In the mood for italian food

Un viaggio alla scoperta dei sapori più antichi

L'eccellenza gastronomica in Italia passa dalla tradizione

L'Italia è la patria della cultura, del sole, del buon cibo e nel 2015 anche dell'EXPO, il cui tema è "Nutrire il pianeta, Energia per la vita".

Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 a Milano i visitatori possono scoprire con quali politiche e tecnologie i Paesi di tutto il mondo hanno deciso di affrontare le problematiche per la nutrizione nel Pianeta. Il Padiglione Italia ha un ruolo cardine: il tema specifico scelto è "Vivaio Italia", e verranno analizzati gli aspetti chiave della cucina e delle tradizioni italiane.

Secondo quanto raccontato dal direttore creativo Marco Balich, il concept del Padiglione Italia è  basato su due metafore: da una parte il concetto di "Vivaio", che rappresenta l'importanza di dare visibilità ai giovani, dall'altra parte viene rappresentanto l'"Albero della Vita", non soltanto simbolo di vita, ma anche di necessità di interconnessione delle diverse zone e di tutti i contenuti di Expo 2015.

Vediamo insieme su quali elementi cardine si basano le tradizioni della cucina italiana che i visitatori di Expo 2015 avranno modo di apprezzare.

A cura di Valentina Colazzo e Carla Cigognini

Scopri: L'Expo 2015 e la cucina italiana

La cucina italiana è una storia di uomini e di donne e della loro grande passione e attenzione verso la tradizione e i prodotti del territorio, un'arte unica, una vocazione preziosa che non finisce mai di stupire, è il nostro essere italiano, siamo gli unici capaci di chiedere cosa ci sia per cena durante il pranzo. (Alessandro Borghese)

Le tradizioni del Nord Italia

La cultura gastronomica del Nord Italia è profondamente influenzata dalla conformazione geografica del territorio: il clima rigido delle Alpi ha fatto in modo che entrasse nella tradizione la preparazione di cibi che potessero essere conservati nella stagione fredda, come gli insaccati e  i formaggi stagionati. Durante l'inverno invece erano necessarie preparazioni che riscaldassero, ecco perché sono presenti molte zuppe, oppure liquori come la grappa.

VALLE D'AOSTA

La cucina si basa sui prodotti dell'allevamento  (carne, latte, burro, formaggi),  castagne, noci, frutti selvatici, mele, pere e cereali (mais, grano saraceno, segale).  Immancabile  la polenta che sostituisce il rarissimo primo piatto di pasta e si accompagna agli stufati di carne o al formaggio. Gli antipasti sono vari: salumi, il teteun (mammella di mucca bollita e affettata),  i boudin (con patate o barbabietole, sangue di maiale, lardo e spezie), i tomini alle erbe di Peranche e le castagne lessate caramellate con burro e zucchero.

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PIEMONTE

La cucina del Piemonte è decisamente variegata e ricca,  soprattutto per via della morfologia del territorio, dalla montagna alla collina alla pianura. Si va dal riso cucinato in diversi modi alla segale, dai salumi alla polenta passando per il fritto misto e la famosa bagna caöda. Senza dimenticare la finanziera, i fagioli di Saluggia, i dolci e i Grissini di Torino. E poi, ovviamente, c'è il magnifico Barolo, da bere o utilizzato  per preparare deliziosi piatti.

Scopri: La cucina tradizionale in Piemonte

LIGURIA

La Liguria ci offre una cucina  deliziosa  usando le erbe aromatiche, il pesce, le carni bianche, diversi ortaggi  e il buonissimo  olio extravergine di oliva. Il pesto è probabilmente il  condimento più famoso, ma molto apprezzato è anche il preboggionvi, mescolanza di erbe selvatiche. Per chi ama il salato segnaliamo la Pasqualina, la fantastica focaccia di Recco, la pizzalandrea  e la farinata. E per i dolci: gli amaretti di Sassello, i canestrelli, i baci di Alassio e il pandolce genovese.

Scopri: La cucina tradizionale in Liguria

LOMBARDIA

La Lombardia si caratterizza per una cucina con ingredienti distintivi come il riso e il burro, la carne di maiale, di manzo e i latticini. Abbiamo buoni formaggi (come il grana padano), la polenta, i pizzoccheri e i risotti (alla milanese, il più famoso). E poi ancora: i maltagliati con i fagioli, gli agnolini e i casônsei, l'ossobuco, la cotoletta alla milanese, la busecca e la mostarda di Cremona. E chiudiamo con i dolci: pan de mei, la torta sabbiosa, il torrone di Cremona e naturalmente il Panettone.

Scopri: La cucina tradizionale in Lombardia

TRENTINO ALTO ADIGE

Il Trentino ha una particolare cucina, legata al mondo di lingua tedesca e al Veneto.  La gastronomia è famosa per la polenta e per i piatti a base di funghi, oltre che per le zuppe e dei canederli, che qui vengono chiamati knödel: delle buonissime polpette di pane in brodo. 

In Trentino possiamo assaggiare anche gli strangolapreti,  a base di spinaci, uova e grana. Sia in Trentino che in Alto Adige troviamo anche gli spätzle, gnocchetti di farina di grano saraceno e uova. 

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VENETO

Nella cucina del Veneto i cereali di base sono il mais e il riso:  importante è la polenta di farina gialla e il primo piatto per eccellenza è il riso, condito con in diversi modi: dalle verdure al pesce.  Buonissime sono  le minestre e la pasta (come i bigoli  e i casumzieei).  Nei secondi   spiccano il fegato di vitello e  il baccalà alla vicentina.  Per i formaggi, citiamo l’asiago, il piave, il montasio, o anche i rari ubriaco trevigiano, i caci sottocenere e il morlacco. Pandoro e tiramisù sono i dolci più noti della gastronomia regionale.
FRIULI VENEZIA GIULIA

Iniziamo dai primi piatti segnalando le lasagne al papavero,   il pistum e i cialzónsPregiati gli asparagi bianchi insigniti del marchio DOP. Buonissimi la carne (molto diffusa quella di maiale), il pesce (di mare e di laguna) e i formaggi (dal montasio al janar passando per è il formai del cìt e il frico).  Tra i dolci il più famoso è  la gubana, gli strucchi, la berlina al caffè e come non finire il pasto con  le celebri e pregiate grappe friulane? 
EMILIA ROMAGNA

Bologna è la patria dei tortellini, serviti in brodo ma anche asciutti e conditi. Ma non dimentichiamoci le lasagne e le tagliatelle. La mortadella è il simbolo della città, tanto che è universalmente noto come "Bologna". Modena è la patria dell’aceto balsamico e delle tigelle con il pesto di lardo. La salama da sugo è tipica del ferrarese insieme alle anguille di Comacchio.  Arcinoto è il prosciutto crudo di Parma mentre per la Romagna dobbiamo assolutamente segnalare le piadine.

Scopri: Il trionfo della gastronomia in Emilia Romagna

«Ora che l'Italia è fatta, bisognerebbe unificare le cucine italiane!» «Ardua impresa. Si potranno federare; se pure!» (Federico De Roberto)

Le tradizioni del Centro Italia

Tra mare e montagna, le tradizioni del centro Italia uniscono la vita quotidiana dei pescatori con quella dei pastori di montagna: dal cacciucco toscano, la zuppa livornese con ogni tipo di pesce, alla norcineria umbra, fino ad arrivare agli sfizi della cucina marchigiana, con olive all’ascolana e cremini fritti, senza dimenticare la grande importanza che la cucina laziale conferisce ai prodotti della pastorizia, tra formaggi e quinto quarto.

TOSCANA

L’alimento base della cucina Toscana è il pane senza sale presentato sotto mille forme: e con il pane si sposa la vasta gamma degli insaccati: dalla finocchiona al lardo di Colonnata. I primi sono rappresentati da paste fresche: pici, tortelli alle patate e testaroli. Molto apprezzate sono le zuppe dove la più famosa è la ribollita, ma non dimentichiamo la minestra di farro della Garfagnana, la frantoiana, la carabaccia e l'acqua cotta. Per i dolci consigliamo il panforte, il latte alla portoghese, e  con i cantucci beviamo un ottimo vinsanto.

Scopri: La cucina tradizionale in Toscana

MARCHE

Abbiamo una predominanza di prodotti come funghi, olive e tartufi: come non assaggiare le deliziose olive all’ascolana? Per le carni sottolineiamo la braciola di Urbino, il salame che si ricava dal maiale nero, i prosciutti affumicati, il ciauscolo e la coppa marchigiana. Nella zona costiera domina il pesce e  soprattutto il brodetto, mentre per quanto riguarda i dolci segnaliamo i caciuni (calzoni farciti con pecorino, limone e zucchero), le beccate (con mandorle, noci e pinoli) e il frustingolo (con uvetta, fichi, noci, mandorle e cioccolato).

Scopri: La cucina tradizionale nelle Marche

UMBRIA

Legumi, verdure, suino, pollo e piccione sono gli ingredienti base. Da assaggiare l’imbrecciata, la  minestra di legumi e gli umbrici al tartufo. Tra i secondi si può scegliere tra il pollo alla cacciatora al maiale e al piccione, qui chiamato Palombaccio. Per i dolci abbiamo  il ciambellone e le fave dei morti.  E poi vi consigliamo le ciriole, spaghetti grossolani a base di acqua e farina. E ancora, gli gnocchetti alla collescipolana, che sono gnocchi di recupero del pane raffermo: solitamente conditi con pomodoro, fagioli, salsiccia e pecorino.

Scopri: La cucina umbra rustica e genuina

LAZIO

La cucina romana si divide in tre filoni: ebraico (raffinato), burino (di influenza abruzzese), macellaro (usando le parti di scarto della macellazione). I primi piatti sono buonissimi: amatriciana, pasta alla gricia, all’arrabbiata, alla carbonara. Per le zuppe non possiamo certo dimenticare la celebre stracciatella, a base di uova, semolino e pane grattugiato. Per i secondi proponiamo la coda alla vaccinara, la pajata, l’abbacchio, i saltimbocca alla romana, anguilla, baccalà e triglia. Tra i formaggi ricordiamo il gustoso pecorino locale e la ricotta, usata anche per preparare i dolci.

Scopri: La cucina tradizionale in Lazio

Tutto quello che vedete, lo devo agli spaghetti. (Sophia Loren)

Le tradizioni del Sud Italia e Isole

Sole, sole e ancora sole: tutte le regioni del Sud Italia sono unite da questo comune denominatore. Ritroviamo i suoi colori nel rosso dei pomodori, tagliati e messi a seccare e poi conservati sott’olio, ma anche nel peperoncino che da una nota aromatica a moltissime preparazioni, oppure troviamo sollievo dal solleone nella freschezza dei latticini freschi come la mozzarella e la ricotta, e nelle preparazioni dolci come il gelato e la granita.

ABRUZZO

Tra i prodotti tipici abbiamo l’olio extravergine di oliva, lo zafferano, le scamorze, i pecorini e i salumi. Tra i primi i maccheroni alla chitarra,  gnocchetti di cacio e uova, i pappici, la zuppa di cardi, il minestrone pescarese, le virtù teramane e le scrippelle ‘mbusse. Per le carni gli arrosticini di pecora, le amoje, il capocollo, la coppa, la salsiccia di fegato dolce, la ventricina e il tacchino alla canzanese. Ricca la produzione di formaggi di pecora, di capra e mucca. Tra i dolci ricordiamo i torroni dell’Aquila, il parrozzo e le Ferratelle.

Scopri: La cucina tradizionale in Abruzzo

MOLISE

La pasta è di produzione casalinga: cavatelli, fusilli, laganelle, crejoli, taccozze, sagne e le recchietelle. I ragù sono a base di carne di pecora o di maiale con pecorino o peperoncino. Per i formaggi non perdete la ricotta di pecora e la stracciata. Fra i piatti di antica tradizione troviamo la risciusce e i lacci e patane, senza dimenticare la polenta, qui preparata in molti modi. Per gli insaccati troviamo la soppressata, il capocollo, la ventricina, il tocco, lo ‘ntriglio: tutti caratterizzati da aromi forti, come il peperoncino, il finocchio, l’aglio e l’alloro.

Scopri: La cucina tradizionale in Molise

CAMPANIA

Indiscussi protagonisti sono i pomodori che si accompagnano a peperoni, broccoli, carciofi e scarole. I pomodori sono alla base della pizza, piatto simbolo della Regione,  ma sono anche usati per i sughi della pasta. Non possiamo dimenticare i latticini di bufala o di mucca, ricordiamo la scamorza, il caciocavallo, il provolone, il burrino.Infine, un accenno ai dolci: immancabile la pastiera napoletana, tipica della Pasqua, ma anche le sfogliatelle e gli struffoli.

Scopri: La cucina tradizionale in Campania

BASILICATA

Tipico è il maiale e non dimentichiamo che qui è nato la lucanica (che al nord è chiamata "luganega"): una salsiccia preparata con carne trita di maiale, pepe nero, peperone rosso dolce e piccante. Tra gli altri salumi tipici spiccano la soppressata, il pezzente e il capocollo. Oltre a vari caprini, la regione produce il saporoso caciocavallo podolico. E non possiamo certo dimenticare il pane di Matera, che ha ottenuto il riconoscimento della IGP, realizzato esclusivamente con semola di grano duro.

Scopri: La cucina tradizionale in Basilicata

PUGLIA

Riso, patate e cozze è una vera e propria istituzione per la cucina pugliese. Però c'è molto di più. Fave e cicoria, con olive nere e ortaggi danno vita alla ‘ncapriata, una squisita e densa minestra, detta anche “fonduta pugliese”. Ma ovviamente non possiamo non citare le orecchiette, servite soprattutto con le cime di rapa, le laganelle e i minnich. Celebri i latticini: burrata, caciocavallo, ricotta e pecorino. Ricotta e mandorle sono alla base di molti dolci, spesso accompagnati o dolcificati con il vin cotto

Scopri: La cucina tradizionale in Puglia

CALABRIA

La Calabria vanta tra i suoi ingredienti tipici l’olio extravergine d’oliva e il peperoncino, na anche  limoni, arance, mandarini e cedri.  Tra gli ortaggi non possiamo non citare le melanzane che vantano in Calabria moltissime ricette. Nei primi sono tipici i maccheroni a ru ferretto e la stroncatura. Parlare di cucina calabrese significa ovviamente parlare di salumi, con la celebre ‘nduja, la soppressata e il capocollo.  Per i dolci ricordiamo qui i taralli (nella versione  dolce o salata) e  i mostaccioli.

Scopri: La cucina tradizionale in Calabria

SICILIA

Diffusi lo sformato di riso, la pasta alla Norma, pasta con le sarde, con il pesto alla trapanese e gli anelletti del monsù. Uno degli ingredienti comuni a molti piatti di pasta è la muddica, pangrattato tostato in padella. Ma non dimentichiamo che a Trapani è tradizionale il consumo di cuscus. E vogliamo dimenticare la caponata di melanzane?  Note in tutto il mondo sono le sfiziosità:  i celebri arancini di riso, i cazzilli (cioè crocchette di patate) e le panelle (frittelle di farina di ceci).

Scopri: La cucina tradizionale in Sicilia

SARDEGNA

Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, cuore della gastronomia sarda non è il mare, ma l’entroterra, con la pastorizia. Eccellente la produzione dei formaggi, che vanta soprattutto pecorini, caprini, canestrati e ricotte. Il pecorino – insieme alle mandorle e al miele – è uno degli ingredienti fondamentali dei dolci sardi, come le sebadas, le pardulas e  i rugiolos. Per quel che riguarda le carni la fanno da padrone l'agnello e il maiale. Ma se si parla di cibi sardi viene subito in mente il pane carasau, il pane dei pastori.

Scopri: La cucina tradizionale in Sardegna

L'Italia e il futuro del cibo a Expo 2015

IL PADIGLIONE ITALIA

Il Padiglione Italia, disegnato dallo studio Nemesi & Partners, si avvale di un cemento biodinamico progettato da Italcementi. Ad ispirare la struttura sono state la piazza e  la foresta tanto che all'interno è stato costruito un bellissimo Albero della Vita. La location ricrea un viaggio attraverso la nostra Italia, qualcosa di "antitrionfale, tecnologico, mediatico, vivo". La struttura occupa una superficie di 13mila metri quadrati disposti su 6 livelli. Il Padiglione ospita anche la Terrazza Martini, realizzata  dal team Pininfarina.

Scopri: Tutto sul padiglione Italia a Expo 2015

FUTURE FOOD DISTRICT

Come cambieranno le nostre abitudini alimentari in futuro? Expo risponde con il Future Food District, creato in collaborazione con Coop, il MIT Senseable City Lab e lo studio Carlo Ratti Associati. Il Padiglione occupa 6500 m² con uno spazio strutturato sotto forma di grande supermercato e di exhibition area. L'esperienza è olfattiva e degustativa, visto che è presente una sezione assaggi:  per i visitatori sarà possibile prendere confidenza anche con i cibi derivanti da insetti, risorsa alimentare di 2 miliardi di persone.

Scopri: Il Cibo del Futuro a Expo 2015