, una gustosa focaccia bassa.

Infine, i dolci. Segnaliamo i morbidi amaretti di Sassello, i canestrelli (a base di pasta di mandorle), i famosi baci di Alassio e il pandolce genovese, che è un pane lievitato e insaporito con pinoli, uvetta, pistacchi, semi di finocchio e zucca candita.

I vini della Liguria sono famosi per le produzioni che possiamo trovare in uno splendido scenario come quello delle Cinque Terre: la regione è caratterizzata da terreni collinari e montani che si affacciano sul mare con pendenza talvolta proibitive per le viti.

Nelle Cinque Terre, però, i vigneti terrazzati a picco sul mare sono perfetti per poter produrre vini davvero molto gustosi, dal sapore intenso e molto particolare. In questa regione troviamo soprattutto vitigni a bacca bianca: il Vermentino, il Trebbiano Toscano, il Lumassina e l'Albarola sono tra i più noti.

Non mancano vini rossi come il Dolcetto, il Ciliegiolo e il Sangiovese.

I veri viaggiatori partono per partire e basta: dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. (Charles Baudelaire)

Le  APP per viaggiare

Traffico Autostrade Italia

Traffico Autostrade Italia è una interessantissima app che permette di conoscere in tempo reale quale è la situazione del traffico nelle autostrade Italiane. Una vera e propria manna dal cielo in occasione di lunghi viaggi o per la semplice vita quotidiana. Disponibile sia su Android che iOS.


Scopri: Le app per i motociclisti in viaggio

Autovelox Italia - CamSam

Parliamo  di Autovelox Italia - CamSam, un'app che può essere scaricata gratuitamente dal Play Store e da iTunes e che, sfruttando un grande database, ci segnalerà la presenza di autovelox fissi o mobili durante il vostro tragitto, invogliandovi a rispettare i limiti di velocità evitando inoltre qualche spiacevole sorpresa per il vostro portafoglio!

Scopri: Autovelox Italia - CamSam, evitare multe e rispettari i limiti di velocità

MoBike

Mobike è una interessante e funzionale app appositamente disegnata per i motociclisti utenti di Android. L'app permette di creare in anticipo gli itinerari da compiere e, anche grazie a una versione per desktop permette di consultarli e di caricarli per esempio sui più comuni navigatori GPS.

Scopri: MoBike, per organizzare i tuoi giri in moto

Moto Log

Alcune volte non ricordiamo tutto ciò che riguarda la nostra moto, quando cambiare l'olio, quanti km abbiamo prima del prossimo intervento di manutenzione. Abbiamo quindi bisogno di un remainder vero e proprio ecco quindi entrare in gioco Motolog, la nostra agenda personale per la moto.  

Scopri: Moto Log, l'agenda personale della tua moto

SA free

Non un semplice navigatore, né un'app sul traffico. “SA free”, applicazione per smartphone creata da Sicurezza e Ambiente, azienda attiva nei servizi di ripristino delle strade a seguito di incidenti, mappa le zone stradali più pericolose, avvisando dove i rischi di incidente sono più alti. L'app SA free aggiorna il proprio database costantemente.

Scopri: SA free, l'app che ti avvisa dove c'è un pericolo

MICHELIN Navigation & Traffico

Un comodissimo e gratuitonavigatore satellitare sviluppato dalla nota azienda produttrice di pneumatici. Questa pratica app, disponibile sia per dispositivi Android che per dispositivi Apple, integra una nuova funzionalità di guida assistita tramite connessione internet, info sul traffico in tempo reale, avvisi di pericoli o superamento dei limiti di velocità imposti sul tratto di strada che si sta percorrendo.

Scopri: Michelin Navigation

On The Road by Pirelli

Inserite il numero di targa del veicolo,  l'app recupererà i dati e li inserirà nel proprio database. Successivamente si potranno inserire le informazioni su bollo e assicurazione, lasciando all'app il compito di ricordarci quando si avvicinerà la data di scadenza di bollo, revisione o assicurazione. In più, attraverso un'interfaccia pratica ed intuitiva, sarà possibile tenere sotto controllo la manutenzione del proprio veicolo.

Scopri: On The Road by Pirelli

WeRide App

WeRide  permette di disegnare itinerari e condividerli con amici e gruppi - o utilizzare quelli già creati e commentati da altri utenti - e dispone di una   messaggeria istantanea  e di un sistema per la 'localizzazione' dei 'dispersi' tramite GPS, sicuramente utile per raggrupparsi durante le uscite in compagnia.  WeRide è un’applicazione totalmente gratuita creata da IERP Motobuykers S.L. per Android 2.2 e iOS 5.0 (o superiori) e può essere utilizzato in qualunque parte del mondo.

Scopri: WeRide App



Ride the Way

L'applicazione propone una serie di itinerari sviluppati in Italia e in Europa, divisi per le varie tipologie di moto (stradali, enduro, sportive e custom). Ognuno, ha la possibilità di creare nuovi itinerari o modificare quelli già presenti all'interno della community sempre aggiornata. Per ogni itinerario verranno mostrati punti di interesse, aree di ristoro, aree di servizio, punti strategici dove scattare una bella foto immortalando un panorama mozzafiato.

Scopri: Ride The Way


Il viaggio: un partire da me, un infinito di distanze infinite e un arrivare a me. (Antonio Porchia)

In moto da Rieti a Ortona mare

Arrivare da Rieti a Ortona in moto senza perdersi alcune delle mete più 'golose' come Amatrice, L'Aquila ed il Parco Nazionale del Gran Sasso può richiedere un'intera giornata, visto che le tappe coinvolte richiedono tutte un certo tempo per essere assaporate a dovere.

Già Rieti, ipotetico punto di partenza del nostro itinerario, non ha bisogno di troppe presentazioni: l''ombelico d'Italia', alle pendici del Monte Terminillo, è un capoluogo ricco di storia e di numerosi luoghi d'interesse - preistorici, dell'era imperiale, medievali - che richiederebbero giornate intere per essere pienamente visitati come si deve, ma la strada

Scopri:  Rieti-L'Aquila-Gran Sasso-Ortona

chiama e per arrivare ad Amatrice è una buona idea servirsi della statale 4, la vecchia 'Salaria', che si inerpica sugli appennini in territorio laziale fino a raggiungere il luogo di nascita del sugo all'amatriciana. 

Da Amatrice sarebbe già possibile entrare nel Parco del Gran Sasso tramite la SS577, ma per arrivare rapidamente a L'Aquila è meglio puntare verso sud con la SS260, in grado di offrire paesaggi  intriganti ma dal manto asfaltato a tratti piuttosto insidioso. In zona Bivio Pizzoli-Cermone ci si immette nella SS80, che giunge fino al capoluogo abruzzese. 

La SS17bis è una buona scelta per entrare nel Parco Nazionale del Gran Sasso, anche se si potrebbe prendere l'Autostrada A24 per fare una veloce capatina a Isola del Gran Sasso d'Italia, nella "Valle Castellana", ai piedi del Gran Sasso. Con la SS17bis invece si può attraversare la zona meridionale del parco  fino a Villa Santa Lucia degli Abruzzi. Da qui ci si può immettere nella SS602. Non si può comunque non notare come l'intero Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Lega offra dei tratti stradali sicuramente affascinanti, con borghi suggestivi dove non mancano le possibilità di assaggiare le numerose delizie offerte dalla cucina locale. 

Le condizioni generali del manto stradale sono tutt'altro che eccelse ma migliorano man mano che ci si avvicina al mare: la SS602 resta  una delle alternative più invitanti per sottrarsi alla noia dell'autostrada. A questo punto si potrebbe anche decidere di visitare città di alto profilo quali Pescara (proseguendo poi verso sud sul lungomare) oppure Chieti (concedendosi poi un excursus sulla SP221), ma per raggiungere Ortona il più rapidamente possibile la scelta fin troppo 'scontata' è quella della A14, fino all'omonimo casello. Dopo qualche chilometro sulla SS538, potrete finalmente sorseggiare il vostro cocktail contemplando la bellezza di questa gemma del litorale adriatico.

Centro: le località attraversate

Per gli amanti del mare e della montagna, delle tradizioni e del divertimento, della buona cucina e del relax, un itinerario che soddisfa tutte queste esigenze si trova a metà tra Lazio e Abruzzo: le zone del Gran Sasso e della Costiera Abruzzese. 
Il Gran Sasso è il massiccio montuoso più alto degli Appennini continentali, situato nell'Appennino centrale, interamente in Abruzzo, come parte della dorsale più orientale dell'Appennino abruzzese, al confine fra le province di L'Aquila, Teramo e Pescara. All'interno di quest'area si trova il Parco  nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, uno dei parchi più grandi d'Italia, situato nella maggior parte in Abruzzo, nel Lazio (Rieti) e nelle Marche (Ascoli Piceno).

Scopri: Itinerario turistico nel Lazio, tra il Gran Sasso e la Costiera abruzzese

Il litorale abruzzese è poco noto: l'Abruzzo infatti è più famoso per le sue montagne, eppure qui si trovano molte località turistiche perfette per chi ama il mare.

Spiagge di sabbia dorata, scogli rocciosi e meno folla rispetto alle altre coste italiane, le spiage abruzzesi sono caratterizzate da lunghi tratti di spiaggia libera. 

Tra queste c'è  Ortona o come la chiamano ancora in molti Ortona a mare, piccolo comune della provincia di Chieti, per anni vincitrice della Bandiera Blu per il suo mare e le sue coste, ma merita un viaggio anche per visitare le sue chiese e il Castello Aragonese, in ricordo del dominio dei Normanni.

Se volete farvi prendere per la gola, tappa imperdibile è ad Amatrice, città delle cento chiese, la stessa che ha dato i natali alla famosa Amatriciana. In provincia di Rieti, Amatrice offre a chi la visita un territorio immerso nella natura - appartiene all'area del Parco del Gran Sasso - incastonata in una conca verdeggiante ricca di faggete. 

Proseguendo c'è Rieti, chiamata l'ombelico d'Italia per essere al centro della penisola, città che sorge alle pendici del Monte Terminillo, sulle sponde del fiume Velino. Ricca di verde, qui potete venirvi a godere il fresco e rifuggire dall'afa estiva delle città: non a caso molti romani la ritengono una meta privilegiata delle loro vacenze. 

Cibo e vino tra Lazio e Abruzzo

Lazio 

La cucina della regione si può dividere in  tre filoni che si intrecciano: ebraico (raffinato e ingegnoso), burino (di influsso abruzzese) e macellaro (creato dall'estro popolare utilizzando le parti di scarto della macellazione).
La cucina laziale è ricca di primi piatti,  asciutti o in brodo: troviamo i rigatoni cacio e pepe, celeberrimi all’amatriciana, ma anche la pasta alla gricia e quelli alla checca (con pomodori crudi e semi di finocchio); i quadrucci (pasta all’uovo) con i piselli, le penne all’arrabbiata, la pasta con i broccoli o con le fave e la favolosa pasta alla carbonara.  Per le zuppe non possiamo  dimenticare la celebre stracciatella, a base di uova, semolino e pane grattugiato.

Scopri: La cucina tradizionale in Lazio

Tra le carni spiccano quelle ovine suine e bovine che hanno dato vita a piatti saporiti come la coda alla vaccinara o la pajata (intestini di bovino e ovino sgrassati, stufati con il pomodoro e serviti preferibilmente con la pasta). Non possiamo poi dimenticare i saltimbocca alla romana, che sono fettine di vitello e prosciutto crudo però su tutto domina l’abbacchio preparato in diverse versioni volevo dire a forno, alla cacciatora o brodettato. 

Ricca, ricchissima l’offerta di verdure: broccoli, fave, puntarelle, cicoria, lattuga come anche quella di frutta.

Molto ricca anche l’offerta di pesce come le triglie fredde con uvetta e pinoli (un piatto di origine ebraica), l’anguilla all’agro o alla romana (con i piselli). E ancora baccalà con i peperoni, mazzancolle in umido o fritte, palombo con i piselli, zuppa di telline al pomodoro. 

Per quel che riguarda i formaggi oltre a pecorino il Lazio produce anche un’ottima ricotta utilizzata per la preparazione di dolci in particolare per una deliziosa crostata.



Il Lazio è sicuramente una terra che regala agli amanti del buon vino tantissime varianti diverse, tra rossi e vini che si fanno ricordare per il loro sapore intenso. Dalle zone collinari, ad esempio, arrivano vini famosi come il Cannellino di Frascati DOCG e il Frascati Superiore DOCG. La produzione è più orientata verso i vini bianchi, anche se non mancano i rossi corposi, come l'Aleatico di Gradoli, prodotto in provincia di Viterbo.

Tra i vini bianchi, ottenuti con malvasie e trebbiani, abbiamo tantissimi vini come la Malvasia Bianca o la Malvasia del Lazio. Nelle zone del viterbese, proprio ai confini con l'Umbria, ricordiamo il Grechetto, mentre come non citare il Porto del Lazio, ideale per chi ama i vini liquorosi.

ABRUZZO

La cucina abruzzese ha due anime che rispecchiano la conformazione del territorio: da un lato montagne, anche elevato, e dall’altro la fascia costiera. Due anime diverse, ma accomunate dalla creatività e dalla fantasia e da alcuni ingredienti come il peperoncino.

Tra i prodotti tipici abruzzesi, alcuni sono apprezzati in tutta Italia, come l’olio extravergine di oliva, lo zafferano dell’altopiano di Navelli, le scamorze, i pecorini, i salumi come la mortadella di Campotosto.

Scopri: La cucina tradizionale in Abruzzo

Una delle preparazioni più note della cucina abruzzese sono i maccheroni alla chitarra. Per rimanere ai primi ricordiamo gli gnocchetti di cacio e uova, i pappici e i ravioli all’aquilana.

Segnaliamo anche la zuppa di cardi condita con uova, formaggio e limone e, sempre con i cardi, la minestra, cotta in brodo di tacchino con carne trita di maiale e fegatini di pollo. Nell’ambito delle minestre e zuppe, sono da assaggiare il minestrone pescarese (misto di legumi aromatizzato da piedini di maiale), le virtù teramane e, infine, le celebri scrippelle ‘mbusse, vale a dire crespelle condite con formaggio e immerse in brodo bollente.

Per quel che riguarda le carni, è immediato il riferimento agli arrosticini di pecora. Sul versante carne di maiale, invece, abbiamo insaccati di vari tipi, come le amoje (salsicce piccanti di trippa), il capocollo, la coppa, la salsiccia di fegato dolce e la ventricina. Decisamente particolare è il tacchino alla canzanese, in cui l’animale viene disossato e arrotolato, disposto in una teglia sulle sue ossa e cotto a lungo in forno, quindi servito con la gelatina ottenuta dal fondo di cottura.

Molto ricca la produzione di formaggi di pecora, di capra e mucca. Un prodotto particolare è il marcetto, pecorino fermentato in latte di pecora e conservato sott’olio.

Passando al pesce, interessante è lo scapece alla vastese, una conserva di pesce crudo con palombo o razza, stagionati  con zafferano, peperoncino e sale. Da segnalare i polpi in purgatorio, cioè cotti con olio, aglio, peperoncino, passata di pomodori e prezzemolo.

Le verdure più diffuse sono i cardi, broccoli, pomodori, melanzane usati in molte ricette. Le melanzane le troviamo servite in timballo con prosciutto crudo e scamorza, i peperoni cotti alla graticola e poi impanati in uova e farina e fritti.

Tra i dolci ricordiamo i torroni dell’Aquila e il parrozzo, elogiato anche da Gabriele D’Annunzio: si tratta di un dolce lievitato ricoperto di cioccolato.

L'Abruzzo è una terra che può vantare diversi vini rossi apprezzati in tutta Italia e nel mondo. Sicuramente il più famoso è il Montepulciano d'Abruzzo rosso, un vino DOC che si produce nelle province di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo e che proviene dal vitigno Montepulciano. Ha un colore rosso rubino intenso e un sapore pieno e armonico.

Ma l'Abruzzo non è solo Montepulciano: famosi anche il Trebbiano d'Abruzzo, un vino bianco dal colore giallo paglierino intenso e dal sapore vellutato, ma anche il Cerasuolo d'Abruzzo, un vino rosso ciliegia delicato, fruttato, dal sapore armonico.

Non si fa un viaggio. Il viaggio ci fa e ci disfa, il viaggio ci inventa. (David Le Breton)

In moto dalle Dolomiti lucane al Salento

Basilicata e Puglia nascondono molti tesori nascosti in termini di itinerari motociclistici, e quello che proponiamo oggi punta a raggruppare alcune delle località più incantevoli di queste meravigliose regiorni del nostro Mezzogiorno.

Potenza, capoluogo della Basilicata e dell'omonima provincia, è una città dalle origine antichissime che offre numerose attrazioni dal punto di vista storico, ed è anche il punto di partenza del nostro temerario viaggio. Sorge lungo una dorsale appenninica a nord delle Dolomiti Lucane, che rappresentano invece la prima destinazione del nostro itinerario.

Scopri: Itinerario in moto: Potenza-Lecce-Leuca

Per arrivarci da Potenza, la via più celere è quella rappresentata dalla SS407/E847, strada veloce e scorrevole - con doppia corsia nelle due direzioni - che costeggia il fiume Besento e permette di raggiungere rapidamente il Parco naturale regionale di Gallipoli-Cognato, che ospita le incantevoli Dolomiti Lucane. Basta uscire a Campomaggiore ed immettersi sulla Strada Provinciale 13, immersa nel verde, che offre scenari mozzafiato e numerose interessanti postazioni per esercitarsi nell'arte della fotografia. Scendendo lungo la SS13 si può proseguire fino a Castelmezzano, uno dei borghi più belli d'Italia - e ideale per concedersi una pausa ristoratrice - oppure imboccare la Strada Provinciale di Pietrapertosa per giungere all'omonimo comune con i suoi 1.088 metri s.l.m.

La Strada Provinciale di Pietrapertosa prosegue fino a sconfinare nella provincia di Matera, regalando abbondanza di deliziosi paesaggi naturali. Arrivati quasi alla fine del parco, si può 'risalire' imboccando la SS277, dal manto stradale imperfetto ma ben più largo rispetto alla provinciale di Pietrapertosa. Una volta incrociata di nuovo la SS407/E847, l'andatura si alza di nuovo sulla doppia corsia per mirare dritti alla costa lucana. All'altezza dell'uscita di Basentana occorre prendere la SS106/E90 e puntare verso il confine con la Puglia. Poco prima di raggiungere Taranto il nostro itinerario prevede di intraprendere la Superstrada Ponte Punta Penna Pizzone e proseguire sulla Strada Statale 7ter per arrivare fino a Lecce.

Anche Lecce, naturalmente, offre una vasta scelta di opzioni per l'intrattenimento, di natura storica, culturale e anche gastronomica, ma non le si potrà dedicare troppo tempo visto che ci sono altre due importanti tappe da raggiungere: Gallipoli e Leuca. Per raggiungere la prima, la scelta più ovvia è quella della SS101, altra strda con doppia corsia. Per arrivare a Santa Maria di Leuca da Gallipoli, anche in questo caso la scelta è univoca: la SS274, altra strada piuttosto scorrevole ma con una sola corsia per senso di marcia, che conduce direttamente sulla punta del tacco dello 'Stivale'. Se riuscirete ad arrivarci con la luce del giorno, potreste riuscire ad ammirare il tramonto su quello specchio di mare dove si incontrano lo Jonio e l’Adriatico.

Sud: le località attraversate

La Basilicata, o Lucania, è conosciuta ai più per Matera, la città dei Sassi, decretata capitale europea della cultura 2019. Eppure la bellezza di questa regione è vasta e si esprime sulle bellissime coste che affacciano sullo Jonio e sul Tirreno e sulle catene montuose delle Dolomiti lucane.
Queste piccole Dolomiti -  denominate per la somiglianza morfologica con le montagne trivenete -   costituiscono il cuore dell'omonimo Parco naturale regionale. Non sono molto alte - l'altitudine media è di 1.100 m s.l.m. - e per questo sono un ottimo itinerario per gli amanti delle passeggiate nei boschi, del bird watching e per ammirare una flora che non si trova altrove: valeriana rossa, la lunaria annua e l'onosma lucana.

Scopri: Itinerario turistico in Basilicata e Puglia

Alle pendici di queste catene montuose si trovano  dei borghi caratteristici, appartenenti al circuito dei più belli d'Italia: Castelmezzano, considerata dalla rivista Budget Travel come tra le migliori località del pianeta tra quelle di cui non si è mai sentito parlare; 
Pietrapertosa, con le sue casette praticamente attaccate alla parete rocciosa; 
Albano di Lucania e Campomaggiore, paesino con meno di mille abitanti il cui vecchio centro abitato (oggi abbandonato) era considerato un luogo vivibile, pacifico e all'avanguardia per i suoi tempi, tanto da essere chiamato "Città dell'Utopia".

Scendendo  si arriva "allu Salentu", il tacco d'Italia, la parte meridionale della Puglia che comprende  l'intera provincia di Lecce, quasi tutta quella di Brindisi e parte di quella di Taranto. Una penisola a sè, che è idealmente separata dal resto della Puglia da una linea che parte dal punto più interno del Golfo di Taranto (nel territorio di Massafra) arriva lungo la linea che da Taranto, attraverso Grottaglie, San Michele Salentino e Ceglie Messapica, giunge fino a Ostuni. 

Le città del Salento sono tutte bellissime, ricche di storia, di arte, cultura e tradizioni. Noi vi suggeriamo un mini itinerario che parte da Lecce, "capitale" del Salento, conosciuta come la "Firenze del Sud".

Frequentata per le sue spiagge è invece Santa Maria di Leuca, meta turistica, perla dell'estremo lembo d’Italia, affascinante per la sua costa ricca di scogliere e calette di sabbia. Una città da ammirare dall'alto del Santuario di Santa Maria di Leuca, dopo aver salito ben 184 gradini. 

Infine Gallipoli, la perla dello Jonio, frequentata per le sue spiagge di sabbia fina e il mare cristallino. La "città bella" (dal greco) si divide nel borgo antico e nella parte più moderna, per accontentare i gusti di chi ama l'arte - come il  Castello Angioino - senza rinunciare al divertimento.

Cibo e vino tra Basilicata e Puglia

Basilicata

Tipico della cucina lucana è il maiale, preparato sia come carne fresca che sotto forma di salumi. A tal proposito non dimentichiamo che è in Basilicata che è nato la lucanica (da Lucania, che poi, soprattutto al nord Italia, è diventata luganega): si tratta di una salsiccia già nota agli antichi romani che, ancora oggi, viene preparata con carne trita di maiale, pepe nero, peperone rosso dolce e piccante. La lucanica può essere consumata fresca (fritta o arrostita) o secca (e in questo caso viene affumicata). Molto apprezzato è anche il Canestrato di Moliterno IGP, celebre formaggio ovicaprino a pasta dura.

Scopri: La cucina tradizionale in Basilicata

Tra gli altri salumi tipici spiccano la soppressata (preparata con carne magra e lardo, insaccata e schiacciata sotto un pressa per compattare il tutto), il pezzente (realizzato con scarti della macellazione aromatizzati con abbondanti aglio e pepe) e il capocollo (a base di collo e spalle raccolti in una vescica che si mette a stagione vicino al focolare oppure conservato sott’olio sì che resti pastoso). La soppressata e il salame pezzente sono riconosciuti prodotti agroalimentari tradizionali.


Segnaliamo poi le lagane con i fagioli (vale a dire lasagne) e le varie paste arricchite con peperoncino. Sulla costa troviamo il pesce: da provare la zuppa di Santavenere, un brodetto di pesci misti, aromatizzato con peperone rosso dolce.

Oltre a vari caprini, la regione produce il saporoso caciocavallo podolico. Tra gli altri formaggi ricordiamo il pecorino di Filiano e il canestrato di Moliterno.

Infine, non possiamo certo dimenticare il pane di Matera, che ha ottenuto il riconoscimento della IGP, realizzato esclusivamente con semola di grano duro.

La Basilicata è una terra che ci regala grandi vini rossi, che vengono apprezzati per il sapore intenso: è una regione che ci propone i suoi vini rossi che vengono prodotti soprattutto nella zona collinare del Vulture, nei pressi di Potenza. L'Aglianico del Vulture è tra i vini più famosi di questa terra, ma non è l'unico.

Anche in questa terra il Sangiovese è molto famoso, così come la Malvasia nera di Basilicata. Non mancano vitigni a bacca bianca, come il Manzoni Bianco e il Moscato Bianco, anche se sono i rossi a essere i vini più pregiati e apprezzati in tutto il mondo.

PUGLIA

Riso, patate e cozze è una vera e propria istituzione per la cucina pugliese. Però la cucina è molto più di questo. Gli ingredienti base sono verdure e pasta insieme a pesce e all’olio di oliva. Fave e cicoria, con olive nere e ortaggi freschi o secchi, danno vita alla ‘ncapriata, una squisita e densa minestra, detta anche “fonduta pugliese” perché vi si intingono verdure crude e sottaceti. Per quel che riguarda le zuppe, ce ne sono diverse che caratterizzano la cucina pugliese: la più nota è la minestra maritata (a base di cicoria, scarola, sedano, finocchi, lardo e pecorino grattugiato), poi i pancotti (a base di fave, carciofi, finocchi, cicoria ed erbe aromatiche come origano e menta).

Scopri: La cucina tradizionale in Puglia

 

Non possiamo non citare le orecchiette, servite soprattutto con le cime di rapa; ma ci sono anche le laganelle (piccole lasagne) e i minnich (maccheroncini al ferro, tipici anche della Basilicata).

Il buon grano pugliese serve anche per preparare lo squisito pane di semola (come quello di Altamura, DOP dal 2003) e tutto un vario assortimento di pizze, focacce e calzoni (farciti variamente con verdure, formaggi, olive, pomodori, acciughe, cipolle o sgombri).

Pesce, ostriche, frutti di mare e molluschi compaiono sovente sulla tavola pugliese come zuppe, come secondi (e allora si presentano fritti, umidi o ripieni come le cozze) o anche nel sugo della pasta.

​La zuppa di cozze alla tarantina è cucinata con aglio, peperoncino e pomodoro, mentre la tortiera barese si prepara disponendo gli ingredienti (cozze, zucchine, patate, cipolle e pomodori) a strati gli uni sugli altri e cuocendoli fino a esaurimento del liquido.

Ampio uso trova l’agnello: due esempio sono l'agnello alla carbonara (si mette un pezzo di carne su una teglia ricoperta di carta paglia e si inforna fino a cottura) e il marro (pietanza realizzata con budelli e frattaglie di agnello – o capretto – cotti allo spiedo o arrotolati con lardo e pecorino in retine e cotti al forno).

Celebri i latticini: burrata, caciocavallo, ricotta, pecorino e via dicendo, che entrano nella preparazione di vari piatti.

Ricotta e mandorle sono alla base di molti dolci, spesso accompagnati o dolcificati con il vin cotto (il classico mosto concentrato), preparato anche cuocendo i fichi a lungo. Da notare che anche le patate rientrano nella preparazione delle torte, come, per esempio la ciambella pugliese, realizzata con pasta di pane, zucchero, uova e strutto.

Altre golosità sono i bocconotti (calzoni ripieni di crema o di marmellata), le carteddate (dolci di Natale fatti con pasta stesa sottilmente e fritta) e il corruccolo (tipico dolce a treccia del periodo pasquale).

In Puglia trovano posto grandi vini, che hanno dato alla regione il soprannome di "Cantina d'Italia", perché in questa terra, grazie anche al clima e alla struttura, si possono trovare tantissimi vigneti che producono moltissima uva per il vino.

Il vino più famoso della Puglia? Senza dubbio il Negro amaro, ma non dimentichiamo anche il Primitivo, la Malvasia nera di Brindisi, l'uva di Troia e la Malvasia Nera di Lecce, per citare i vini rossi più famosi. Mentre tra i vini bianchi, possiamo citare la Malvasia bianca, il Verdeca e il Bombino bianco.

Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma. (Bruce Chatwin)

Film su due ruote

Il selvaggio (1953)  di László Benedek

Un film iconico per quel che riguarda la figura del "biker", con un Marlon Brando indimenticabile.  L'attore indossa una giacca di pelle nera da motociclista (Schott Perfecto 613 One Star) e guida una Triumph Thunderbird 6T del 1950. Il film si basa sul racconto "The Cyclists' Raid" di Frank Rooney e su un fatto di cronaca del 4 luglio del 1947 quando la cittadina di Hollister in California vide una festa in strada di un gruppo di motociclisti degenerare in rissa. La Triumph protestò per l'uso prominente delle loro motociclette nel film, raffigurate come mezzo di locomozione di un branco di delinquenti e perdigiorno.

Easy Rider (1969) di Dennis Hopper  

La moto usata da Peter Fonda nel film è un chopper (Captain America) del 1969, costruito da Ben Hardy, un meccanico afroamericano di Los Angeles che aveva costruito il Panhead di "I Selvaggi": Hardy acquistò per 500 $ l'una quattro Hydra Glide motorizzate Harley-Davidson Panhead  ad un'asta della polizia,  le modificò, eliminando il 'superfluo' (alla moda dei 'fuori legge' del primo dopoguerra) cambiando forcelle e serbatoi: questi ritocchi passeranno alla storia del motociclismo, creando il concetto di chopper 'moderno'. 

La pellicola è un film manifesto della generazione  hippie degli anni '60.

I selvaggi (1966) di  Roger Corman

Il film è incentrato su una banda di giovani motociclisti di Los Angeles e rientra nel filone della "bikexploitation", il genere di film diffuso  a metà degli anni sessanta che ebbe come capostipite "Il selvaggio"  con Marlon Brando e come esponente principale "Easy Rider". 

Nel film appaiono diversi modelli di Harley Davidson (Chopper, Panhead, Duo Glide, Knucklehead, Sportster). La pellicola è stata girata con il titolo di lavorazione "All the Fallen Angels" il film ha fruito di un budget stimato in 360.000 dollari per un incasso di circa 15 milioni di dollari.




Knightriders - I cavalieri (1981) di George A. Romero

Il film è una rivisitazione con bikers della leggenda di Artù e i cavalieri della tavola rotonda. Ed Harris, protagonista del film, aveva già imparato ad andare in moto in occasione di una sua apparizione nella serie tv Chips.

Le moto utilizzate nel film sono Harley-Davidson e Yamaha. La lavorazione subì avverse condizioni climatiche (dalle piogge torrenziali al gran caldo) e incidenti che coinvolsero gli stuntmen su moto e la distruzione di alcune delle 60 moto acquistate per la produzione.


L'infiltrato (1992) di Larry Ferguson

Il film è la storia di Dan Saxon, un poliziotto sotto copertura che si infiltra un gruppo di motociclisti fuorilegge dedito al traffico di armi e droga. Si tratta di un direct-to-video basato su eventi reali che vede protagonista Charlie Sheen, Linda Fiorentino e Michael Madsen. La sceneggiatura è basata sull'articolo "Undercover Angel" di Lawrence Linderman pubblicato su Playboy del luglio 1981 e racconta dell'agente sotto copertura Dan Black. Black ha collaborato al film come consulente tecnico ed è apparso sullo schermo come comparsa.

Le moto del film sono una Honda Gold Wing e diversi modelli di Harley-Davidson (Electra Glide, Fat Boy, Softail Custom, Softail Springer).


Harley Davidson & Marlboro Man (1991) di Simon Wincer

Il film è liberamente basato sulla vita di Tony Zuzio trascorsa percorrendo il New Jersey in moto.  

La moto utilizzata da Mickey Rourke era in origine una Harley-Davidson FXR modificata da un preparatore di Los Angeles, Bartel's. Le altre moto che appaiono nel film sono due Harley-Davidson (Chopper e FXR Low), una Honda PC 800 e una Kawasaki KZ 1000 Police. I 2 giubbotti che indossa  Rourke nel film sono stati confezionati dalla "Z Custom Leathers" di Santa Ana su disegno dell'attore. Il film è stato un flop, ma con il tempo e la sua uscita in home-video è diventato un cult e un punto di riferimento per lo stereotipo maschile del biker.

Forza d'urto (1991) di Craig R. Baxley

Si tratta del debutto cinematografico di  Brian Bosworth, star del football americano degli anni ottanta.

Un poliziotto dell'Alabama dai modi spicci viene costretto ad infiltrarsi in una gang di motociclisti che sta progettando di assassinare il governatore dello stato.

Nel film appaiono diversi modelli di Harley-Davidson (Chopper, FLST Heritage, FXRS, FXSTC Softail, Sportster, WL).


Svalvolati on the road (2007) di Walt Becker 

Il film vede protagonisti John Travolta, Martin Lawrence, Tim Allen e William H. Macy nei panni di quattro amici in crisi di mezza età che intraprendono un lungo viaggio in moto verso la California.

Harley-Davidson ha fornito le motociclette utilizzate nel film: XL1200C Sportster Custom per Dudley/Macy; FXSTS Softail Springer per Bobby/Lawrence; Black Softail Fatboy con cerchio frontale cromato per Doug/Allen e Softail Screaming Eagle Fatboy per Woody/Travolta. Tim Allen designer e hobbista meccanico ha dato personalmente indicazioni per le modifiche della sua moto.


I diari della motocicletta (2004) di Walter Salles 

Il film è ispirato dai diari di viaggio "Latinoamericana (Notas de viaje)" di Ernesto "Che" Guevara e "Un gitano sedentario (Con el Che por America Latina)" del compagno di viaggio del "Che", Alberto Granado.

La pellicola ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara ed il suo amico Alberto Granado attraverso l'America Latina, inizialmente in sella alla motocicletta di quest'ultimo (una Norton 500 M18 del 1939 soprannominata "la Poderosa") e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna.



Torque - Circuiti di fuoco (2004) di Joseph Kahn 

La trama racconta del motociclista Cary Ford che mentre cerca di scagionarsi dall'accusa di aver ucciso un giovane delinquente viene braccato dalla gang di quest'ultimo e dall'FBI.

Nel film è presente una MTT Turbine Superbike, meglio nota come Y2K, veicolo presente anche nel Guinness dei primati come motociclo più potente e più caro al mondo (monta il motore Rolls Royce a turbina di un elicottero).

L'Aprilia RSV Mille utilizzata dal protagonista è l'unica moto che è stata lasciata originale di livrea. Altre moto che si vedono su schermo: Yamaha R1, Yamaha R6, Triumph Daytona, Honda VTR 1000 Sp-2, Honda CBR 1000R, Kawasaki Ninja.​


Easy Rider: sapore di libertà

"Easy Rider" ha vinto il premio per la miglior opera prima al  Festival di Cannes del 1969 ed è stato nominato a due Oscar: Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore non Protagonista (Jack Nicholson), perdendo rispettivamente contro "Butch Cassidy" e Gig Young in "Non si uccidono così anche i cavalli?"

La mia moto -   Jovanotti

Il brano è tratto dall'album omonimo del 1989, che, ad oggi, ha venduto circa 600mila copie.