Non è un paese per giovani

“Una destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose" ​(cit. Henry Miller)

Il viaggio tramite il quale ricercare una nuova identità.  Sempre più giovani lasciano la terra natìa spinti dalla ricerca di una realizzazione personale. Venire in contatto con una nuova cultura spesso è il modo migliore per trovare la propria identità e far emergere aspetti di se stessi finora sconosciuti.

Blogo racconta tre affascinanti location dove è stato girato il film Non è un paese per giovani.  Si parte da Roma per raggiungere Cuba e poi la splendida Cayo Largo, la storia di questi luoghi, il cibo, i musei e l’arte.  Approfondiamo l’attualità affrontando il fenomeno sociale dei ragazzi italiani che emigrano alla ricerca di un posto dove realizzarsi.  Non è un paese per giovani è infatti il titolo della trasmissione radiofonica di Radio 2 che racconta le storie dei giovani italiani che emigrano all’estero per lavoro e che ha ispirato Giovanni Veronesi nella realizzazione del film.

Come spiega il regista: "I miei film sono sempre stati delle commedie divertenti e non voglio assolutamente perdere questa valenza ma non voglio nemmeno perdere di vista il momento storico in cui viviamo e raccontarlo attraverso questo delicato argomento. In questo momento l’Italia vive una difficile situazione per quanto riguarda l’immigrazione, che è divenuta anche uno specchio mediatico quotidiano con la miseria e le atrocità di alcuni posti del mondo da cui la gente scappa, ma si disinteressa totalmente di un altro aspetto, quello che raccontiamo in questa storia, che è appunto l’emigrazione dei nostri ragazzi, messi alle strette, obbligati ad andare a cercare i propri sogni all’estero."

Un viaggio che racconta la tenacia e la bellezza di una generazione che non si lascia spegnere.    

Leggi cosa ha detto Giovanni Veronesi sul film                               

«Il viaggio è un sentimento, non soltanto un fatto» Mario Soldati

NON E' UN PAESE PER GIOVANI, IL TRAILER

Il nuovo film del regista Giovanni Veronesi, interpretato da Filippo Scicchitano, Sara Serraiocco, Giovanni Anzaldo, Sergio Rubini e Nino Frassica. La trama segue due ragazzi italiani in fuga dall'Italia che approdano a Cuba in cerca della svolta economica e dove incontrano una bella ragazza il cui carattere forte ed estremo cambierà le loro vite.

LE NUOVE PROFESSIONI DIGITAL

Si sente spesso dire che l’Italia non è un Paese per giovani e che per trovare lavoro bisogna fuggire all’estero, dall’ambitissima Londra a località più lontane come gli Stati Uniti e Cuba. Il mercato del lavoro, però, è mutato grazie all’avvento di Internet e nuove figure professionali si sono affermate e stanno continuando a farlo.

Ecco quali sono alcune delle professioni del presente e del futuro legate ad Internet a ai social network, professioni che spesso offrono una versatilità a 360 gradi, slegata da un luogo fisico in cui ritrovarsi per lavorare.

Il Social Media Manager è una figura fondamentale nell’era dei social network e della presenza massiccia di aziende, testate, negozi e quant’altro sulle principali piattaforme sociali, da Facebook a Twitter, passando per i social network minori. Competenti ed esperti, i Social Media Manager devono avere una visione di insieme della strategia che si sta mettendo in atto e agire non soltanto sul breve termine, ma soprattutto sul lungo termine, imparando a conoscere il proprio pubblico e coltivarlo e farlo crescere.
Al Web Analyst viene affidato il compito di analizzare e interpretare tutti quei dati che arrivano dalle attività su Internet, come possono essere quelli di una campagna pubblicitaria, e studiare le reazioni e le risposte in tutti i canali coinvolti e interessati. Da lì si possono poi studiare strategie per campagne future e migliore così il lavoro di comunicazione dell’azienda.
Lo specialista di Search Engine Optimization (SEO) è quella figura che si occupa dell’ottimizzazione di siti e pagine web al fine di migliorarne la posizione tra i risultati dei motori di ricerca.  Una figura professionale in continuo aggiornamento che agisce su diversi aspetti di un sito, dalla struttura stessa al codice HTML, passando per i contenuti testuali e i link in uscita e in entrata.
Le comunità online proliferano anche grazie ai social network e la figura del Community Manager si rivela fondamentale nella gestione di queste piccole o grandi comunità, organizzandone la vita quotidiana, moderando il dialogo all’interno delle stesse e favorire così una conversazione positiva sull’argomento centrale della comunità, come può essere un prodotto o un brand.
Quella degli influencer è una categoria molto discussa, ma per tanti può considerarsi a tutti gli effetti un lavoro, frutto di una lunga e intesa presenza sul web o altri media. Chi ha un grande seguito e una grande visibilità - migliaia di follower sui social media, visualizzazioni su YouTube o visite su siti e blog, a seconda dell’attività che si svolge - può diventare a tutti gli effetti un influencer e partecipare ad eventi, seguire trasmissioni, pubblicizzare prodotti dietro un lauto compenso, a patto di pubblicizzare e promuovere tutto online.

«Diversivo, distrazione, fantasia, cambiamenti di moda, di cibo, amore e paesaggio. Ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo» Bruce Chatwin

ROMA, LA CITTA' ETERNA

Aventino, Campidoglio, Celio, Esquilino, Palatino, Quirinale e Viminale sono i sette colli di Roma. Sette tappe dalle quali partire per girare, per conoscere la città e ammirare i suoi monumenti.
Partiamo dal Celio, un lungo promontorio dal quale osservare meravigliosi scorci del Palatino ed il Colosseo
Si prosegue per il Colle Palatino, dove sorsero i primi abitati primitivi e gli agglomerati urbani nel I millennio A.C.. 
Lì, nel corso dei secoli, vennero costruiti i principali palazzi e residenze dei poteri politici di Roma, i cui resti si possono ancora oggi ammirare in questa vasta area archeologica.
Il Campidoglio è al centro della città. Sede del Comune di Roma e dei Musei Capitolini, ha una piazza molto bella che fu disegnata da Michelangelo nel XVI secolo, al centro della quale si trova la statua di Marco Aurelio. 
Dal Campidoglio si qui si può ammirare tutto il centro di Roma, dai Fori romani, i Fori imperiali, il Colosseo, l'arco di Tito, e  il Palatino, oltre al Tevere, il Ghetto con la sua Sinagoga, il quartieri di Campo de' Fiori e Trastevere e il Gianicolo.
Si scende per salire sul colle più piccolo dei sette, quello del Viminale. Il suo nome deriva dalle piante di vimini che si trovavano prima alle pendici del colle. Qui si trovano le Terme di Diocleziano, Piazza della Repubblica, con la scandalosa fontana delle Naiadi, e l'area commerciale di Via Nazionale.
Il Palazzo della Presidenza della Repubblica si trova invece sul Colle Quirinale. Qui si dice che anticamente si trovava un piccolo villaggio dei Sabini; in età romana invece vennero realizzate le Terme di Costantino, il Capitolium Vetus e il Tempio di Serapide. 
Il più a sud tra i colli è l'Aventino ed è collegato ad un altro piccolo colle, detto Piccolo Aventino. Qui anticamente si trovavano gli edifici più importanti di Roma, come il Tempio della Luna, il Tempio di Minerva, alcune Terme, e molte residenze di aristocratici romani. La collina romana è ora una elegante zona residenziale dalla quale ammirare l'intero Circo Massimo, e perché no, anche San Pietro dal famoso buco dell'Aventino.
Infine, l'Esquilino, dove sorge la Basilica di Santa Maria Maggiore. Qui si trova il quartiere più multietnico della città, con il suo fulcro, Piazza Vittorio, la cui forma ricorda l'omonima Piazza di Torino.

UN MUSEO A CIELO APERTO

Tre millenni di storia, tutti visibili, strato dopo strato, monumento su monumento. Roma è probabilmente una delle poche città al mondo in cui il passare dei secoli trasuda dalle pareti degli edifici storici, dal basolato sul quale si cammina, dai resti e le rovine di civiltà antiche, dalle chiese che per lungo tempo hanno dominato su questa città. Una città che è di per sé un museo a cielo aperto e che allo stesso tempo ospita sul suo suolo musei che custodiscono i capolavori dell’arte appartenenti a differenti epoche.
Partiamo dai monumenti e lo facciamo dal Colosseo e il Foro Romano, una delle aree più turistiche della città. Oltre all’Anfiteatro Flavio – questo l’originario nome del Colosseo – c’è un’area vastissima che rappresentava un tempo il centro nevralgico della città, con il Tempio di Saturno, la Basilica Giulia, l’arco di Augusto, le necropoli del tempio di Antonino Augusto e Faustina. Pochi metri più in là erge ancora intatto l’Arco di Costantino.
Se parliamo di basiliche, la Basilica per eccellenza è quella di San Pietro, al Vaticano, dove si trovano anche i Musei Vaticani che, tra le centinaia di opere, custodiscono l’affresco del “Giudizio Universale” di Michelangelo, sulla parete dell’Altare della Cappella Sistina. Un’altra cappella da vedere è quella del Cornaro, a pochi metri dalla Stazione Termini, dove si trova la splendida “Estasi di Santa Teresa”, capolavoro scultoreo del Bernini; sempre del Bernini è la Fontana dei Quattro Fiumi che si trova nel centro della splendida Piazza Navona.
Tra i palazzi storici più importanti c’è il Palazzo del Quirinale, sede del Capo dello Stato, il Palazzo delle Esposizioni, edificio neoclassico che ospita le  più importanti esposizioni temporanee internazionali, mentre tra le piazze principali non si può non parlare di Piazza Esedra, Piazza del Popolo, piazza di Spagna con la famosa scalinata.
Passando ai musei, molti edifici storici sono stati adibiti a luoghi espositivi: Castel Sant’Angelo, ad esempio, che si raggiunge attraversando lo splendido Ponte Sant’Angelo, ospita numerose mostre per tutto l’anno. La Galleria e il Museo Borghese, in cui si trovano esposti i più grandi nomi dell’arte, da Bernini a Canova, da Raffaello a Caravaggio. Il Chiostro del Bramante, all’interno della Chiesa di Santa Maria della Pace, ospita mostre temporanee così come il Complesso del Vittoriano, museo che si trova all’interno dell’Altare della Patria, in Piazza Venezia.
Per gli appassionati d’arte moderna e contemporanea c’è la GNAM-Galleria Nazionale d’Arte Moderna , il MACRO-Museo d’Arte Contemporanea e il MAXXI-Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo. Non fatevi invece ingannare dalla struttura del Museo dell’Ara Pacis: seppur moderno, l’edificio all’interno custodisce l’Ara Pacis, l’altare costruito ne l 13 a.C. per onorare il ritorno di Augusto dalle province di Gallia e di Spagna

FOOD: LA CUCINA ROMANA

Semplice, popolare e gustosa: sono queste le caratteristiche principali della cucina romana, con i suoi tre filoni che si intrecciano strettamente: ebraico, raffinato e ingegnoso; gustoso, di influsso abruzzese; macellaro, creato dall’estro popolare utilizzando le parti di scarto della macellazione. Certamente i primi piatti come la carbonara e l’amatriciana sono tra i più conosciuti, ma la cucina romana non è solo questo: frittate, trippa e coratella, pollo coi peperoni e carciofi ma soprattutto la pasta – gli spaghetti, sovrani incontrastati del pranzo e della cena. Inizia il nostro viaggio nel gusto. 

La cucina romana è ricca di primi piatti, siano essi asciutti o in brodo: troviamo i rigatoni cacio e pepe, la pasta all’amatriciana, ma anche alla gricia e quelli alla checca (con pomodori crudi e semi di finocchio); e ancora i quadrucci (pasta all’uovo) con i piselli, le penne all’arrabbiata, la pasta con i broccoli o con le fave.

Non possiamo dimenticare la gustosissima pasta alla carbonara. Molte di queste ricette si arricchiscono di una generosa spolverata di gustoso pecorino. Per le zuppe la celebre stracciatella, a base di uova, semolino e pane grattugiato
Tra le carni spiccano quelle ovine suine e bovine che hanno dato vita a piatti saporiti come la coda alla vaccinara o la pajata (che non è altro che intestini di bovino e ovino sgrassati, stufati con il pomodoro e serviti preferibilmente con la pasta).

Non possiamo poi dimenticare i saltimbocca alla romana, che sono fettine di vitello e prosciutto crudo però su tutto domina l’abbacchio preparato in diverse versioni volevo dire a forno, alla cacciatora o brodettato
Molto ricca anche l’offerta di pesce come le triglie fredde con uvetta e pinoli (un piatto di origine ebraica), l’anguilla all’agro o alla romana (con i piselli). E ancora baccalà con i peperoni, mazzancolle in umido o fritte, palombo con i piselli, zuppa di telline al pomodoro.

Ricca, ricchissima l’offerta di verdure: broccoli, fave, puntarelle, cicoria, lattuga come anche quella di frutta.

Per quel che riguarda i formaggi oltre al pecorino il Lazio produce anche un’ottima ricotta utilizzata per la preparazione di dolci in particolare per una deliziosa crostata.

SULLE ORME DEL CINEMA

Per i cinefili, camminare per Roma dà la stessa sensazione di quando si gira per New York, quella sensazione che ci fa dire “ma io questo posto l’ho già visto, ci sono già stato”.  Niente di insolito, se si pensa che la Capitale è uno dei più grandi set cinematografici a cielo aperto, dove centinaia di film, dai capolavori ai B movies, vengono girati ogni anno per le strade e le piazze di questa città. Da “Roma città aperta” a “Vacanze romane” passando per “007 Spectre”, questa città è una delle location preferite da registi di ogni parte del mondo, per il suo fascino che traspare in ogni immagine girata. 

Prima tappa a Cinecittà che fu inaugurata il 21 aprile 1937. Fino al 1943 ospitò le riprese della maggior parte dei film italiani, e agli occhi di molti si identificò con il cinema nazionale stesso: nacque allora il 'mito di Cinecittà'.

Dopo l'8 settembre del 1943, Cinecittà cadde in rovina e la fine della guerra non coincise con un rilancio effettivo: con il Neorealismo infatti i cineasti si spostarono in strada, cercando riprese all'aperto. Tuttavia la profonda crisi venne superata grazie al contributo americano, che decise di girare a Roma diversi kolossal statunitensi. 
Oscar per il migliore film straniero, La Grande Bellezza di Sorrentino è interamente girato in palazzi, terrazze, giardini di una Roma decadente e bellissima. Dal "Fontanone" del Gianicolo al tempietto del Bramante in San Pietro in Montorio.

E ancora Via Giulia, la strada che papa Giulio II volle agli inizi del ‘500 per il rinnovamento di Roma, a Palazzo Pamphilj, piazza Navona e la chiesa barocca di Sant'Agnese in Agone. Il giardino Villa Medici e Palazzo Barberini, il Salone delle Fontane all'Eur, le Terme di Caracalla e Il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia.
Impossibile non citare "Vacanze Romane", film del 1953 diretto da William Wyler, interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn, girato interamente a Roma.
 
La splendida principessa Anna affronta un viaggio diplomatico nelle principali capitali europee e arriva a Roma dove vivrà un'avventura lunga un giorno. Un tour nei luoghi più affascinanti della Capitale, tra cui: Via Margutta, Fontana di Trevi, Scalinata di Trinità dei Monti, Pantheon, Corso Vittorio Emanuele, il Colosseo, Piazza Venezia...  la Bocca della Verità e Castel S.Angelo. 
Tra i luoghi più segreti di Roma si nasconde il sentiero degli Illuminati. Eccoci sul set di Angeli e Demoni, il film del 2009, diretto da Ron Howard. Un viaggio tra le sculture del Bernini di ponte Sant'Angelo e i testi di Galileo, alla scoperta di una Roma, dove simbologia pagana e sacralità si fondono insieme. 

Un tour tra mappe e misteri nel cuore della Città Eterna: dalla Chiesa di Santa Maria del Popolo a Piazza San Pietro, la Chiesa di Santa Maria Della Vittoria, Piazza della Minerva, Piazza Navona, e Castel Sant'Angelo. Un mistero nascosto dentro le chiese e sotto le segrete della Città Eterna.
In "Mangia, prega e ama" (di Ryan Murphy, 2010) Julia Roberts esalta il cibo che diventa il vero protagonista delle scene girate a Roma. E' qui che i piaceri della vita, della buona tavola si intrecciano con la storia del film.

Protagonisti i vicoli di Trastevere, Piazza Navona, Via del Corso,  l'Augusteo sul Colle Palatino, il Pantheon, ma soprattutto il cibo, esaltato nelle trattorie del centro storico. La Roma del film è quella godereccia dei giorni nostri. Una Roma autunnale, dai colori caldi e dorati, che la rendono ancora più romantica. 

«Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro» José Saramago

«La vita è quel che decidiamo di farne. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma quello che siamo» Fernando Pessoa

ALLA SCOPERTA DI CUBA

Paesaggi subtropicali, città d'arte, spiagge bianche, fondali mozzafiato e tanta, simpatica gente. Sono gli elementi che rendono Cuba un viaggio indimenticabile.
Partite da L'Avana, la capitale, la più grande città, ricca di storia e cultura: il quartiere storico de la Vieja Habana è decretato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, con oltre 900 monumenti, che comprendono il Palazzo Presidenziale e la Piazza della Cattedrale. E poi ci sono le spiagge, ben 15 chilometri e il parco Lenin, circa 700 ettari di natura incontaminata.
Pinar del Rio troverete le piantagioni sconfinate che producono i migliori sigari di Cuba, con lo sfondo i Mogotes, particolari montagne che rendono Pinar del Río veramente spettacolare.
Varadero troverete la spiaggia più bella di Cuba: sabbia bianca, clima tropicale e mare limpido per trascorrere una vacanza in totale relax, mentre Cienfuegos è una pittoresca città, denominata La Perla del Sud per la sua ambientazione così marinaresca. 
Trinidad è un museo a cielo aperto, con i suoi palazzi coloniali e le piazze che si estendono in modo irregolare, i resti di antichi zuccherifici e le capanne degli schiavi, appartenenti ad un’altra era.
Santiago de Cuba è la seconda città per grandezza ed importanza: ricca di storia, la sua vicinanza con la Giamaica la rende più caraibica delle altre zone dell'isola. 
E poi c'è l’arcipelago di isolette di Jardines del Rey, menzionato da  Hemingway nel suo romanzo Isole nella Corrente; Holguín, con le sue spiagge bellissime – tra cui le enclavi di Playa Esmeralda, Playa Pesquero e Guardalavaca – che la rendono la terza destinazione più visitata del paese.

L'AVANA, UN MELTING POT DI CULTURE

L’Avana, capitale di Cuba, è la città più popolosa e dal fermento artistico e culturale più animato dell’intero arcipelago. Un melting pot di culture e di etnie differenti, che rendono questa città ancora più interessante dal punto di vista artistico. Un museo a cielo aperto è sicuramente l’Habana Viejia (L’Avana Vecchia), centro storico della città divenuto Patrimonio dell’Umanita dall’ Unesco nel 1982: caratteristiche piazzette, edifici colorati, murales, sculture e installazioni sono visibili in ogni angolo di questa zona.
La zona più autentica è anche Avana Centro, punto nevralgico della città dove sorge il Campidoglio, imponente edificio realizzato nel 1929, oggi sede del Ministerio de Ciencia, Tecnología y Medio Ambiente. Nello stesso quartiere sorge il Museo della Rivoluzione, ex sede presidenziale prima della rivoluzione di Castro che espone la collezione permanente dedicata proprio al periodo della rivoluzione cubana e alla storia del Paese dopo il 1959. Ad Avana Centro si trova anche il Teatro dell’Opera e l’edificio Bacardi. Tra gli edifici religiosi di maggiore interesse c’è la Catedral de la Inmaculada Concepción de María, costruita nel XVIII in stile barocco, che domina la piazza della città.
L’Avana ospita due importanti musei, dove vengono allestite numerose mostre: c’è il Museo di arti decorative dell'Avana e il Museo nazionale delle belle arti, dove si trovano opere appartenenti alla storia dell’arte cubana ma anche straniera. Uno dei musei più visitati è però il Museo Ernest Hemingway, dedicato allo scrittore americano molto legato a questa città: qui si trovano la macchina da scrivere, i libri e molti oggetti personali dello scrittore, nell'unica residenza "stabile" che abbia avuto nella sua vita.
Cuba è da sempre attenta allo studio e all’approfondimento dell’arte, come dimostra il successo delle Escuelas de Artes, le Scuole Nazionali d’Arte che si trovano proprio a L’Avana. Dichiarate “Monumento nazionale di Cuba” queste scuole nacquero dalla volontà di Fidel Castro di creare uno spazio dedicato alla formazione artistica dei giovani provenienti da America Latina, Africa e Asia. L’edificio rimase incompleto ma ancora oggi è un capolavoro architettonico di inestinguibile valore.

FOOD: LA CUCINA CUBANA

Tratti salienti della cucina cubana sono quelli della tradizione creola e caraibica. A cominciare dal piatto nazionale dell’isola, il moros y cristianos, una zuppa densa e piccante a base di fagioli neri non il riso. Del resto, proprio i legumi e il riso costituiscono i cardini della gastronomia del paese.

​Molto ampio è l’assortimento di pesce (del resto Cuba è un’isola), apprezzato anche sotto forma di zuppa, preparazione diffusa ovunque anche se il clima tropicale farebbe pensare diversamente (e a Cuba troviamo, tra le altre, le zuppe d’aglio, di pollo, di patate).

Tra gli ortaggi più apprezzati troviamo l’avocado e la zucca che, spesso, sono usati insieme al platano, di cui si utilizzano in cucina tanto i frutti quante le foglie. A proposito delle foglie di platano giova ricordare che sono usati come involucri per i tamales, vale a dire involtini dagli svariati ripieni tanto dolci quanto salati, che spesso costituiscono un ottimo spuntino. 
 Tra i dessert segnaliamo il brazo de gitano (una focaccia ripiena), la quemada (budino di cocco), il coco rallado y queso (cocco grattugiato con formaggio fresco e sciroppo, una vera leccornia secondo me) e gelati dai gusti più svariati, tra cui i celebri Coppelia a base di frutta.

Apprezzato è il caffè, che a Cuba servono forte e nero, insieme ad acqua gelata. E, naturalmente, non possiamo dimentica il rum che, proprio all’Avana ha dato origine al celeberrimo Mojito, alla base di tante leggende, anche letterarie.

L’AVANA CINEMATOGRAFICA, IL TOUR

Nonostante i lunghi anni di "chiusura", l’isola di Cuba e l’Avana, sua capitale, hanno prestato i loro incantevoli scenari a numerosi registi di cinema, che l’hanno “sfruttata” come location di tanti film.

L’Avana è soprattutto musica, così Wim Wenders porta a spasso gli spettatori per il Centro Habana, il Barrio Chino e il Vedado con i suoi personaggi unici, i musicisti del gruppo Buena Vista Social Club, attori dell’omonimo film-documentario.
Musica, e quindi danza: Dirty Dancing 2, film di Guy Ferland ci porta nel mondo della salsa, dei tramonti unici che l’Avana regala, dandoci anche qualche nozione di storia, visto che la pellicola è ambientata nel periodo della rivoluzione di Fidel Castro contro Batista.
Plaza de Armas, Plaza de la Catedral, Plaza Vieja, el Castillo de la Real Fuerza, e tanti altri scorci sulla città che si possono ammirare nel film “Che – L’argentino”, di Steven Soderbergh. Un viaggio nella città attraverso la vita di Che Guevara, icona e simbolo di questa città, come dimostra il celebre volto del Che realizzato in ghisa sul Palazzo del Ministero degli Interni, a Plaza de la Revoluciòn.

LO SAI DA QUI

La canzone fa parte della colonna sonora originale del nuovo film di Giovanni Veronesi Non è un paese per giovani, sesto singolo estratto da «La rivoluzione sta arrivando».  Il video porta la firma della regia dello stesso Veronesi ed è stato girato tra Cuba e il Salento, negli stessi luoghi in cui è ambientato il film.

CAYO LARGO: IL PARADISO

Cuba è un arcipelago nel Mar dei Caraibi, uno dei mari più belli del mondo. Tra le località balneari più belle c’è Cayo Largo del Sur, anche conosciuta come Cayo Largo, una piccola isola a meno di 200 chilometri da l’Avana che fa parte dei 300 isolotti che costituiscono l'arcipelago de Los Canarreos.

Cayo Largo è famosa per le sue spiagge di sabbia fina e chiara, per le sue acque cristalline e per la fauna e la flora che su quest’isola vivono incontaminate. Qui troverete specie di piante rarissime e tanti animali esotici, come pappagalli, tucani, aironi e tartarughe marine. 

«I sentieri si costruiscono viaggiando» Franz Kafka.

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